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lunedì, 26 Settembre 2022
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A Palermo tappa del pellegrinaggio per le 60 città di Lega Pro

Nella chiesa di Sant'Agostino l'iniziativa "Fate amicizia con Carlo Acutis" per promuovere il beato come protettore dei giovani del pallone. Presenti i ragazzi delle giovanili del Palermo Fc

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PALERMO. I 60 club di Serie C continuano a mobilitarsi per realizzare il sogno della Lega Pro: avere il beato Carlo Acutis come protettore dei giovani del pallone. Prosegue così il percorso iniziato con la richiesta avanzata alla Conferenza episcopale italiana e che ora vede manifestazioni di attenzione e di sensibilità da parte delle squadre e del mondo di Lega Pro.

Dopo la tappa di Assisi, ieri, mercoledì 16 febbraio, a Palermo, è continuato il pellegrinaggio per far conoscere i valori trasmessi dal beato Acutisi. L’iniziativa “Fate amicizia con Carlo-La Sicilia si mette in ascolto” si è aperta con la Celebrazione della Messa per il settore giovanile del Palermo alla Chiesa di Sant’Agostino. Poi, l’incontro aperto al pubblico, con la presenza dei giovani del Palermo alla Chiesa di San Francesco Saverio di Palermo. Sono intervenuti Gian Carlo Caselli, presidente del Comitato Scientifico Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, padre Carlos Ferreira, rettore del Santuario della Spogliazione, Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, Giuseppe Governale in servizio al comando generale dell’Arma dei Carabinieri, mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, Dario Mirri, presidente del Palermo F.C, Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, padre Giuseppe Prestia, rettore della Chiesa di Sant’Agostino, e Antonia Salzano, madre del beato Carlo Acutis. A moderare l’incontro, Luciano Regolo, condirettore Famiglia Cristiana.

“Un giorno, passeggiando per Palermo insieme al Presidente Mirri, sono entrato nella magnifica chiesa di Sant’Agostino – ha raccontato il Presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli – e, con grande sorpresa e gioia, ho trovato anche qui il nostro caro beato Carlo Acutis. Il destino ha voluto che fossimo nel capoluogo della Sicilia con i nostri amici del club rosanero, per ricordare a noi tutti gli ideali etici, morali ed umani dei quali Carlo Acutis è un puntuale riferimento. I nostri ragazzi devono fare amicizia con Carlo”.

“Carlo, nel rispetto della libertà di ciascuno, ci ha detto che la sua vita, unita a quella di Dio, è ancora meravigliosa – ha affermato l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice -. Ciò che ricordava spesso è vero: ognuno di noi è originale e non deve essere una fotocopia. Dio è il primo degli amici che dobbiamo custodire nella nostra esistenza e Carlo Acutis ce ne rende testimonianza”.

Tra i relatori anche un ex calciatore delle giovanili del Palermo, il generale Governale, tra il ’73 e il ’78: “Siate fieri di fare calcio – ha detto ai giovani. Si gioca per vincere ma senza barare. Si seguono le regole anche quando l’allenatore dice che non giocherete”.

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