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La Shoah tra arte sociale e memoria viva: il documentario di Giuseppe Mazzola

Il video contiene interviste e interventi da parte di alcuni dei sopravvissuti alla Shoah, storici ed esperti, direttori e direttrici di associazioni e fondazioni, studenti e docenti

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PALERMO. Un tema mai banale, quello della Shoah. La retorica ha spesso provato ad incatenarlo e a canalizzarlo impropriamente, ma a quasi 80 anni di distanza dagli atroci e disumani eventi dell’olocausto, la questione sfugge ancora a categorizzazioni ben precise e, in fondo, anche a dare e a darsi risposte definitive sull’oscurità del male e dell’uomo stesso. “Sono più le cose che ho visto, che quelle che ho capito” – afferma proprio Giuseppe Mazzola, fotografo palermitano impegnato da numerosi anni in reportage sui temi dei diritti civili e autore del docu-reportage “La Voce della Memoria”, un progetto fortemente voluto per divulgare e diffondere la memoria della Shoah, tramandarla, tutelarla da qualsiasi abuso che di essa si fa, attraverso interviste e interventi da parte di alcuni dei sopravvissuti alla Shoah, storici ed esperti, direttori/trici di Associazioni e Fondazioni, studenti e docenti.

Il documentario si pone proprio il fine di mantenere alta l’attenzione sull’importanza del confronto, del dialogo, dell’ascolto attivo e della partecipazione per formare una cultura anti-odio da portare avanti, proprio ora che stanno venendo sempre più a mancare fisicamente le testimonianze dirette sull’accaduto.

“La fotografia da strumento di indagine e approfondimento personale quale è stata per me all’inizio di questo particolare viaggio che ha cambiato anche il mio rapporto tra la vita e la morte, si è trasformata in eredità e testimonianza della memoria viva e in linguaggio sociale, il linguaggio vero della libertà e della scelta di costruire nuovi saperi partendo dall’onestà delle immagini e facendole parlare, fino ad entrare dentro ognuno di noi per farci interrogare singolarmente e collettivamente” – continua Mazzola.

Indagando a fondo la Shoah, la sua storia, le cause e le conseguenze, il documentario non tenta di fornire ulteriori risposte che non siano già ampiamente state soddisfatte da storici e studiosi del tema, ma esorta il fruitore, attraverso l’eredità che la memoria concede, a creare dei ponti di consapevolezza, a porre e a porsi delle domande di vita.

Domande che, in primis, l’autore stesso si è posto, in quei luoghi così densi di significato, di dolore e di silenzi, nelle oltre 30 volte in cui ha avuto modo di recarsi in terra polacca nell’immenso Campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau anche in assenza di visitatori e in alcune aree solitamente non accessibili, per concessione del Panstwowe Muzeum Auschwitz-Birkenau.

Le riprese video mostrano anche il Ghetto di Kazimierz a Cracovia, con la Sinagoga Remuh, l’antico cimitero, le flebili ombre della resilienza storica; la Fabbrica/Museo di Oskar Schindler; le Sale dell’Olocausto presso il Jewish Museum di Camden a Londra; le tracce che la Storia ha lasciato nel suo scorrere tra i vicoli e le mura del Quartiere Ebraico di Roma.

La Voce Della Memoria si avvale delle preziose testimonianze di: Vittorio Polacco ed Emanuele Di Porto, sopravvissuti al Rastrellamento del Quartiere Ebraico di Roma; di Eva Geiringer Schloss, sopravvissuta ai Campi di Sterminio di Birkenau e Auschwitz, sorellastra di Anne Frank e co-fondatrice (insieme a Otto Frank, padre di Anne) dell’Associazione britannica “Anne Frank Trust”. Approfondiscono e indagano il significato e il valore della Memoria, con sensibilità e onestà intellettuale: Amedeo Osti Guerrazzi, Storico e Ricercatore presso la Fondazione del Museo della Shoah di Roma; Lisa Shames, Responsabile dell’Istruzione presso il Jewish Museum di Londra; Federica Pannocchia, fondatrice e direttrice dell’Associazione “Un Ponte Per Anne Frank”, oltre che scrittrice; Gillian Walnes Perry, co-fondatrice dell’Associazione “Anne Frank Trust”, scrittrice di numerosi libri su Anne Frank e oratrice impegnata in eventi, congressi e conferenze con le più alte cariche a livello mondiale.

Il Documentario è stato filmato fra Italia, Polonia e Regno Unito, tra il mese di Luglio 2021 e il mese di Marzo 2022 e porta a compimento un reportage educativo, Auschwitz Dopo Auschwitz, realizzato dal 2017 al 2021 fra Italia, Polonia, Repubblica Ceca e Germania.

Dopo un lungo lavoro di post-produzione, seguono ora convegni, workshop ed eventi finalizzati alla didattica e alla divulgazione storica fra Scuole, Istituti e Associazioni a livello nazionale e internazionale.

“La Memoria è il cuore, l’eredità e il patrimonio dell’identità dell’Umanità, l’istruzione è lo strumento e il linguaggio per tutelare tale eredità e farne lessico comune, fondamentale per uscire dall’oblio dell’ignoranza e costruire una società fondata sulla libertà, l’inclusione e la facoltà di scelta” – conclude l’artista.

In questo periodo, al cinema Gaudium di Palermo e in presenza dell’autore, dato il carattere formativo ed educativo del reportage,  continuano le proiezioni mattutine per le scuole, soprattutto studenti degli ultimi anni delle Scuole Superiori, mentre l’unica proiezione serale attualmente prevista è per stasera 1 febbraio alle ore 21, sempre al cinema Gaudium. Seguirà incontro con l’autore.

Per informazioni è possibile contattare il numero 3333025295 e www.giuseppemazzola.net.

Ha studiato Scienze Politiche all'Università La Sapienza di Roma. Impegnato nel mondo sociale, è stato membro attivo di diversi progetti in ambito socio-politico tra Roma e Palermo, dove ha curato le pubbliche relazioni per il network RenUrban. Dal 2018 collabora con il mensile Cntn e, da ottobre 2020, con "Il Mediterraneo 24"
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