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venerdì, 7 Ottobre 2022
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Armand Curameng, “The Voice” e le sue canzoni tra Sicilia e Filippine

Arrivato a Palermo per ricongiungersi con la moglie, ha seguito con dedizione la sua passione per il canto. Tanto da partecipare al noto programma tv. Portando la sua voce in giro per l’Italia, ha creato un legame indissolubile con la sua terra natìa

Stefano Edward Puvanendrarajah
Stefano Edward Puvanendrarajah
Laureato in comunicazione pubblica d'impresa e pubblicità presso l'Università di Palermo, è attivista dei diritti umani con esperienze pregresse di rappresentanza politica e sociale della comunità tamil palermitana

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PALERMO. Armand Curameng, un palermitano che attraverso la sua voce ha unito la sua patria, le Filippine, con l’Italia. Molti lo conoscono per la sua partecipazione alla edizione del 2016 di “The Voice” in cui aveva fatto parte del team di Raffaella Carrà, ma in pochi conoscono la sua storia personale. Una storia fatta di tanti alti e bassi, in cui la spiritualità da un lato, la perseveranza nel raggiungere i propri traguardi con tanta fatica e sudore, dall’altro, hanno dato valore ad Armand in quanto persona.

Le origini umili della famiglia di Armand e i primi approcci con il mondo della musica

Armand proviene da una famiglia di origini umili. Figlio unico, ha dovuto superare il trauma di aver perso il padre a soli 9 anni. Si è poi dedicarsi alla sua passione: il canto. “Sono nato nella parte nord delle Filippine e sono figlio unico – riferisce Curameng –. Dopo la scomparsa di papà cominciai a cantare ai miei zii e agli altri parenti che venivano dall’estero. Come ricompensa ricevevo del denaro, iniziai a gareggiare nelle competizioni canore vincendo e raggiungendo anche il 2° e il 3° posto e i premi in denaro furono i miei mezzi di sostentamento per i miei studi”.

Dopo aver concluso un corso di studi per diventare maestro, considerata l’insoddisfazione a livello retributivo, fece una sfida con se stesso iniziando a cantare nei locali per poi diventare progressivamente un cantante professionista: “Avevo finito il corso per lavorare come maestro – racconta –. Però non guadagnavo abbastanza e da lì maturai la scelta di tentare la strada per il canto nei locali ed è da lì che iniziò la mia vita da cantante professionista”.

Sembrava andare tutto bene eppure, per Curameng, subentrò una forte solitudine, un vero e proprio vuoto creato dalla distanza geografica tra le Filippine e Palermo, luogo in cui viveva la moglie: “La mia carriera stava andando bene nelle Filippine, avevo fatto dei dischi, registrato alcune canzoni e vinto anche un premio all’Oscar della musica Filippina. Eppure avevo sentito un senso di infelicità – riferisce Curameng con commozione –. Non ero felice perché mi sentivo solo. Dopo il matrimonio, mia moglie tornò in Italia a Palermo e lì nacque mio figlio che non avevo visto per 5 anni. Da lì maturò la mia scelta di andare in Sicilia per superare queste distanze e riabbracciare la mia famiglia”.

L’arrivo in Sicilia e il progressivo inserimento nel panorama musicale italiano

Non è stato facile per Curameng arrivare in Sicilia. Anzi, ha dovuto affrontare numerose battaglie in questo continuo zigzagare tra sfide ed opportunità con stati emotivi che si alternavano tra amarezze e gioie: “Iniziai a lavorare per 2 anni come collaboratore domestico in Sicilia. Ero triste, perché questo lavoro era un po’ difficile e non era quello che mi piaceva fare. Però ero anche felice perché mi ero riunito con mio figlio e con mia moglie – riferisce Curameng –. Cercai dunque di trovare il mondo della musica partecipando alle gare canore. Tra le tante partecipai al festival del Cantamare, vincendolo ho conosciuto un produttore, Pippo Esposito, che mi aveva dato la possibilità di lavorare nel contesto musicale qui in Sicilia“.

