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giovedì, 13 Giugno 2024
HomeAgricoltura biologicaA scuola di biologico: gli studenti dell'omnicomprensivo di Troina a lezione di grani antichi

A scuola di biologico: gli studenti dell’omnicomprensivo di Troina a lezione di grani antichi

Il progetto, promosso da Il Mediterraneo24 e Aiab Sicilia, ha fatto tappa nell'istituto Don Bosco-Majorana: svolto un percorso di approfondimento sull'agricoltura biologica

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TROINA. Il progetto “A scuola di biologico” ha riscontrato un ottimo successo nelle classi del triennio dell’istituto alberghiero Ettore Majorana di Troina. Mercoledì 26 maggio con la presenza, in aula magna del dottor Biagio Barbagallo, presidente Aiab Sicilia, gli alunni hanno avuto modo di scoprire l’agricoltura biologica e l’utilità di questa coltivazione.
Molti secoli fa gli uomini non avevano ancora scoperto i fertilizzanti sintetici, quindi l’unica forma di agricoltura portata avanti era quella naturale. Non esisteva ancora il commercio a lunghe distanze, quindi la gente mangiava solamente cibo locale a km0, sano e nutriente. Durante gli anni, sono cambiati notevolmente i metodi di coltivazione e quelli di lavorazione dei grani, puntando sempre più sulla massima resa e sulla coltivazione intensiva, con l’utilizzo di pesticidi e di fertilizzanti chimici. Conseguenza di ciò, l’insorgenza sempre più massiva sul territorio di forme allergiche e intolleranze in tantissimi individui derivanti dal consumo di questi alimenti.

La lavorazione di questi grani ha portato anche alla diffusione sul territorio di un maggiore inquinamento per l’utilizzo di detti pesticidi che, se da un lato velocizzano e promuovono la produzione, dall’altro avvelenano l’ambiente e i suoi abitanti. Pertanto è senza dubbio da preferire la coltivazione di vegetali con i fertilizzanti naturali e ancora meglio applicare una pratica lenta per una coltivazione biologica sana. Oggi molti mulini stanno riproponendo la molitura a pietra, perché non surriscalda la farina. Negli ultimi anni per fortuna, si è sviluppata una grande ricerca di grani antichi e un ritorno alla loro coltura biologica sia per ottenere farine meno trattate e più sane, sia per affermare i grani autoctoni dei vari territori. In conclusione, dopo questa spiegazione, il dott. Barbagallo ci ha tolto ogni dubbio ponendo noi dei quesiti. Possiamo senz’altro affermare che questa esperienza è stata molto formativa e allo stesso tempo anche molto interessante.

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Federica Pappalardo*
studentessa dell’istituto omnicomprensivo di Troina

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