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lunedì, 26 Settembre 2022
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I volti del Mosaico Palermo, “costruttori di comunità”

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C’è il volto di Anna, “operatrice sociale coraggiosa e innovativa”. Quello di Yodit, eritrea di origine, palermitana di adozione, che “opera in favore delle fasce svantaggiate”. E poi ancora, un procuratore con la vocazione per la tutela dei minori, sacerdoti e religiosi, e un medico. Sono le tessere del Mosaico Palermo. Nomi, volti e storie che si fanno cocci di un mosaico, “costruttori di comunità”. A conferire il riconoscimento, a Palazzo delle Aquile, il sindaco Leoluca Orlando, “nell’ottica del percorso di costruzione della comunità, attenta alle persone fragili, pronta ad accogliere e ad accompagnare la costruzione di progetti di vita”.

Nomi e volti del Mosaico Palermo

Il riconoscimento è stato conferito a Maria Vittoria Randazzo, già procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Palermo “per aver contribuito con serietà ed umanità nella tutela dei bambini e degli adolescenti”. La tessera a Rosalba Salierno, già Direttore dell’USSM di Palermo e direttore dell’Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna della Sicilia, invece, perché “attenta alle politiche giovanili e alla realizzazione di progetti per l’inclusione dei giovani della città”. E, poi, Giorgio Serio, direttore del Dipartimento Salute Mentale, Dipendenze Patologiche e Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’ASP di Palermo, cui è riconosciuta l’attenzione “alla progettazione di percorsi innovativi e alla presa in carico di persone particolarmente fragili”.

L’impegno sociale di uomini e donne

Abraha Yodit Abebe “opera a favore delle fasce svantaggiate, della tutela dei diritti, la lotta contro l’esclusione sociale ed emarginazione. Ha trasformato l’impegno professionale in scelta di vita quotidiana”. Maria Bisesi è educatrice volontaria di una struttura per l’accoglienza di ragazzi neo maggiorenni privi di supporto familiare. Marco Guttilla, assistente sociale “in strada 24 ore al giorno accanto famiglie e persone fragili”. “Ha trasformato l’impegno professionale in scelta di vita”. Anna Ponente, operatore sociale “coraggioso ed innovativo” e direttore del Centro diaconale “La Noce” della Chiesa valdese. “Ha sostenuto l’accoglienza di persone e famiglie fragili”. Antonietta Fazio, volontaria, è “animatrice della propria comunità nel quartiere San Giovanni Apostolo”. Nino Rocca, volontario, è “attento ai bisogni delle persone senza casa, dei poveri e alle persone sole”. Alessandra Turrisi, giornalista, “con i suoi articoli e libri racconta con passione le fragilità della città e le preziose attività del volontariato per l’inclusione sociale e la legalità”. Infine, il riconoscimento all’associazione Inventare Insieme, “per i 30 anni di servizio alla comunità cittadina ed in particolare per l’attività rivolta ai giovani che hanno commesso reati”.

Tre tessere del Mosaico sono tre sacerdoti

Tre riconoscimenti sono stati assegnati a tre religiosi. Don Sergio Ciresi, vice-direttore della Caritas diocesana, è “attento all’essenziale e ai poveri della città”. Don Domenico Napoli, animatore della Comunità di don Orione, dedica attenzione “ai bisogni dei poveri, all’accoglienza di famiglie in difficoltà e alla formazione dei giovani”. Infine, don Enzo Volpe, animatore della Comunità di Santa Chiara dei Salesiani, “attento ai bisogni dei poveri e alla formazione dei giovani”.

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