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venerdì, 7 Ottobre 2022
HomeStorie di vitaBennardo Raimondi, il ceramista che denunciò gli usurai: "Oggi ho bisogno del vostro aiuto"

Bennardo Raimondi, il ceramista che denunciò gli usurai: “Oggi ho bisogno del vostro aiuto”

Appello dell'artista che versa in difficoltà economiche. Chiede che qualcuno acquisti le sue opere per poter sopravvivere a una situazione difficile

Giorgio Pace
Giorgio Pace
Studente della facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Palermo, impegnato nel sociale. È co-fondatore di "AmUnì", un'associazione che vuole supplire all'assenza di rapporto tra gli universitari e il mondo del sociale, attraverso l'organizzazione di seminari, convegni e iniziative di volontariato. Da settembre 2020 collabora con "Il Mediterraneo 24"

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PALERMO. Quella di Bennardo Raimondi è una storia che tocca le corde del cuore, anche perché è una storia in cui tanti, purtroppo, possono rispecchiarsi.
È la storia di un uomo di 61 anni, artigiano fin dall’adolescenza, oggi con una moglie, una figlia e un figlio.

È la storia di chi da una vita fa un lavoro che gli piace, che lo appassiona, che ama: è, infatti, ceramista, presepista e scultore; “l’unico” – come gli piace ricordare – “che in Sicilia fa vedere dal vivo come si fanno le statuette”.

È la storia di chi, oggi, arranca nel portare avanti la famiglia. Con una bottega che non c’è più, la merce che non si riesce a smaltire, i sussidi statali che non bastano per avere una vita dignitosa.

È la storia di chi nella sua vita è stato vittima di usura, denunciando e subendo intimidazioni.

Nei primi anni duemila, infatti, vedendosi puntualmente rifiutare i prestiti dalle banche, è caduto nella ragnatela degli usurai, a causa dei quali, nel 2003, è stato costretto a licenziare i suoi 12 dipendenti e a vendere perfino i macchinari della sua attività.

Raimondi, sull’orlo della disperazione, ha però trovato a forza di denunciare nel 2006, divenendo testimone di giustizia ed entrando, però, nel mirino della mafia, che ha iniziato a perseguitarlo con una serie di intimidazioni e minacce che gli causarono l’isolamento.

È per questo che Raimondi fa appello alla solidarietà di chi ci legge, chiedendo di poter vendere le sue pregevolissime sculture.

Aiutare Raimondi è anche aiutare un uomo che ha lottato per difendere la propria attività dalle grinfie di una mafia che maschera la propria avidità con una mano tesa ad aiutare chi è in difficoltà. È far sentire meno solo chi solo si è trovato per il solo fatto di aver adempiuto ai suoi doveri.

Per sostenerlo, lo si può contattare ai seguenti recapiti:

Bennardo Mario Raimondi: tel. 3391327950 Info: bennardomarioraimondi.weebly.com
La pagina Facebook: bennardo.raimondi

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