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martedì, 16 Aprile 2024
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Borgo Vecchio, al via i lavori al campetto

L’Ottava Circoscrizione di Palermo si è attivata, assieme ad alcune associazioni che operano nel quartiere e agli abitanti, per ripristinare la struttura e renderla fruibile

Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione per le Culture e le Arti all'Università degli Studi di Palermo, con un master in Editoria e Produzione Musicale all'Università IULM di Milano. Si occupa di cultura, turismo e spettacoli per diverse testate online e da addetto stampa. Scrive di sociale per "Il Mediterraneo 24"
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PALERMO – Al via stamani i lavori per il recupero del campetto di calcio di Borgo Vecchio, unico spazio ludico-ricreativo pubblico dell’intero quartiere, che versa da anni in pessime condizioni.
In queste ultime settimane, l’Ottava Circoscrizione di Palermo si è attivata, insieme ad alcune associazioni che operano a Borgo Vecchio e agli abitanti del quartiere, per compiere i primi passi di intervento sull’area per ripristinare le condizioni del campo e renderlo fruibile, a beneficio delle bambine e dei bambini a cui è stato negato uno spazio pubblico di crescita.

I ragazzi dell’Endofap, la scuola professionale Don Orione, molti dei quali residenti del quartiere, si sono occupati della fornitura delle porte da gioco, da tempo rotte e pericolose, e della rimozione dei residui del vecchio tappeto di erba sintetica, anch’esso gravemente danneggiato e pericoloso per la incolumità dei bambini che quotidianamente continuano a frequentare l’area. Si tratta di un primo intervento di recupero che punta sì a ripristinare il campo ma anche a denunciare la necessità di una seria presa in carico da parte delle istituzioni che dovrebbero avere cura di restituire alla città uno spazio che abbia tutte le condizioni per essere fruibile nel tempo, garantendo una manutenzione costante.

«Il recupero del campetto è l’ennesimo tentativo dal basso di accendere quantomeno i riflettori su una ferita aperta nel quartiere – dice Claudio Arestivo, presidente dell’associazione di promozione sociale Per Esempio. – Da anni i ragazzini e le ragazzine di Borgo Vecchio rivendicano l’utilizzo e il ripristino di questo spazio. Ci auguriamo che l’avvio dei lavori di recupero sia l’inizio di un impegno, di un’attribuzione di responsabilità che non può mai essere addossata soltanto a chi ne usufruisce. Se uno spazio pubblico si usura, non possono essere i ragazzi o gli abitanti del quartiere a occuparsi della sua manutenzione. Spesso si cavalca l’onda degli atti vandalici da parte dei giovani quando in realtà sappiamo benissimo che nei quartieri succede esattamente l’opposto. I ragazzi, le intere comunità, rivendicano l’utilizzo e la manutenzione di spazi per loro necessari, come il campetto in questo caso che rappresenta l’unico spazio del quartiere dove poter trascorrere il tempo libero».

«Si ringraziano la scuola professionale Don Orione – Endofap e tutte le associazioni territoriali che stanno contribuendo coralmente a tale importante processo di riqualificazione urbana, ma soprattutto di attenzione e cura dei ragazzi e delle ragazze del Borgo Vecchio. Per il consiglio dell’Ottava Circoscrizione le complessità del quartiere sono sempre state una priorità e l’odierno intervento mira a restituire una minima dignità ad un importante spazio pubblico», dice Marcello Longo, presidente dell’Ottava Circoscrizione del Comune di Palermo che ha raccolto le disponibilità e le richieste del territorio.

«Il Borgo è una periferia nel cuore della città che rimarca plasticamente le contraddizioni della nostra Palermo – afferma Mari Albanese, presidente della Commissione Cultura dell’Ottava Circoscrizione -. Il campetto che ad oggi versa in condizioni pietose rimarca la differenza tra cittadini di serie A e cittadini di serie B. Questo è inaccettabile. Il processo di riqualificazione non può essere più rimandato, lo dobbiamo alle bambine e ai bambini che giocano ogni giorno tra le rovine dell’indifferenza e dell’assenza delle istituzioni. Abbiamo messo in atto un processo che parte dal basso, dimostrando come la riappropriazione dei luoghi è la migliore risposta all’assenza di visione e prospettiva politica».

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