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Un’esperienza per fare conoscere la Sicilia autentica e accogliente: “Assud” è molto più di un ristorante

Due locali a Marsala, una pizzeria a Palermo e un residence a Pantelleria: l'iniziativa imprenditoriale di Ignazio Passalacqua a forte trazione siciliana dà lavoro a 40 persone, alcune migranti. Per il trentennale delle stragi, una maglietta in memoria di Falcone e Borsellino

PALERMO. La cura per ogni dettaglio, la ricerca delle migliori materie prime, un’immagine studiata che promuove la Sicilia migliore e un personale multietnico accogliente e sorridente. È questa la formula del successo di Assud: “Un progetto di enogastronomia che ha la Cucina Meridionale come filo conduttore”, così amano raccontarsi sul loro sito. E in effetti definire l’idea imprenditoriale di Ignazio Passalacqua non è semplice perché mette insieme tanti aspetti e declinazioni, tante almeno quante sono le attività che ha scelto di aprire, che attualmente sono: un ristorante pizzeria di fronte l’isola di Mozia alle saline di Marsala e una gastronomia dedicata al Cibo da Strada nel centro storico, una pizzeria in via celso a Palermo e un residence con 12 dammusi a Scauri, Pantelleria.

Tutto ha inizio nel 2013, quando Ignazio Passalacqua assieme al suo allora socio Lillo Gesone, entrambi marsalesi, decidono di dare una brusca ma – altrettanto desiderata – virata alla propria vita e di buttarsi a capofitto in una nuova attività imprenditoriale, quella della ristorazione e della ricerca delle migliori materie prime che esprimessero al meglio il territorio trapanese ricco di eccellenze e di piatti dalla storica tradizione come il cous cous o la rianata.

Dalla primissima attività aperta a Marsala – racconta Ignazio – a poco a poco ci siamo ingranditi e adesso abbiamo quattro attività che hanno come filo conduttore o filo “ispiratore” la cucina trapanese, ma che decliniamo anche in altri piatti che nascono dalla ricerca in cucina, partendo sempre dalle materie prime trapanesi. Presto un altro tassello si aggiungerà al mosaico di Assud, entro qualche mese a Palermo inaugureremo un’osteria di mare“.

Ignazio Passalacqua, 44 anni, non ha sempre fatto il ristoratore, nella sua vita precedente era un comunicatore esperto in marketing, e dopo anche un politico, è stato infatti consigliere Provinciale a Trapani. “Nel 2013 avevo voglia di reinventarmi – spiega – e allora l’idea della promozione del territorio attraverso le nostre eccellenze era ancora un’idea spendibile, adesso sembra molto inflazionata, sono passati quasi dieci anni da allora ma Assud ci regala sempre nuovi stimoli e spunti per cambiare e migliorarci“. Oltre alle attività di ristorazione e accoglienza, si sono affiancate anche quelle di produzione, grazie ad un uliveto e un vigneto a Marsala “Assud” produce anche olio e vino.

L’idea di aprire un ristorante e offrire esperienze culinarie che esprimono un territorio oggi non sarà più innovativa, ma di certo continuare a portare avanti con tenacia, convinzione ed entusiasmo un progetto imprenditoriale, è ammirevole. Un progetto imprenditoriale che ha portato oggi ad avere circa 40 persone assunte in periodo di alta stagione, un numero destinato a crescere con l’apertura del nuovo spazio a Palermo. Tra i suoi dipendenti ci sono anche sette ragazzi africani e due bengalesi, che per carità, come sottolinea Ignazio stesso: “Per noi non fa alcune differenza il paese di provenienza dei nostri ragazzi“, però strappano un sorriso commosso quando servono ai tavoli con indosso la maglietta – fortemente voluta da Ignazio per il trentennale delle stragi – raffigurante Falcone e Borsellino e la frase “Siciliani comu a iddri”.

Ama Palermo e il centro storico, i tre mercati, i quattro mandamenti, il Genio e la Santuzza. Segue con passione i processi partecipativi di riqualifica della città nati dal basso che stanno pian piano cambiando il volto di Palermo rendendola sempre più affascinante. Scoprire storie e raccontarle è la sua migliore capacità dettata da una passione incessante per il mestiere di giornalista