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sabato, 4 Dicembre 2021
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In festa la comunità di San Giuseppe in Pianomaglio

Dedicata la chiesa e l’altare della parrocchia. La celebrazione presieduta dall'arcivescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi: "Dimora della carità dove i poveri troveranno misericordia"

Maria Stefania Causa
Laureata presso l’Università degli studi di Palermo alla facoltà di Scienze Politiche, corso di studi Consulente giuridico e del lavoro, curriculum giuridico; frequenta il quinto anno della facoltà di Scienze della Formazione Primaria presso l’Università degli studi di Palermo. Appassionata di scrittura e fotografia

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MONREALE. “Oggi, vigilia della solennità di Cristo Re, per questa comunità parrocchiale di San Giuseppe in Pianomaglio, è una festa importante, per tutti qui riuniti in questo edificio sacro che ci ricorda la presenza di Dio in mezzo a noi. La festa della Dedicazione di una chiesa è la festa del Signore, perché è vero tempio di Dio, e l’altare è Gesù Cristo, morto e risorto. Con questa celebrazione della Dedicazione, questo edificio sacro in cui Dio e l’uomo si incontrano, continuerà ad essere il luogo della gloria e della lode, la casa di preghiera per la salvezza di tutto il mondo; la dimora della carità dove i poveri troveranno misericordia, gli oppressi la libertà, gli uomini e le donne la dignità di figli di Dio”. Lo ha affermato l’arcivescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi, nell’omelia pronunciata durante la celebrazione eucaristica della Dedicazione della chiesa e dell’altare della parrocchia di San Giuseppe in Pianomaglio. “La cura che mostriamo per l’edificio materiale, aspergendolo con l’acqua benedetta, ungendolo con l’olio, spargendolo di incenso, sia sempre stimolo di una penitenza pura nel difendere il tempio del Risorto”.

L’omelia dell’arcivescovo Pennisi

“Sono lieto di riflettere con voi sul significato dell’edificio sacro in cui si unisce l’assemblea cristiana e sul significato della comunità ecclesiale come edificio spirituale, che ha come pietra angolare e preziosa Gesù Cristo, sacerdote, altare e vittima; come colonne portanti gli apostoli rappresentati dalle dodici croci e dalle dodici candele, e come pietre vive tutti i battezzati generati dall’amore donato dallo Spirito Santo. Tra queste pietre vive, le più preziose sono la Madonna, San Giuseppe a cui è dedicata questa chiesa e i beati a noi contemporanei, appartenenti al nostro territorio, le cui reliquie saranno deposte sull’altare, il beato Giuseppe Puglisi, la beata Pina Suriano, la beata Maria di Gesù Santocanale. Nel tempio, segno della presenza di Dio in mezzo al popolo, la preghiera continua e l’amore vicendevole siano il segno reale della dimora di Dio presso gli uomini. Il tempio ha tutto il suo valore perché è un luogo sacro dedicato al culto, cioè alla gloria e alla celebrazione dei misteri del Signore, e perché è il luogo della nostra fraternità, tutti fratelli nella casa che è attorno all’altare del Signore che oggi viene consacrato”.

“La realtà più importante di questa chiesa come casa del popolo di Dio, santificata dalla presenza del Signore, è rappresentata non dalle mura, ma dalle persone che fanno parte di questa comunità parrocchiale. Stretti a Gesù Cristo, Re dell’universo, anche noi siamo chiamati a partecipare alla edificazione di questo tempio di Dio”, aggiunge l’arcivescovo.

Il rito della Dedicazione di una chiesa e dell’altare è certamente uno dei più suggestivi e ricchi di significato dell’intera liturgia latina. Questa sera siamo stati invitati a partire dall’immagine familiare della chiesa con la “c” minuscola: l’edificio, la “nostra” chiesa, la casa della comunità. Una comunità viva, in effetti, ha bisogno della sua casa. Perché proprio di una casa?

“La Chiesa è innanzitutto la chiesa dei credenti, dei battezzati, ma a partire dal mistero dell’Incarnazione, come Gesù ha preso una casa in mezzo a noi, come Gesù ha vissuto in una casa, così noi abbiamo bisogno di una casa in cui si rende presente il Signore e in cui la comunità si riunisce come una famiglia. La parrocchia è la famiglia delle famiglie – sottolinea mons. Pennisi – e quindi è giusto che anche nella parrocchia ci sia la casa di Dio che è anche la casa della fraternità, in cui i poveri si sentono accolti, gli oppressi si sentono liberati, in cui ognuno possa trovare il luogo dove essere accolto. Ogni cristiano è chiamato ad essere pietra viva di questa chiesa che è la chiesa spirituale, che ha bisogno anche di una chiesa materiale accogliente e bella, perché attraverso la bellezza si manifesta il volto di Dio, bellezza infinita”.

“Questo anno è stato dedicato dal Santo padre a San Giuseppe e mi sembra importante che questa parrocchia, dedicata a San Giuseppe, proprio in questo anno abbia innanzitutto abbellito la chiesa con le immagini di Cristo, di San Giuseppe e della Madonna e poi, soprattutto, che ci sia stata questa Dedicazione solenne della chiesa. Questa festa sarà la festa principale di questa comunità parrocchiale. San Giuseppe patrono della Chiesa universale, che ha custodito Gesù nella sua casa, possa custodire la famiglia di Dio che si riunisce in questa chiesa”.

La dedicazione della chiesa per la comunità

“La dedicazione della chiesa, per questa comunità, indica a ciascuno di noi di essere pietre vive per costruire un edificio santo. Questo è un giorno di festa che verrà ricordato per sempre. É il giorno della comunità, è la festa della comunità, Dio prende possesso di questo tempio, affinché possa essere presente nella quotidianità della nostra vita”, dice padre Gaetano Gulotta, parroco dell’Unità pastorale Villaciambra-Pianomaglio.