L’esperienza di The Voice e la conoscenza con Raffaella Carrà

Una vera e propria ciliegina sulla torta, o meglio, un punto di svolta definitivo della sua carriera professionale che premia la perseveranza caratteriale e spirituale di Armand Curameng. Questo è quello che ha vissuto grazie alla partecipazione a The Voice. “Ho avuto una svolta effettiva nella mia carriera perché sebbene vi fossero già degli apprezzamenti delle mie doti canore, mi sentivo non incluso, uno straniero per l’appunto nel contesto del lavoro nei locali – riferisce Curameng –. Però quando entrai lì, avevo sentito l’importanza che mi davano i miei colleghi. Ero molto felice, scelsi Raffaella Carrà, un sogno che si avverava perché l’ammiravo da tempo e sognavo di poterla incontrare un giorno. Cosa che si è poi concretizzata“.

Indimenticabili gli insegnamenti di vita che Raffaella Carrà diede ad Armand Curameng: “Raffaella Carrà era una persona molto umile – dice il cantante –. Ciò che mi aveva insegnato era di amare ciò che ti piace fare. Dunque non di cercare o avere la fama, bensì di essere contento di ciò che fai, di essere sempre umile in qualsiasi status ci si ritrovi nella vita. Bisogna avere i piedi per terra, non trascurando le proprie radici ed è quello che ribadiva sia a me che agli altri componenti della squadra. Il fatto di essere arrivato fino alla semifinale rappresenta una vittoria per me anche perché sono il primo filippino che è riuscito ad entrare nel programma televisivo. Quindi un riconoscimento del mio talento. Dopo di ciò, ho avuto tanti inviti dalle varie realtà della comunità filippine per cantare nei loro spettacoli, nelle loro attività culturali e ciò rappresenta una grande soddisfazione per me”.  

L’impegno con la comunità filippina palermitana

Armand Curameng non è solo un cantante che ha realizzato un sogno grazie a chi ha creduto in lui. Ha avuto anche a cuore la propria comunità filippina che si trova a Palermo diventandone il presidente nel periodo precedente alla sua esperienza a The Voice e proseguendo questo impegno umano e fraterno con una essenza di spiritualità per aiutare i propri connazionali: “Non ho mai dimenticato la mia comunità  – tiene a ribadire –. Ero il presidente della comunità filippina prima di entrare a The Voice, ma non ho mai smesso di aiutare i miei connazionali, in particolare a Palermo. Li ho aiutati, soprattutto in questo contesto pandemico, per sbrigare le questioni burocratico amministrative con l’ambasciata e in altri aiuti di stampo sociale. Penso che aiutare il prossimo sia un modo per ringraziare Dio per la possibilità che mi ha dato di lavorare nel mondo della musica”.

I progetti futuri di Armand tra l’Italia e le Filippine

In una fase in cui da sognatore umile è passato a diventare un sognatore creativo che rende i propri desideri in realtà, Armand Curameng ci parla dei suoi progetti futuri riguardanti sia l’Italia che le Filippine: “Ho conosciuto un produttore della Rai, Mattia Lauro, con il quale stiamo pensando di fare un disco, dal titolo “Fly”, sebbene siamo vincolati alla situazione pandemica che non permette di viaggiare come prima – riferisce Curameng –. Speriamo di concluderlo entro fine anno. Ho già cominciato ad incidere una canzone dal titolo ‘Life is Good’, già presente nelle principali piattaforme musicali online e nei social”.
Due anni di pandemia, due anni di distacco dalla sua patria, le Filippine e da sua madre. Armand Curameng non vede l’ora di riabbracciarla e di riprendere i suoi progetti musicali con una ottica sociale per aiutare i più bisognosi: “In questo momento ho programmato di andare nelle Filippine per fare un concerto a febbraio e di continuare a fare ciò che facevo prima della pandemia perché annualmente facevo il concerto di dicembre – racconta –. Si tratta di un concerto di beneficenza per aiutare i bambini in difficoltà economiche e gli studenti più poveri. Voglio continuare questo progetto e non vedo l’ora di esibirmi perché è il mio modo di ringraziare a Dio. Inciderò anche una canzone e non vedo l’ora di riabbracciare mia madre”.

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