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mercoledì, 26 Gennaio 2022
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Italia ed Egitto inquinano di più il Mediterraneo

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Il Mediterraneo sempre più inquinato con la plastica: ogni anno 229.000 tonnellate finiscono in mare. L’allarme arriva dal rapporto dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN). A ispirarlo, i principali studi scientifici condotti negli ultimi anni sullo stato di salute del Mare Nostrum, oggi alle prese con un pericoloso problema di inquinamento dei fondali. L’organizzazione avverte: le tonnellate di plastica in mare potrebbero raddoppiare nei prossimi 20 anni. Per evitarlo, servono misure di contrasto al fenomeno, come il divieto di alcuni prodotti di plastica e una catena sicura di trattamento dei rifiuti.

I Paesi che inquinano di più

Lo studio analizza le stime dei rifiuti in plastica provenienti da 33 Paesi del bacino del Mediterraneo. Italia, Egitto e Turchia sono responsabili di più della metà della plastica buttata in mare. Il problema più evidente è rappresentato dalle cosiddette macroplastiche. Bottiglie, flaconi e sacchetti sono circa il 94% dei rifiuti presenti nel Mediterraneo. Il 6% della restante plastica in circolazione rientra nella categoria delle microplastiche primarie, pezzi di misura inferiore ai cinque millimetri che provengono, ad esempio, da cosmetici e prodotti tessili. Secondo il rapporto, il 67% dei rifiuti nel bacino del Mediterraneo è “mal gestito”. E gli scarti dell’uomo raggiungono il mare dopo essere passati per i fiumi, spiega lo studioso Julien Boucher, uno degli autori del rapporto. Dal solo fiume Nilo arriva circa il 25% di tutte le materie plastiche che rimangono intrappolate nel Mediterraneo.

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