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domenica, 5 Dicembre 2021
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Ritornano a Palermo per raccontarne i misteri ai turisti: 8 giovani scommettono sulla loro città

Nasce così l'associazione di guide turistiche autorizzate Free Experience Tour Palermo. Nelle loro visite rivivono le tradizioni e il folklore dei quartieri storici

Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione per le Culture e le Arti all'Università degli Studi di Palermo, con un master in Editoria e Produzione Musicale all'Università IULM di Milano. Si occupa di cultura, turismo e spettacoli per diverse testate online e da addetto stampa. Scrive di sociale per "Il Mediterraneo 24"

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PALERMO. Maria Grazia ha lasciato un contratto a tempo indeterminato in un’azienda a Milano per tornare a Palermo e ricominciare la sua nuova vita sulla soglia dei 40 anni. Manuela, invece, ha salutato il pub in cui lavorava a Londra per rientrare nella sua città e mettere in pratica la sua laurea in Archeologia. Entrambe hanno scelto di fare le guide turistiche in Sicilia. E con loro altri sei ragazzi. Tutte guide abilitate, come Alessia, restauratrice, rientrata dalla Spagna; Salvo, businessman, da Cardiff. Storie di ritorni e di scommesse, per le vie di Palermo, dove tutti gli otto ragazzi, tra i 30 e i 40 anni, dell’associazione Free Experience Tour Palermo credono sia possibile fare turismo. E vivere di turismo e cultura. E che sia possibile farlo raccontando la città in maniera inconsueta, attraverso i suoi misteri, il folklore e le leggende di fantasmi, tele trafugate e altari rinvenuti.

Tornano a vivere nei loro racconti storie di donne, non solo sante ma anche popolane, come Tofana D’Adamo e sua figlia Giulia Tofana cortigiane originarie di Palermo che nel 1640 elaborarono la ricetta di una pozione mortale incolore, insapore e inodore: l’acqua tofana. Era un’arma micidiale con cui eliminare una persona senza destare alcun sospetto, anche perché l’effetto era ritardato di giorni e nessuno riusciva a ricondurre la morte ad altro che a un attacco di cuore. Erano diventate “salvatrici” ed eroine dell’epoca” per tutte le donne infelici, malmaritate che dovevano subire violenza spesso fino alla morte. Insieme a Giulia Tofana anche Giovanna Bonanno, realmente vissuta  a fine ‘700 e tra le ultime esecuzioni svolte in città. Era conosciuta come la “vecchia dell’aceto”. Anche lei una “serial killer” di mariti, conosciuta da tutti come la “Vecchia dell’aceto”, a cui Luigi Natali dedicò addirittura un romanzo. Dai racconti di folklore a veri e propri misteri che hanno caratterizzato la storia della città, come il furto del Caravaggio dall’Oratorio di San Lorenzo mai più ritrovato e l’altare del Gagini, ricomposto all’interno dello Spasimo dopo oltre 200 anni.

“Palermo è colore, luce, chiasso e ospitalità. Riassumerla in poche parole sarebbe come cercare di intrappolare la sua assenza”, sostengono Maria Grazia Sclafani e Alessia Polizzi, prima di avventurarsi in uno dei loro tanti tour turistici in giro per i vicoli e le strade di Palermo. Certi che lo sharing tour, ovvero il viaggio condiviso sia la nuova frontiera per chi ama scoprire posti nuovi, le giovani guide spiegano che “con noi si può combinare la visita guidata a Palermo: scegliere cosa vedere, che costo raggiungere e di quanto deve essere la durata, con la formula ‘Make your own tour’”, dice Maria Grazia. “La base di partenza è il walking tour nel centro storico, ovvero un tour breve che permette di prendere confidenza con il posto e orientare le proprie scelte sui luoghi che si vorrebbe visitare tra quelli da noi elencati. Aggiungendo un’ulteriore quota, si può aggiungere valore alla visita arricchendola di nuove possibilità”, continua Alessia.

Non solo visite ma anche social con video-dirette informative, su Facebook e Instagram. Maria Grazia, Alessia e i loro compagni di Free Tour Experience utilizzano i canali interattivi per trasmettere agli utenti informazioni spesso sconosciute. Aneddoti, misteri, storie e tradizioni di una Palermo che è uno scrigno di bellezze. E anche qui alcune chicche. Una riguarda le “babbaluci”, che è possibile trovare al “Seralcadio”, ovvero al mercato del Capo. “L’origine della parola ‘babbaluci’, secondo alcuni, sarebbe araba e rimanderebbe a un accessorio indossato ancora oggi nei Paesi del Nord Africa. Secondo altri, greca ed è da ricercare nella parola ‘boubalàkion’, che vuol dire bufalo, con un riferimento probabile alle corna del piccolo animale”. Dal 24 giugno in poi, le “babbaluci” compaiono sulle tavole dei palermitani. Per raggiungere il massimo del consumo nei giorni del festino di Santa Rosalia, tra il 13 e il 15 luglio.

L’attenzione delle giovani guide si concentra, in particolare, nei quartieri antichi di Palermo. Nasce così “Palermo punto e al Capo”, per scoprire i segreti del mercato e conoscere le “cappuccinelle”, con le altre mummie delle suore. E dalla visita del mercato del Capo a quella della Kalsa, con la storia del Risorgimento e le gesta (quasi eroiche) delle “strafalarie”, cioè le donne del quartiere, brave a ricamare che mettevano a ferro e fuoco la città quando si arrabbiavano. Nella settimana della festa delle donne, un tour sulle figure femminili della storia di Palermo, “Tutto il rosa di Palermo. Storie d’amore e d’onore“, porta alla scoperta delle regine, delle attrici e delle cantanti, delle prostitute e delle popolane che hanno vissuto la città. È il caso di Sofonisba Anguissola, che si dice abbia vissuto gli ultimi anni di vita nel capoluogo, o della regina Maria Carolina o ancora della regina Corbera, amante di uno dei vicerè, con la sua storia ambientata a Porta Nuova e a Porta Felice. Un triangolo amoroso, motivo per cui Porta Nuova possiede un arco mentre Porta Felice non ce l’ha. Poi il classico tour Palermo dalla A alla Zeta per scoprire Palermo e il suo street food. Infine, la street art. “Con Igor Scalisi Palminteri abbiamo avviato un progetto di crowfunding per un murales all’interno del quartiere Ballarò, seconda puntata del suo Postcard from Ballarò”. Infine, un messaggio alla città e ai turisti: “Come ambasciatori di Palermo, vogliamo far capire che la città non è omofoba. Ai due turisti omosessuali recentemente picchiati abbiamo offerto, per esempio, la possibilità di svolgere un tour gratuito con la nostra associazione”.

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