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mercoledì, 6 Luglio 2022
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Giovani a Palermo da tutta Italia nel segno di Giovanni Falcone, a trent’anni dalla strage di Capaci

Le studentesse e gli studenti di scuole di ogni ordine e grado stamani al foro italico assieme ai rappresentanti delle istituzioni, nel pomeriggio davanti all'albero simbolo dell'impegno antimafia

Gaia Garofalo
Gaia Garofalo
Classe '97, palermitana doc ma cittadina del mondo. Laureata in Educazione di Comunità, amo raccontare storie nell'ambito della promozione sociale e non solo

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PALERMO. La città di Palermo, in occasione del trentennale della Strage di Capaci, ha accolto calorosamente i giovanissimi provenienti da tutta l’Italia. Le studentesse e gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado hanno risposto “presente” con una fitta scaletta da rispettare: dalle ore 10 sul prato del Foro Italico, fino alle ore 18 davanti l’Albero Falcone.
Il 23 maggio si riconosce sempre dalle file di bambini e dagli striscioni colorati; il 23 maggio si riconosce dalle nuove generazioni. Sono ragazzi che non hanno mai vissuto quel giorno e che non hanno memorizzato nella loro esperienza di vita quel sabato pomeriggio che scosse Palermo e l’Italia tutta, eppure ne ereditano il sentimento amarissimo, di rivalsa e coraggio.

<<Siamo qui per ricordare le loro idee e per portarle avanti – dice Massimo, studente di Savona e rappresentante della sua classe-. I nostri insegnanti ci hanno descritto il lavoro che hanno svolto Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e abbiamo capito l’importanza dei valori etici e morali di questi personaggi che andavano contro la mafia, soprattutto il valore della legalità in ogni loro aspetto. L’arma migliore è la giustizia, l’impegno di ciascuno di noi nel combattere questo brutto male che affligge la società ormai da tanti anni. Possiamo vincere solo se costruiamo una società unita con forti valori>>.

I più fieri sono sicuramente gli insegnanti, che durante l’ultimo anno scolastico trascorso, nonostante le difficoltà di una didattica incerta, hanno saputo coltivare quel senso critico di cui ora possono vedere i frutti.

<<Per loro oggi è una giornata importante ed è una grande emozione – raccontano con commozione due insegnanti del Liceo Classico Meli di Palermo -. Abbiamo lavorato tanto per arrivare preparati a questa commemorazione ma forse non si è mai pronti per questa data segnata sul calendario. Non è un semplice lunedì da dover trascorrere in aula, facendo finta che ciò non ci appartenga. Noi dobbiamo ricostruire la memoria a questi ragazzi, cosicché non accada più>>.

Come ogni anno da trent’anni, allo scoccare delle ore 17:57, Palermo si avvolge nel silenzio. Un attimo dopo però, da un punto all’altro dell’Italia, le nuove generazioni ricominciano a fare rumore.

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