L’evento che abbiamo vissuto questa sera è stato possibile anche grazie alla generosità e alla collaborazione volontaria dei fedeli. Che significato possiamo dare a questo gesto di generosità e quale messaggio possiamo inviare a chi si sente lontano e fuori dalla realtà ecclesiale?

“La provvidenza di Dio non è mai mancata e non mancherà mai, è importante che nella nostra vita abbiamo fede nei confronti del Signore e in colui che viene invocato come il padre della divina provvidenza, San Giuseppe – risponde il sacerdote -. In questo anno particolare dedicato proprio a San Giuseppe, noi stiamo dedicando la sua chiesa a lui, e vogliamo pregare anche per tutta la Chiesa, perché non venga mai meno la provvidenza non solo economica, ma soprattutto spirituale, nella vita di ogni comunità”.

Preparazione e gioia tra i fedeli di Pianomaglio

“La preparazione per questo momento è stata abbastanza intensa e carica di un’ansia positiva, in quanto il momento della dedicazione è molto importante per la comunità di Pianomaglio, ma anche per tutta l’Unità pastorale che riguarda Villaciambra e Pianomaglio. Il momento della dedicazione è un momento di rinascita, è come ricominciare da zero; questo evento segna “un nuovo inizio” per entrambe le comunità.

Dal nostro punto di vista, la preparazione è stata abbastanza partecipata ed intensa, ed oggi godremo del momento, nella sua pienezza spirituale, umana ed anche sociale, perché entrambe le comunità lo vivranno insieme”, afferma Fabrizio Sebastien Jacquin, giovane fedele, laureato in Lingue Moderne e Traduzione per le Relazioni Internazionali, presso l’Università degli Studi di Palermo, e corista.

“Questo è un momento di grande grazia che il Signore, dopo tanti anni, ci ha donato. Siamo tutti molto emozionati – dice Maria Pia Scozzari, fedele laica e catechista della parrocchia di San Giuseppe in Pianomaglio -. Ringraziamo il Signore che ci ha mandato don Gaetano, un sacerdote giovane che sta abbracciando tantissimo per questa parrocchia. La dedicazione per questa comunità è un evento mai visto; nessuno, in questa località così dispersiva, ha mai partecipato ad un momento così importante, dunque ringraziamo il Signore con tutto il cuore e con tutta l’anima, augurandoci che possa essere l’inizio di una grossa comunità, che con la sua unione alla comunità di Villaciambra, vive”.

“Non potevo non essere presente – dice monsignor Salvatore Salvia, arciprete della chiesa madre di Partinico -. Con don Gaetano c’è un’amicizia sacerdotale profonda. Lui è stato con me sia nella chiesa madre di Partinico che nella chiesa del Carmine; un giovane sacerdote entusiasta, tanto che l’Arcivescovo gli ha affidato il compito della Pastorale Giovanile della diocesi, diventando poi anche direttore regionale dell’ufficio della Pastorale Giovanile di tutta la Sicilia”.

“Dedicare una chiesa ha un grande significato, come ci dice il Vangelo quando Gesù si incontra con la samaritana; la chiesa prima di essere fatta dalle mura, è fatta da pietre vive che siamo noi, popolo santo di Dio, il popolo dei battezzati. Pertanto nella Dedicazione della chiesa è importante il rapporto tra i fedeli e il territorio. Qui la gente vive nei villini, proviene da diverse parti di Palermo o dei paesi vicini, e don Gaetano è chiamato a svolgere una pastorale missionaria, cioè quella di andare. Papa Francesco parla di una chiesa in uscita, che va in mezzo alla gente. La chiesa deve essere talmente viva da diventare opinione nella gente che vive attorno ad essa, al campanile, e una parrocchia oggi, deve curare anche la pastorale dei lontani”, conclude monsignor Salvia.

“Il momento della dedicazione della chiesa di San Giuseppe in Pianomaglio che stiamo vivendo, suscita in me tantissima gioia – dice Gabriele Camiolo, giovane fedele, laureando in Didattica della Musica e Direzione di coro, al conservatorio di Palermo -. É un’emozione meravigliosa, soprattutto guardando il momento dal nostro punto di vista che è quello dell’ambito musicale. Abbiamo avuto paura di non farcela per i tempi, ma lo Spirito Santo vede e provvede sempre. Siamo riusciti a prepararci e siamo davvero contenti, ringraziamo Dio. Da giovane, ai giovani dico “Fate tutto sempre per la gloria di Dio!”.

“Ho vissuto questo momento di preparazione alla Dedicazione della chiesa di San Giuseppe in Pianomaglio, con spirito di servizio, e proprio il sevizio è fondamentale all’interno di una comunità parrocchiale – dice Francesco Emanuele Camiolo, giovane fedele, laureando in Organo e Composizione Organistica, al conservatorio di Palermo -. La celebrazione della Dedicazione è molto complessa e devo complimentarmi con il coro che con grande fatica, in meno di un mese, è riuscito a portare avanti questo grande intervento. É importante che ognuno di noi abbia spirito di servizio. Inizialmente ero diffidente perché è impossibile, come coro, preparare una messa di Dedicazione in un mese circa, messa composta da monsignor Liberto, molto complessa. Solitamente per la preparazione ci vogliono dai due a i tre mesi; noi, con un coro che non è composto da professionisti, ma è amatoriale, solo in un mese, grazie a Dio, ce l’abbiamo fatta. Un messaggio che voglio dare ai giovani è quello di avvicinarsi a Dio e coltivare sempre l’arte che è l’espressione di Dio”.

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