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Emergenza sangue, l’associazione Cutino lancia spot “Non dimenticatevi di noi”

L’obiettivo è quello di informare, soprattutto i più giovani, sull’importanza delle trasfusioni. Il prof. Gian Luca Forni: “Per questi pazienti si tratta di trattamenti salvavita”

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Roma, 16 giugno 2022 – 1,8% di donatori in meno dal 2019 al 2021 nel nostro paese. Una tendenza al ribasso che dura ormai da dieci anni, infatti, rispetto al 2012 la popolazione dei donatori è calata del 5%. Una riduzione che si registra anche nei primi mesi del 2022 e il rischio è un’emergenza di carenza di sangue, nel periodo estivo, ancora più accentuata rispetto al passato. Non solo, si registra anche un invecchiamento della popolazione dei donatori del 9,6% rispetto al 2012. L’emergenza sangue ha importanti ricadute sulla possibilità di eseguire interventi chirurgici e per le terapie salvavita come nei beta talassemici.  Da qui la decisione dell’Associazione Piera Cutino di lanciare un appello oggi in una conferenza stampa all’Auditorium del Ministero della Salute: “non dimenticatevi di noi”.

“Una campagna per sensibilizzare alla donazione attraverso uno spot per spiegare quanto sia importante questo gesto e altri interventi che ci auguriamo possano far aumentare le donazioni di sangue soprattutto tra i più giovani. – afferma Giuseppe Cutino, fratello di Piera (venuta a mancare nell’82 a causa di questa patologia) e fondatore dell’Associazione Piera Cutino -. Il 14 giugno si è celebrato il World Blood Donor Day e la nostra associazione, da sempre impegnata per la difesa dei pazienti talassemici, quest’anno vuole diffondere un messaggio semplice ed incisivo per sottolineare il contributo fondamentale delle donazioni per chi è colpito da questa patologia. Per lo spot non abbiamo scelto degli attori ma un vero donatore di sangue ed una paziente per raccontare la realtà di cui parliamo, senza alcuna finzione”.

“Nonostante le nuove terapie, le trasfusioni di sangue rappresentano per i pazienti talassemici trattamenti salvavita, – spiega Gian Luca Forni, Direttore del Reparto di Microcitemia dell’Ospedale Galliera di Genova – i pazienti con beta talassemia eseguono mediamente due trasfusioni di sangue al mese, per tutta la vita. Le nuove opzioni di trattamento permettono di ridurre fino al 50% il fabbisogno di sangue e migliorano la qualità di vita di queste persone ma le trasfusioni rappresentano ancora un’opzione indispensabile.”

“È arrivato il momento di mettere la donazione sangue al centro degli interventi della sanità pubblica. Occorre che, urgentemente, come per il Cov19, sia il Ministero alla Salute che quello all’Istruzione, investano in formazione, pubblicità e risorse per questo settore – afferma Aurelio Maggio, Direttore Campus ematologia Franco e Piera Cutino – Occorre, inoltre, eliminare la competizione economica tra settori della sanità che spingono Medici e Infermieri Professionali a rivolgersi, maggiormente, al settore Cov19”.

“La raccolta di sangue nel nostro Paese risente anche dell’effetto della pandemia. Dai dati raccolti emerge una diminuzione della popolazione dei donatori di poco meno del due per cento che conferma un calo ormai presente da molti anni, aldilà del Covid. Questa riduzione sarà determinante soprattutto nel periodo estivo, quando ogni anno si registrano carenze. – afferma Donata Forioso, Responsabile Comunicazione Centro Nazionale Sangue – I dati raccolti sottolineano, inoltre, un aumento dell’età media dei donatori.”

Lo spot è stato realizzato con il supporto di Fondazione Sicilia e Celgene.

“Il claim del video ‘Siamo tutti uniti da un filo rosso. Mai per caso. Dona il sangue’ racchiude il messaggio che vogliamo trasmettere soprattutto ai più giovani. – afferma Enza Ricotta paziente con talassemia major seguita al Campus di Ematologia Cutino di Palermo e protagonista dello spot – Presentare questo spot al Ministero – che ringrazio – permette di dare ancora più valore al messaggio che vogliamo diffondere. La donazione di sangue è fondamentale per noi pazienti talassemici, senza le trasfusioni non possiamo vivere e l’estate è per noi un periodo molto complicato”. “Il filo rosso fa bene a chi riceve ma anche a chi dona. Sapere che qualcuno riesca a vivere anche grazie a te è un’emozione indescrivibile. Realizzare questo spot ha significato per me poter raccontare un sentimento che provo da anni. Il filo rosso che unisce donatori e pazienti esiste davvero”, conclude Emilio Pursumal, donatore di sangue e protagonista dello spot.

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