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lunedì, 26 Settembre 2022
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Donne, lavoro e inclusività, ecco il progetto Upcoming Women

Il Ceipes, partner italiano del progetto, realizzerà delle attività formativo-educative nel contesto palermitano finalizzate al miglioramento delle skills delle donne in situazioni di vulnerabilità

Stefano Edward Puvanendrarajah
Stefano Edward Puvanendrarajah
Laureato in comunicazione pubblica d'impresa e pubblicità presso l'Università di Palermo, è attivista dei diritti umani con esperienze pregresse di rappresentanza politica e sociale della comunità tamil palermitana

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PALERMO. Un impegno attivo per le donne con bassi livelli di specializzazione e in situazioni di vulnerabilità, con il fine di agevolarne l’inclusività nel contesto sociale e lavorativo.
È questa la mission del progetto europeo Upcoming Women, finanziato dai fondi Erasmus +.
Il Ceipes, partner italiano, ci descrive le varie fasi di tale progetto, che vedrà il coinvolgimento del capoluogo siciliano.

I ruoli e le attività dei partner coinvolti nel progetto Upcoming Women

Upcoming Women è un progetto che prevede una partnership composta da 6 realtà europee: Right to Childhood Foundation (coordinatore del progetto Bulgaria), Solidaridad sin Fronteras (Spagna), Mindshift talent advisory IDA (Portogallo), European Institute for Local Development (Grecia), Uluslararasi Arastirma Inovasyon Egitim Ve Girisimcilik Dernegi (Turchia) e il partner italiano che nello specifico farà le attività nel contesto palermitano (Ceipes). 

Un lavoro di networking con un approccio che va dal generale (obiettivi generali) al particolare (contesto specifico della realtà in cui si opera): è in questa doppia matrice che i vari partner agiranno. 

Nel corso del tempo per ottimizzare i risultati da raggiungere “vi sono dei compiti specifici per ognuno di noi, ma l’obiettivo finale è che questi si cumulino per arrivare al risultato finale. – riferisce Sara Sucato, project manager del progetto per il Ceipes – Tra gli obiettivi c’è quello di organizzare dei workshop, così come il mentoring programme. Ognuno di noi si dedicherà a un workshop specifico e contatterà a livello locale degli esperti. Cercherà, inoltre, di coinvolgere le donne, in particolare quelle poco posizionate per il mercato del lavoro, avviando un contatto diretto con queste persone, con le associazioni, con le esperte, per poi produrre tutto in lingua inglese. – aggiunge Sucato – Successivamente, cuscuano di noi realizzerà una traduzione specifica nelle varie lingue, quindi in italiano, portoghese, bulgaro, spagnolo, greco e turco, così da raggiungere un pubblico più ampio possibile, realizzando gli stessi workshop nelle lingue precedentemente menzionate” .

Il Kick-off meeting di Sofia in modalità mista

Come da prassi consolidata in qualsiasi attività progettuale, anche Upcoming Women ha avuto un Kick-off meeting, organizzato lo scorso 21 dicembre, dal soggetto coordinatore, Right to Childhood Foundation, a Sofia. Considerando l’evoluzione del contesto pandemico, l’incontro è stato svolto in forma mista, discutendo delle strategie da attuare per implementare le finalità del progetto con una prima distribuzione dei compiti.
Considerando l’evoluzione del contesto pandemico, avevamo deciso di partecipare a distanza tramite piattaforma – riferisce Sucato – è stato in primis un momento per incontrarci, discutere, conoscerci, presentandoci sia come organizzazioni che come soggetti coinvolti con il fine di comprendere il know how di ognuno di noi in termini di expertise messo a disposizione, rivedendo anche le scadenze dalla project proposal, ragionando nello specifico sul come ripartire le attività e il come gli responsabili di ogni pacchetto di lavoro all’interno del progetto possano poi organizzarsi nel migliore dei modi per comunicare ed organizzare meglio il lavoro. Scegliendo infine gli argomenti dei workshop e identificando chi dovrebbe occuparsi di quei argomenti specifici per poter essere efficienti ed efficaci nel lavoro complessivo del progetto” conclude Sucato.

La resilienza e la capacità di riadattamento delle attività nel contesto pandemico

In due anni di pandemia sono cambiate diverse cose, tra cui le modalità logistico-organizzative delle attività formativo-didattiche, che si sono avvalse degli strumenti digitali. Questi da un lato riducono le distanze geografiche, dall’altro sono un modus operandi finalizzato al potenziamento delle skills, riducendo il digital divide. “Considerando il contesto dinamico della pandemia, che porta dei cambiamenti repentini, siamo stati in grado di riadattarci a tali sfide tramite il potenziamento dei mezzi a nostra disposizione – riferisce Sucato – uno degli obiettivi di questi progetti ha come obiettivo trasversale quello di migliorare le skill digitali delle persone che partecipano, – prosegue – sarà dunque data la possibilità di partecipare, organizzare i workshop e i mentoring programme online, in modo tale da seguire il corso online con la sicurezza di un contesto casalingo” conclude Sucato.

