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sabato, 22 Gennaio 2022
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Banco Alimentare, Giordano: “In una Messa con l’arcivescovo Lorefice il nostro ‘grazie’ per la colletta”

Intervista con il presidente dell'organizzazione che opera nella Sicilia occidentale: "Abbiamo vissuto un grande momento di condivisione e solidarietà"

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Francesco Inguanti
PALERMO

Venerdì 7 gennaio 2022, alle 18, l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, celebrerà un Messa in Cattedrale per tutti i volontari che hanno reso possibile l’effettuazione della Giornata della Colletta alimentare nella diocesi, lo scorso 27 novembre. Abbiamo chiesto a Santo Giordano, presidente del Banco Alimentare che opera anche a Palermo, di spiegare le ragioni di questa iniziativa. Il primo motivo è quello di ringraziare tutti insieme per il piccolo miracolo che accaduto in quel giorno.

Perché? Cosa è accaduto?

Al di là della quantità di derrate alimentari raccolte, si è trattato di un grande momento di condivisione e solidarietà perché è stata la prima occasione in cui, pur con tante precauzioni, si è potuto svolgere un gesto pubblico di solidarietà che ha coinvolto tantissime persone. Insomma, ci siamo ripresi un pezzo della vita e l’abbiamo donata a chi ha più sofferto in questi lunghi mesi di pandemia.

E che reazioni avete riscontrato tra le persone incontrate?

Moltissima generosità e disponibilità.

Ma la quantità del cibo raccolto dal Banco alimentare è stata inferiore a quella dell’ultimo anno in cui si è fatta. Dunque?

Bisogna tener conto che proprio per la difficoltà del momento attuale hanno aderito meno supermercati e meno volontari. Il risultato non può essere paragonato al passato, perché la pandemia ha generato un grande bisogno, ma la differenza è stata la letizia e la disponibilità sia di chi ha donato, sia di chi ha partecipato. 

Come dire che la pandemia ha avuto qualche lato positivo?

La pandemia è stata ed è una esperienza durissima perché il numero dei poveri è aumentato tantissimo. Tuttavia nello stesso periodo abbiamo riscontrata tanta generosità di risorse, energie, tempo, ecc. che ci ha aiutato a tenere viva la speranza.

Ma torniamo alla Messa di venerdì 7. È solo un momento di ringraziamento?

La Giornata della Colletta coinvolge migliaia di volontari, con i quali è difficilissimo creare momenti comuni. Raccoglierci attorno al Vescovo serve per esprimere anche visivamente ciò che ci unisce.

E cosa vi unisce, oltre che la solidarietà di quel giorno?

Per la gran parte, ma non per tutti, l’appartenenza alla Chiesa di Palermo che venerdì sarà espressa dalla presenza del Vescovo e degli altri sacerdoti presenti, oltre che da tutti noi.

E poi?

Il comune impegno per la situazione di tanti fratelli che vivono una condizione di difficoltà che sta diventando sempre più cronica e per i quali il bisogno alimentare non è né l’unico né il più grave.

A cosa ti riferisci?

Chiarisco un aspetto importante. Il Banco Alimentare intrattiene rapporti solo con strutture associative e solidaristiche che poi distribuiscono direttamente alle famiglie e alle persone quanto noi consegnammo loro. I responsabili e i volontari ci raccontano sempre che ciò che emerge nei rapporti che intrattengono, anche nei 10 minuti in cui consegnano un sacchetto di cibo, è un bisogno più grande. Ci sono cioè altre emergenze a cui non possiamo far fronte, ma di fronte a cui non si possono chiudere gli occhi.

Per esempio?

Per esempio il bisogno di lavoro, di educazione, di istruzione, di socializzazione.

E a questo come fate fronte?

Con la rete di solidarietà che c’è tra tutte le strutture, scambiandoci richieste e possibilità di risposte.

E cosa chiederete venerdì sera al Vescovo?

Di continuare e sostenerci la strada che abbiamo intrapreso. Torniamo alla questione dei bisogni. Il bisogno più grande per noi e per tutti è quello della speranza. Quello di lavorare oggi per un domani che possa essere migliore. Questo il Vescovo ce lo ha testimoniato in tutti i mesi trascorsi, pur nella oggettiva lontananza. Venerdì potremo sarà importante risentirlo dalle sue parole e dalla sua persona.

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