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mercoledì, 28 Settembre 2022
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Digiuno e preghiera per la pace

Nel giorno in cui il Papa ha chiesto ai cattolici e non solo di implorare la pace nel mondo, abbiamo sentito le voci di religiosi e persone comuni sull’importanza di questo dono

Maria Stefania Causa
Maria Stefania Causa
Laureata presso l’Università degli studi di Palermo alla facoltà di Scienze Politiche, corso di studi Consulente giuridico e del lavoro, curriculum giuridico; frequenta il quinto anno della facoltà di Scienze della Formazione Primaria presso l’Università degli studi di Palermo. Appassionata di scrittura e fotografia

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PALERMO. Oggi, un giorno di digiuno e preghiera per la pace. Lo ha chiesto a tutto il mondo Papa Francesco, in occasione del mercoledì delle Ceneri. Questo momento è vissuto dai giovani, dagli adulti, da chiunque con grande apprensione, dopo l’invasione russa in Ucraina. Per chiedere la pace per il mondo intero, dunque, “quello che possiamo fare noi in questo momento è, come suggerito dal Papa, di pregare e digiunare per la pace”, afferma monsignor Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale.

“Nutrire sentimenti di pace e impegnarci a costruirla giorno dopo giorno – è l’invito del vescovo -. La pace si costruisce con gesti quotidiani, evitando sentimenti di odio e di rancore. Ci auguriamo che, attraverso anche la diplomazia, presto finisca questa guerra in Ucraina e il suo popolo possa godere dell’autonomia della libertà a cui ha diritto”.

“Per la pace possiamo pregare Dio e come ci invita Papa Francesco, possiamo fare il digiuno soprattutto oggi, 2 marz,o in occasione delle Ceneri”, afferma la giovanissima Francesca. Un digiuno “non soltanto riferito al cibo, ma di qualsiasi cosa che è per noi un’abitudine”, aggiunge Francesca. “Consiglio ai miei coetanei di pregare sempre di più, affinché la nostra voce giunga anche a coloro che sono nei piani alti e mettano da parte tutte quelle cose futili. Perché la pace è il nostro mondo e sarà il futuro dei nostri figli”.

“Per noi giovani è impensabile una cosa del genere; la guerra si studia nei libri di storia – afferma padre Carmelo, giovanissimo sacerdote della diocesi di Piazza Armerina -. Questa parola fa un po’ impressione e non ci siamo abituati; speriamo che finisca presto, che veramente sia una parentesi. Non vogliamo che anche questa guerra venga scritta e quindi speriamo e imploriamo la pace per tutto il mondo ma in modo particolare per l’Ucraina”, conclude don Carmelo.

“Impegnarsi quotidianamente per far sì che il nostro prossimo non sia considerato nemico, quindi dare valore all’amore fraterno e all’amore in generale, come ci ha insegnato Gesù – afferma Maria Grazia -. Pregare affinché questa pazzia che è la guerra cessi; il digiuno, secondo me, serve proprio perché ci aiuta a rafforzare quella che è la nostra preghiera; è una sorta di penitenza ma non nel senso negativo ma positivo e propositivo”.

“La preghiera in questo momento è essenziale; ho letto qualche giorno fa l’intervento del cardinale Bassetti, dove definisce che la guerra è un grande demonio – dice suor Elisa, segretaria generale delle “Suore Cappuccine di Lourdes, ordine fondato dalla beata Santocanale -. E allora, come si sconfigge il demonio? Con la preghiera incessante, che in questo momento Papa Francesco ci invita a fare tutti insieme. Ricordiamoci che davvero nulla è impossibile a Dio. Il digiuno certamente è un atto di sacrificio, ma sicuramente ci aiuta insieme alla preghiera a entrare in relazione sempre più profonda con il Signore” dice suor Elisa.

“Diffondere il sentimento di pace, il sentimento di amore – afferma Filippo -. Questo piccolo mondo che possiamo costruire con le nostre famiglie, con i giovani, dobbiamo divulgarlo a tutti; e quindi questa pace nel nostro piccolo può diventare pace mondiale in assoluto”.

“Ognuno di noi può fare qualcosa nel proprio piccolo; costruire la pace, partendo dalle proprie famiglie, nelle proprie comunità e poi tutto ciò si riverserà anche nella comunità civile dove noi viviamo – afferma don Gaetano Gulotta, direttore della Pastorale Giovanile di Sicilia -. Ogni giorno è importante per pregare e digiunare, perché sono pratiche molto antiche della Chiesa cristiana e non solo; digiunare significa rinunciare a qualcosa e quando l’uomo sa rinunciare può farlo anche a quello che è il peccato, che porta alla conflittualità con Dio e con i fratelli. Noi uomini siamo stati creati per la gloria di Dio, dice sant’Ireneo, e per la pace e la serenità;  siamo stati creati per custodire questo mondo e la guerra è uno strumento che deturpa ciò che il Signore ci ha donato con la bellezza della creazione”.

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