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13 Aprile 2024
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La comunità Rom a Palermo: dal campo della Favorita a una start-up green

Il progetto europea GEA (Green Entrepreneurs in Action) punta a far conoscere l’economia verde e circolare e i modelli di business sostenibili a giovani rom e provenienti da comunità svantaggiate

Caterina Ganci
Caterina Ganci
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione pubblica, collaboro con diverse testate online. Amo il mare, il suo profumo e le sfaccettature dei suoi colori. Non penso che potrei vivere in un posto diverso dalla Sicilia! La nostra Isola è bella e ricca di cultura, storie, tradizioni e se è vero che “la bellezza salverà il mondo" io voglio continuare a cercare, osservare e raccontare le nostre meraviglie con la passione forza motrice necessaria per una giornalista
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PALERMO. Denis fa parte della comunità ROM di Palermo e per diversi anni ha vissuto nel campo della Favorita. Oggi vive in un appartamento e lavora in un ristorante del capoluogo siciliano. Chissà, magari tra qualche tempo potrebbe essere uno dei dieci giovani che apriranno una startup green in Sicilia.
Il giovane ha raccontato la sua storia durante l’evento “La comunità ROM – Cenni storici e antropologici”, organizzato dal Cesie, che si è svolto lunedì scorso presso l’Ecomuseo Mare Memoria Viva. Durante l’incontro si è parlato della cultura rom e delle condizioni di vita della comunità nel territorio di Palermo, l’iniziativa ha coinvolto il ricercatore specializzato in diaspore rom Daniele Viktor Leggio, il sociologo Daniele Saguto e la fotografa Marina Galici.

L’evento è uno degli step previsti dal progetto GEA (Green Entrepreneurs in Action), finanziato con il sostegno della Commissione Europea. L’obiettivo è quello di far conoscere l’economia verde e circolare e i modelli di business sostenibili. “La mission del progetto – spiega Giorgia Marinelli, responsabile – è consentire a giovani rom e provenienti da comunità svantaggiate di apprendere l’imprenditorialità verde, per contribuire allo sviluppo della comunità locale in modo sostenibile. La peculiarità è la sua attenzione alle persone della comunità rom. È stato un buon punto di partenza, l’inizio di una collaborazione. Il progetto GEA avrà un seguito: siamo alla ricerca di dieci giovani ROM per aiutarli ad aprire una startup”.

L’imprenditoria sostenibile può rappresentare un grande potenziale per mobilitare i giovani a impegnarsi per raggiungere i principali obiettivi sociali, tra cui la creazione di occupazione, la riduzione della povertà, l’inclusione e l’integrazione. La disoccupazione giovanile rappresenta un problema sociale rilevante, che si prevede si aggraverà come conseguenza della pandemia di Covid-19. Poiché la vulnerabilità giovanile continua ad aumentare a causa della crisi, i giovani provenienti da contesti svantaggiati, in particolare i Rom, si trovano in una posizione ancora peggiore. GEA promuove anche le imprese che non hanno un impatto negativo locale o globale, sulla comunità e sull’economia.
Tra gli obiettivi c’è quello di fornire ai giovani provenienti da ambienti svantaggiati una formazione e un tutoraggio sull’imprenditoria sostenibile e sugli strumenti digitali per sostenerli nello sviluppo, nell’avvio e nella promozione delle loro aziende green. Ma anche migliorare le competenze digitali degli aspiranti imprenditori.
I partner del progetto sono, oltre il Cesie, REDI (Romania), il Business development center Kragujevac (Serbia), Magenta consultoria projects SL (Spagna) e Family and Childcare Center – branch in Skopje.

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