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giovedì, 13 Giugno 2024
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Webtv di periferia: a Ballarò gli studenti raccontano accoglienza e interculturalità

Il nostro laboratorio di giornalismo e comunicazione digitale ha impegnato una decina di ragazzi delle medie del plesso Verga: con microfono e videocamera nei luoghi del quartiere. Il loro reportage in un minidoc presto online

Serena Termini
Serena Termini
È nata il 5 marzo del’73 e ha tre figli. Dal 2005 è stata la corrispondente dell'agenzia di stampa nazionale Redattore Sociale con cui oggi collabora. Da sempre, ha avuto la passione per la lettura e la scrittura. Ha compiuto studi giuridici e sociologici che hanno affinato la sua competenza sociale, facendole scegliere di diventare una giornalista. Ciò che preferisce della sua professione è la possibilità di ascoltare la gente andando al di là delle prime apparenze: "fare giornalismo può diventare un esercizio di libertà solo se ti permettono di farlo".
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PALERMO – A Ballarò ci sono tanti luoghi che potrebbero rinascere a vita nuova se venissero pienamente riqualificati. Di questo ne sono convinti Hamira, Enoch, Raul, Joshua, Asif, Gabriel, Carlotta, Mattia, Roberto e Manuel della scuola Lombardo Radice nel plesso Verga. Loro sono alcuni giovani della I° H, di 11 e 12 anni, originari di Palermo ma anche del Ghana, Costa d’avorio, Sri Lanka e Romania. Durante il laboratorio di giornalismo, realizzato dai giornalisti dell’impresa sociale Il Mediterraneo con il contributo dell’8xmille alla Chiesa luterana, hanno raccontato che desiderano avere degli spazi belli e puliti dove giocare, riunirsi e stare insieme. I loro volti e le loro storie parlano di speranze e di sogni che non devono infrangersi contro i muri dell’ignoranza e dell’indifferenza sociale. I giovani, guidati dai giornalisti, hanno conosciuto il Centro Astalli, il coworking Moltivolti e il Centro Santa Chiara. E li hanno raccontati, a loro volta, con microfono e videocamera, intervistando gli operatori ed i volontari.

“E’ stato tutto bello perchè ho avuto la possibilità di conoscere dei posti nuovi – racconta Hamira -. In classe, partendo dalla situazione brutta dei rifiuti, abbiamo pure costruito insieme una notizia con le cinque w del giornalismo”. “E’ stato tutto molto interessante e molto creativo perchè abbiamo imparato – continua Mattia – come si fanno le riprese, i video e le domande ai volontari dei centri che aiutano le persone di Ballarò”. “Mi piaciuto molto Motivolti perchè non conoscevo il loro impegno per gli altri – aggiunge pure Joshua -. Ho scoperto pure le attività di Santa Chiara e poi, pur frequentando il Centro Astalli, esserci andato questa volta con i miei compagni è stato molto diverso”.

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“Questi giovani sono già assolutamente consapevoli – dice Mariateresa Russello insegnante in questa scuola da 7 anni e coordinatrice del progetto – delle diverse situazioni che vive il loro quartiere. Quando si è svolta la marcia cittadina contro la droga, per esempio, ci hanno raccontato quello che purtroppo vedono e quello a cui devono fare molta attenzione, soprattutto nelle ore serali della giornata. Vivono, quindi, in modo forte la mancata riqualificazione di alcune aree di Ballarò. I progetti sono necessari per fare crescere una maggiore coscienza critica e un futuro di riscatto sociale. Nella nostra didattica parliamo molto di diritti civili e democrazia. Ricordo con piacere quando, alcuni di loro, avendo una classe multiculturale, hanno chiesto che venisse rispettato e festeggiato la fine del Ramadan. Nonostante, a volte, siano a prevalere gli aspetti negativi, amano molto il loro quartiere con il suo caratteristico mercato popolare. Alcuni di loro ne sono così tanto immersi che non hanno la percezione del resto della città. Negli anni, abbiamo avuto delle belle soddisfazioni; alcuni sono riusciti a fare delle buone scuole superiori, qualcuno è arrivato all’università e, perfino, in medicina”.

Le immagini e le interviste raccolte dagli studenti andranno a comporre un minidocumentario sul quartiere di Ballarò, che, aggiungendosi a quelli realizzati dai ragazzi dello Zen e di Brancaccio, permetterà di dar vita alla Webtv di periferia, che nascerà grazie al supporto della Fondazione Snam Ets.

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