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mercoledì, 10 Agosto 2022
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Il Pnrr dà nuova vita al Giardino Inglese: ecco il progetto di restyling

Niente più asfalto, al suo posto un materiale ecologico ad alta permeabilità. Prevista anche la mappatura degli alberi e il riutilizzo dei rami potati per creare oggetti da destinare alle scuole. Sarà ripristinata l'illuminazione

Alessia Rotolo
Alessia Rotolo
Ama Palermo e il centro storico, i tre mercati, i quattro mandamenti, il Genio e la Santuzza. Segue con passione i processi partecipativi di riqualifica della città nati dal basso che stanno pian piano cambiando il volto di Palermo rendendola sempre più affascinante. Scoprire storie e raccontarle è la sua migliore capacità dettata da una passione incessante per il mestiere di giornalista

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PALERMO. Stop al degrado per il Giardino Inglese. In arrivo per il parco urbano e storico di Palermo ben due milioni di euro dei fondi PNRR che si classifica al quarto posto, grazie al progetto pensato e scritto dal comune, settore Ville e Giardini insieme all’Università degli Studi di Palermo.

Cosa prevede il progetto di restyling

Con le risorse finanziate del Comune non eravamo in condizioni di fare un granché – dice l’ex assessore al Bilancio, Sergio Marino, tra i curatori del progetto presentato tramite il bando ministeriale – Ma adesso il Giardino Inglese verrà riqualificato”. “Niente più asfalto: al suo posto, “un materiale ecologico ad alta permeabilità che consentirà all’acqua piovana di non finire nelle fognature ma di infiltrarsi nel suolo, favorendo il normale ciclo dell’acqua“.

Prevista anche la mappatura degli alberi e il riutilizzo dei rami potati per creare oggetti da destinare alle scuole, panchine “e forse chissà anche per fabbricare delle giostre in legno – dice Marino – In sostanza, in un’ottica di economia circolare dal Giardino Inglese non uscirà più una foglia e i residui della potatura verranno destinati a un nuovo uso anche grazie al Fab Lab, la falegnameria avanzata che progettiamo di allestire in un edificio tra la cancellata e la serra che attualmente è utilizzato come locale di servizio del Comune“.

Verra sistemato tutto il giardino, i viali, i bagni, l’impianto di irrigazione verrà automatizzato, sarà ripristinata tutta l’illuminazione (al momento il giardino non è illuminato), prevista anche la sistemazione della parte nuova del bar e della pavimentazione, tutta la recinzione storica esterna, la gestione del verde sarà coerente e conforme al piano previsto, gli alberi pericolanti verranno tolti e altri ne verranno piantumati, saranno riqualificate le fontane e quindi la parte monumentale, verrà messo il wi-fi. Il piano di gestione è la cosa più importante, sarà sempre un giardino pubblico pubblico ma verrà coinvolta l’università e ci sarà un partenariato con associazioni che si occupano di arte e di ambiente e anche con la sovrintendenza.

Storia del Giardino Inglese

Il Giardino Inglese è realizzato su un progetto di Giovan Battista Filippo Basile, padre di Ernesto, nel 1851. Era un allievo di Carlo Giachery e ai due viene commissionato un giardino all’inglese dove la natura prende il sopravvento sull’intervento dell’uomo – racconta Danilo Maniscalco, storico dell’arte – “per questo, era osceno l’asfalto che qualche tempo fa qualcuno del comune ha messo“. La caratteristica che correda il parco è la serra in ferro e vetro che non è liberty, accanto c’è la casa del custode, ci sono importanti gruppi scultorei di Benedetto Civiletti e Mario Rutelli. “È un giardino romantico, non è liberty, è stato progettato e costruito in pieno neoclassicismo. Dentro c’è una stele Medaglie D’oro per i caduti della prima guerra mondiale che è del nipote, figlio di Ernesto, Giovan Battista Junior. Vicino al Giardino Inglese dal lato di via Libertà c’è una chiesa Santa Rosalia progettata invece da Ernesto Balise. Praticamente in meno di cento metri quadrati ci sono opere del padre Giovan Battista con il Giardino Inglese, il figlio Ernesto con la chiesa si Santa Rosalia, e il nipote con la stele. Un concentrato di creatività ognuna con uno stile a sè, una colplessità artistica che in altri paesi valorizzerebbero e racconterebbero molto meglio di come facciamo noi qui a Palermo“.

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