Esperienze consolidate quelle del Ceipes nell’uso degli strumenti digitali, che ricorda Sara Sucato, sono state già utilizzate nelle attività precedenti e non solo. Nello specifico, il progetto Upcoming Women ha un suo punto di forza nella accessibilità e nella gratuità del materiale, che verrà appositamente caricato in una piattaforma.
Avevamo organizzato dei focus group anche online sfruttando al massimo quelli che sono i mezzi digitali, sebbene ci tengo a ribadire che, qualora dovessimo svolgere i workshop in presenza, il materiale degli stessi verrà caricato su una piattaforma online e – puntualizza Sucato – messo a disposizione di tutti e tutte gratuitamente, con le varie lingue dei paesi appartenenti al consorzio, cosicché ci possa essere la raggiungibilità di una utenza molto vasta.

Identificazione del target della partecipazione e modus operandi nel territorio

Dietro ad un progetto di una forte rilevanza sociale come questo vi è una forte necessità di avere delle grandi capacità di team working nel territorio in cui si opera. Il Ceipes, realtà che grazie al suo impegno encomiabile nel territorio palermitano gode al proprio interno di uno staff altamente specializzato, ci racconta in che modo riesce a raggiungere il target designato, per renderlo attivamente partecipe ai lavori progettuali.
Grazie alla nostra presenza da tanti anni a Palermo e potendo godere di un network di associazioni, non ci viene difficile poter raggiungere le persone da coinvolgere che desiderano partecipare ai lavori e alle attività dei progetti. – dichiara Sucato – Quando noi divulghiamo i risultati del progetto, capita spesso che le persone venendo a conoscenza di questi progetti ci dicano che gli farebbe piacere esserne coinvolti, così come anche le realtà associative ci rivolgono allo stesso modo il proprio interesse in ciò che facciamo, – continua Sucato – e in base a ciò andiamo a cercare un target specifico, se per esempio capita che stiamo lavorando specificatamente nei progetti pertinenti il teatro,  inclusione attraverso il teatro, la recitazione, noi cerchiamo di canalizzare l’attenzione di quelli che possono essere le associazioni interessate” chiude Sucato.

I risultati finali attesi dal progetto Upcoming Women

Quello che vuole coltivare il consorzio con questo progetto è un approccio gender mainstreaming. Il nostro obiettivo è coinvolgere non solo le donne poco qualificate nel contesto del mercato del lavoro, ma anche gli esperti e le esperte nel settore lavorativo. – dichiara Sucato – Per fare ciò abbiamo pensato a dei workshop sperimentali, un corso interattivo di microlearning e poi un programma di mentorship che dovrebbe effettivamente portare queste donne alla fine di un percorso di apprendimento a lavorare – prosegue Sucato ricordando come il progetto nel suo complesso ha una sua bidirezionalità nei soggetti da coinvolgere, non solo donne con un vulnus in termini economico-sociali ma anche altri soggetti più agiati dal punto di vista professionale-lavorativo – vogliamo dare anche a chi ha un expertise nel settore, quindi a tutti i professionisti, a chi si occupa effettivamente di assumere queste persone, una chiave di lettura diversa perché se da un lato le donne acquisiranno delle skill particolari e pertanto il nostro impegno sarà nel cambiare effettivamente il loro status di low skilled, dall’altro riguarda gli esperti ed esperte del settore dunque una formazione che diventa comunicazione con un interfacciarsi ad armi pari” conclude Sucato. 

Una delle ricette vincenti all’interno delle progettazioni europee è la sostenibilità del progetto oltre i termini prefissati dallo stesso. Non sono sostenibilità e continuità del progetto, ma anche altri progetti trasversali che si occupano nello specifico di donne con background migratorio. “Auspichiamo di avere dei risultati notevoli nell’arco di due anni ma nel contesto della progettazione europea è importante la sostenibilità del progetto oltre la sua scadenza dei due anni attraverso le piattaforme e il materiale caricato così come avevo riferito precedentemente – spiega Sucato – Noi abbiamo in questo momento un altro progetto, un programma di finanziamento rivolto proprio alle persone con background migratorio che si chiama ENFEM  ed è finanziato dai fondi AMIF. rivolto a donne con il fine di migliorarne l’imprenditorialità e l’occupabilità in modo tale da lavorare sulla loro inclusione socio lavorativa affrontando le tematiche del gender gap e del gender pay gap”.

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