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venerdì, 3 Dicembre 2021
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“Dalla A allo Zen”: un progetto per creare una “comunità energetica”

La proposta prevede la definizione di un “tavolo” apposito con il coinvolgimento dello Iacp, proprietario della maggior parte degli immobili, della Regione, del Comune di Palermo, di Amg energia, dell'Università di Palermo e di Panormedil

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PALERMO. Una “comunità energetica” allo Zen, con la partecipazione diretta degli abitanti del quartiere. La proposta è stata avanzata in occasione dell’iniziativa “Dalla A allo Zen”, organizzata per commemorare i morti dell’8 luglio 1960 a Palermo accompagnando l’omaggio alla memoria a un progetto di cittadinanza attiva, per la riduzione della marginalità delle periferie con un progetto di rigenerazione urbana, sociale e culturale.
Una proposta che prevede la definizione di un “tavolo” apposito con il coinvolgimento dello Iacp, proprietario della maggior parte degli immobili, della Regione, del Comune e delle partecipate come Amg energia, dell’Università di Palermo, presente con la cattedra di Tecnologia dell’Architettura e con i progetti elaborati dagli studenti sulle comunità energetiche.
Il piano prevede anche il contributo di Panormedil, la cassa degli edili, ente bilaterale pronto a far partire i corsi per formare i giovani dello Zen e insegnare loro un mestiere nel campo dell’efficientamento energetico dei palazzi popolari dello Zen.

L’introduzione del bonus del 110 per cento con le sue potenzialità finanziarie dovrebbe a nostro avviso aiutare le fasce di popolazione più deboli che vivono in realtà complesse come lo Zen di Palermo. Il quartiere Zen 2 ha le conformazioni ideali per far partire questo progetto. Intanto perché la maggior parte degli immobili sta in capo allo Iacp, quindi è patrimonio pubblico. E poi perché l’utilizzo delle nuove tecnologie nel campo delle costruzioni e le politiche del green building ci impongono per forza di cose di avviare questo processo anche nel nostro territorio”, ha detto il segretario generale degli edili Piero Ceraulo.
A suo avviso, si tratta di “Un cambio culturale che guarda al risparmio energetico, all’innovazione ed alla qualità della vita. Dall’altro lato, tutto questo può generare lavoro, anzi una nuova occupazione”.

La comunità energetica significa la condivisione di un progetto per la produzione di energia rinnovabile e dei benefici economici e sociali che ne derivano. L’obiettivo è fornire energia rinnovabile a prezzi accessibili con il coinvolgimenti di cittadini, attività commerciali e imprese del territorio. “Una scommessa da prendere al volo – ha risposto Mariangela Di Gangi, coordinatrice del Laboratorio Zen Insieme che ha ospitato l’evento –. Allo Zen esistono risorse ed energie e la volontà di trasformare quello che c’è. Oggi è giornata di memoria e di impegno. Ed è quello che chiediamo alle istituzioni: l’impegno a mantenere le promesse. Da anni la gente dello Zen aspetta la piazza, un posto di socialità dove stare. Dobbiamo combattere l’espulsione sociale con l’inclusione sociale”.

Il segretario generale della Cgil Palermo, Mario Ridulfo, ha chiesto ai soggetti presenti di “esercitare la responsabilità politica” attivando, sulla base del progetto di rigenerazione urbana e culturale presentato dal sindacato, un confronto con la gente. “Chiediamo al consiglio comunale di riunirsi qui allo Zen – ha detto Ridulfo –. La rigenerazione non solo urbana ma anche umana di Palermo deve partire da qui perché lo Zen è Palermo. Luoghi come questo possono diventare simbolo di una svolta solo se anche gli abitanti verranno coinvolti. Chiederemo al presidente del consiglio comunale di convocare una seduta. Noi dal canto nostro coinvolgeremo le nostre strutture, dal Sunia, il sindacato degli inquilini alla Camera del Lavoro dello Zen, per la partecipazione attiva degli abitanti”.

All’incontro, hanno dato la loro disponibilità a partecipare al tavolo sia il commissario straordinario Iacp, Roberto Pandolfo, che l’assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone, il Comune con l’assessore, Giusto Catania, e il presidente dell’Amg, Mario Butera. La professoressa Maria Luisa Germanà, della cattedra di Tecnologia dell’Architettura a Unipa, ha espresso la piena disponibilità a un supporto all’iniziativa mostrando anche le esperienze già realizzate con i progetti dei giovani architetti Alberto Tricarico e Federica Caruso. “Il quartiere – ha detto – è incompiuto da quarant’anni e la volontà dell’Università è di contribuire a ridurre la sua marginalità”. All’iniziativa ha partecipato anche il parlamentare Adriano Varrica, che ha annunciato la possibilità di utilizzare i 57 milioni di euro di fondi ex Gescal riattivati per le periferie, di cui 20 milioni destinati alla riqualificazione dello Zen. Ed erano presenti altre realtà che operano nel quartiere come l’associazione Handala, attiva da un decennio, che con il suo progetto “ZengradoZen” si occupa di migliorare la qualità dell’abitare.
A tirare le conclusioni è stato Antonio Di Franco, segretario nazionale Fillea Cgil: “Come Fillea Cgil in questi ultimi anni, attraverso la creazione dell’associazione Nuove Rigenerazioni, e con il contributo dell’Auser e dello Spi e di Legambiente, abbiamo elaborate diversi progetti sul tema della qualità dell’abitare, del benessere delle persone, delle città e dei territori – ha detto Di Franco –. L’obiettivo del Pnrr è il Mezzogiorno, solo per questo l’Italia è la nazione che ha ottenuto più risorse. L’edilizia in questo momento tira. E quindi la riduzione del divario delle periferie diventa punto di partenza della sfida verso la cultura della legalità e dei diritti che oggi siamo qui chiamati a raccogliere allo Zen, con un tavolo permanente che veda la partecipazione attiva delle istituzioni e delle associazioni”.

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