16.9 C
Palermo
venerdì, 7 Ottobre 2022
HomeIn SiciliaIsole minoriIl grido di dolore di una comunità in ginocchio: da Stromboli parte la raccolta fondi per la ripresa

Il grido di dolore di una comunità in ginocchio: da Stromboli parte la raccolta fondi per la ripresa

L'iniziativa promossa da un gruppo di amici assieme a due associazioni: così si vuole dare una risposta concreta ai danni provocati dall'incendio prima e dalla devastazione - preannunciata - di pietre e fango del 12 agosto scorso in seguito ad una copiosa pioggia

Alessia Rotolo
Alessia Rotolo
Ama Palermo e il centro storico, i tre mercati, i quattro mandamenti, il Genio e la Santuzza. Segue con passione i processi partecipativi di riqualifica della città nati dal basso che stanno pian piano cambiando il volto di Palermo rendendola sempre più affascinante. Scoprire storie e raccontarle è la sua migliore capacità dettata da una passione incessante per il mestiere di giornalista

Leggi anche

spot_img
spot_img
spot_img

STROMBOLI. “Siamo un gruppo di amici profondamente legati alla montagna, alla terra, alla comunità strombolana. Ne conosciamo le fatiche e le ferite, le bellezze e le contraddizioni. Seppur dislocati in luoghi diversi dal Piemonte al Veneto, dalla Francia alla Toscana, da Bologna a Stromboli, ci siamo uniti spinti dalla voglia di agire per salvaguardare e curare l’isola di Stromboli. Uniti da un unico comune desiderio, la ricostruzione lungimirante di una terra che sentiamo e sempre sentiremo anche nostra. L’incendio del 25 maggio 2022, così come la evidente trascurata manutenzione degli ultimi anni, ci ha spinto a dare un contributo attivo, affinché, seppur lontani, la terra, le nostre famiglie e tutti nostri amici sappiamo che noi ci siamo“.
Con queste parole un gruppo di amici di Stromboli insieme a due associazioni molto attive sul territorio “Attiva Stromboli” e “Scuola in mezzo al mare” hanno dato il via a una raccolta fondi per cercare di dare una risposta concreta ai danni provocati dall’incendio prima e dalla devastazione – preannunciata – di pietre e fango del 12 agosto scorso in seguito ad una copiosa pioggia.

La comunità isolana si è unita e insieme ha combattuto e difeso dal fuoco il paese e le case, per poi assistere inerme alla devastazione dell’alluvione. Ora vogliono mettere in sicurezza e salvaguardare Stromboli da eventi simili.

La notte dell’incendio è stata terrificante – racconta Valentina Raffaelli che sull’isola ha la sorella e i nipoti – nelle chat con tutti i residenti di Stromboli abbiamo vissuto quell’incubo insieme a loro. Da diverse parti mandavano foto e video insieme a richieste di aiuto e così alcuni giovani hanno fatto la spola tutta la notte per portare aiuto e proteggere case e persone dalle fiamme. L’indomani mattina facendo la conta dei danni non ti dico il dispiacere e le lacrime. Stromboli è una riserva Naturalistica Unesco, andrebbe protetta e tutelata e invece dopo l’incendio e l’alluvione non sentiamo la vicinanza dello Stato e per questo abbiamo deciso di lanciare questa raccolta fondi“.

Alcuni decenni fa Stromboli aveva una vocazione agricola soppiantata da quella turistica che ha fatto cadere nell’oblio antichi terrazzamenti e sentieri, riemersi prima con l’incendio e in modo ancor più netto dopo l’ultima alluvione.

Questa isola è un luogo rigoglioso dal terreno fertile – continua – abbiamo intenzione di ripiantare una parte di uliveto che è diventato importante per i giovani. Grazie a questo uliveto voluto da Paolo De Rosa e grazie ad un frantoio che è stato donato, si è ripreso a fare l’olio sull’isola e ad avvicinare i giovani all’agricoltura. L’incendio, che ha bruciato duecento ettari di vegetazione, purtroppo ha preso anche diversi di questi ulivi, ma per fortuna ce ne hanno regalati 500 che andranno piantumati a breve“.

Un progetto preciso e ben studiato si vuole realizzare grazie alla raccolta fondi: creare delle fasce tagliafuoco a protezione dell’abitato, su una superficie complessiva di circa 2 ettari. Nella fascia si prevede di rigenerare il terreno impiantando e coltivando ulivi, con un intervento conservativo di ripristino degli antichi muretti a secco e definendo una protezione a monte e a valle con fichi d’india. Ripristinare antiche cisterne e raccolte d’acqua per uso agricolo e costruirne di nuove. Le riserve idriche rappresentano una preziosa risorsa attiva di contrasto agli incendi.

Le prime aree di azione sono le parti alte di S. Bartolomeo e di S. Vincenzo per una elevazione di circa 100 metri. Il territorio è caratterizzato dalla preesistenza di piante di ulivo attualmente bruciate e non sempre recuperabili, da una collocazione critica per la protezione dell’abitato e da una condizione di raggiungibilità da piccoli mezzi meccanici per effettuare in modo il più possibile sostenibile i lavori di pulizia, ripiantumazione, coltivazione e manutenzione delle piante.

Leggi anche

spot_img
spot_img

Ultime notizie