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mercoledì, 26 Gennaio 2022
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Un alloggio per i detenuti senza casa. “Così potranno accedere a misure alternative”

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Trecentomila euro per coprire le spese di vitto e alloggio per detenuti che potrebbero accedere a misure alternative alla detenzione, ma non hanno riferimenti esterni e risorse personali. L’assessorato regionale della Politiche sociali ha pubblicato l’avviso pubblico “Una casa per ricominciare”. L’obiettivo principale è fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid-19 negli istituti penitenziari, riducendo il sovraffollamento in carcere. In particolare, il bando promuove la presentazione di proposte progettuali, da parte degli enti del Terzo Settore. A loro il compito di reperire alloggi da destinare a persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. Il bando è realizzato in collaborazione tra l’assessorato regionale delle Politiche sociali e la Cassa delle Ammende, l’ente di diritto pubblico del Ministero di Giustizia. Quest’ultimo ha concesso alla Sicilia il finanziamento di 300mila euro.

Che cosa prevede il progetto “Una casa per ricominciare”

I destinatari dell’avviso sono i soggetti in esecuzione di condanna definitiva, con pene residue medio brevi e con un basso indice di pericolosità sociale. E, anzitutto, che abbiano i requisiti per accedere alle misure alternative rispetto alla detenzione in carcere. Con i 300mila euro stanziati occorre coprire le spese di vitto e alloggio. Ma potranno essere integrati dai Comuni, anche sotto forma di fornitura di servizi quali banco alimentare, servizi di accoglienza residenziale, comunità alloggio per donne fragili e bambini. I servizi sanitari specialistici e territoriali, invece, potranno mettere a disposizione posti in comunità protette per tossicodipendenti o per chi ha problemi di salute mentale. “Un avviso che, oltre a dare un contributo in termini di riduzione del rischio coronavirus nelle carceri – afferma l’assessore delle Politiche sociali, Antonio Scavone -, prevede anche la possibilità di fornire ai soggetti interessati, nella fase finale del percorso detentivo, attività formative finalizzate all’educazione alla legalità”.

Un’iniziativa per ridurre il sovraffollamento delle carceri

Scavone sottolinea, in particolare, un aspetto. “Si tratta di un progetto ‘pilota’, primo nel suo genere in Sicilia, che nasce dall’esigenza di dare un contributo in termini di riduzione del sovraffollamento carcerario e , consequenzialmente, di riduzione del rischio di diffusione del contagio da Covid-19”. “L’obiettivo – continua – è quello di agevolare la possibilità di accesso alle misure alternative alle persone in regime di detenzione che, pur avendo i requisiti oggettivi, risultano prive di riferimenti esterni e di risorse personali”.

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