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lunedì, 26 Settembre 2022
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Il prefetto Forlani a Brancaccio dopo gli atti vandalici

La richiesta del presidente del Centro Padre Nostro, Maurizio Artale: "Installare delle telecamere di videosorveglianza a piazzetta beato Padre Pino Puglisi", in cui sono stati divelti e vandalizzati quattro pannelli

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PALERMO. La visita del prefetto Giuseppe Forlani dopo il raid vandalico a Brancaccio, denunciato dai responsabili del Centro Padre Nostro. Nella notte tra sabato e domenica scorsi sono stati danneggiati quattro pannelli con le foto che compongono la mostra della visita di Papa Francesco a Palermo in occasione del XXV anniversario del martirio del beato Giuseppe Puglisi.

Il prefetto Forlani assieme al Generale dell’Arma dei Carabinieri Giuseppe De Liso e altri funzionari delle Forze dell’Ordine hanno visitato il luogo dell’ultimo atto vandalico che ha colpito la mostra fotografica permanente “Sui Suoi passi”, allestita a piazzetta Padre Pino Puglisi in ricordo della visita di Papa Francesco alla casa museo del beato, in cui quattro pannelli sono stati divelti e vandalizzati. Ad accoglierlo il presidente del Centro di accoglienza Padre Nostro, Maurizio Artale, e alcuni rappresentanti del consiglio direttivo. Il Prefetto, che subito dopo si è recato in visita alla Casa Museo, ha incoraggiato i volontari a “non mollare” per continuare il proprio servizio, auspicando che l’azione di ognuno si unisca a quella di tutti nell’interesse del bene comune.

Nei giorni scorsi il presidente del Centro, Maurizio Artale, aveva lanciato un appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché “il suo ultimo atto da Presidente della Repubblica non sia l’apertura dell’anno giudiziario in Cassazione, ma una visita in quello che è stato il luogo del martirio del Beato Giuseppe Puglisi“. Un appello era rivolto anche al prefetto Forlani che, “in occasione dell’ultimo atto vandalico, non ci ha fatto mancare la sua vicinanza personale e istituzionale” affinché “faccia installare delle telecamere di videosorveglianza a piazzetta beato Padre Pino Puglisi, luogo di prima accoglienza di quel museo diffuso che rappresenta la casa dove visse e morì per mano mafiosa il parroco di Brancaccio“.

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