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giovedì, 13 Giugno 2024
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Agricoltura biologica e inclusione lavorativa: ecco i progetti Lab360 e Diversamente orto

Protagonisti ragazzi con disturbi dello spettro autistico e con disagio sociale. Per loro la possibilità di un futuro di speranza, grazie alle iniziative della Cooperativa Liberamente e dall'associazione Coltivare Bio Naturale

Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione per le Culture e le Arti all'Università degli Studi di Palermo, con un master in Editoria e Produzione Musicale all'Università IULM di Milano. Si occupa di cultura, turismo e spettacoli per diverse testate online e da addetto stampa. Scrive di sociale per "Il Mediterraneo 24"
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PALERMO. L’agricoltura biologica come supporto per i ragazzi con disabilità. È questo il senso dei progetti Lab360 e Diversamente orto. Due iniziative sviluppate dalla Cooperativa Liberamente e dall’associazione Coltivare Bio Naturale. Realtà impegnate nell’inclusione sociale e nell’agricoltura biologica.

Un’agricoltura sostenibile e che lavora in armonia con la natura sono i passi da cui muove l’esperienza dell’associazione Coltivare Bio Naturale. La convinzione di partenza, invece, è che “dove ci sono delle disabilità per noi possono essere delle risorse“. Lo spiega il presidente Luigi Rotondo. “Tutto sta nel capire e canalizzare queste risorse nella maniera corretta. Ultimamente abbiamo intrapreso questo rapporto di partenariato con la cooperativa Liberamente con cui stiamo portando avanti tantissime iniziative molto interessanti: Lab360 prevede diversi laboratori ed è diventata anche la sede nostra del progetto Biolab che già è partito da qualche anno e vede coinvolti un gruppo di ragazzi con problemi dello spettro autistico e che oggi si ritrovano non solo ad aver acquisito tutta una serie di competenze e di autonomie anche domestiche, nella trasformazione dei prodotti, ma anche ad avere un inserimento sociale e lavorativo grazie alla nostra presenza al mercato a Villa Filippine“.

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Poi, c’è l’altra iniziativa che l’associazione porta avanti con la cooperativa Liberamente, che è “Diversamente orto”: Vede coinvolti ragazzi con disagio sociale e che vengono formati, con la speranza di riuscire a creare per loro un’impresa agricola. “Dalla coltivazione speriamo di poter raggiungere l’obiettivo di dare loro un futuro lavorativo“, dice Rotondo. Al momento è possibile sostenere il progetto grazie agli ortaggi che attraverso la formazione i ragazzi stanno coltivando e raccogliendo. “Noi possiamo fare avere a casa delle cassette con quegli ortaggi. Acquistando i loro prodotti si ha modo di sostenere questo progetto“.

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