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mercoledì, 26 Gennaio 2022
HomeStorie di vitaIbrahim, dalla Guinea a Palermo. Nelle lingue la "chiave" per la sua nuova vita

Ibrahim, dalla Guinea a Palermo. Nelle lingue la “chiave” per la sua nuova vita

Il giovane ha lasciato Casa dei Mirti, struttura che lo ha accolto al suo arrivo a Palermo. Grazie al suo lavoro, ha affittato una casa

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PALERMO. Le lingue sono il suo passepartout per aprire le porte del mondo. E anche quella della sua nuova casa, a Palermo. Ibrahim è arrivato in città 4 anni fa dalla Guinea. Oggi ha 21 anni, è stato ospite a Casa dei Mirti, la struttura di accoglienza per minori stranieri non accompagnati del Centro Diaconale “La Noce” – Istituto Valdese. Un mese fa Ibrahim ha lasciato la struttura per scrivere una nuova pagina della sua vita, in una nuova casa e con un lavoro. Il suo arrivo in Sicilia dall’Africa è legato a Scicli, dov’è rimasto tre settimane prima di essere trasferito a Palermo. Il primo impegno, lo studio della lingua italiana, fino al conseguimento della terza media. Studio che Ibrahim ha accompagnato al volontariato con i bambini, fino al corso di aiuto cuoco al Don Orione. Il giovane di origine della Guinea ha lavorato anche facendo le pulizie, grazie a Pellegrino della Terra. “Mi hanno aiutato ad avere questo contratto – racconta -, perché mi ritengono bravo e una persona che vuole vivere la sua vita tranquillamente. Anche nell’Istituto valdese ho lavorato nella foresteria a fare le pulizie. Sono molto impegnato. Tante altre persone non hanno avuto le mie stesse possibilità e non trovano persone che le aiutano come è successo a me. Per questo prego per loro“.

Concetta Randazzo, referente area educativa di Casa dei Mirti, racconta Ibrahim: “Per la sua tenacia, per la sua costanza, per il suo carattere mite è riuscito a raggiungere anche una posizione lavorativa – riferisce -. Ha fatto un percorso positivo e interessante, perché ha compreso varie sfaccettature. Anche il volontariato con i bambini è stata un’esperienza importante che gli ha dato molto e gli ha permesso di dare molto, soprattutto a livello umano. Con lui è stato pensato un progetto di vita e degli obiettivi conseguiti passo passo, dalla sua formazione linguistica e culturale alla conoscenza del territorio“.

Le lingue “passepartout” di Ibrahim

Ibrahim lo dice con gioia, quasi contandole con le dita: “Parlo tante lingue, la mia lingua madre, l’inglese, un po’ di arabo, il francese e l’italiano. Conoscere le lingue per me è la cosa più importante, perché uno come me non vuole restare in un solo posto. Se si vuole visitare il mondo, bisogna conoscere le lingue. Anche ora volevo studiare il tedesco ma questo è un po’ più difficile. Per me è importante parlare prima di scrivere. Ovunque io vada, posso parlare“. La svolta adesso passa dalla casa che ha preso in affitto con altre persone, lasciando Casa dei Mirti. “Volevo vivere in una casa, com’è giusto che sia. Non posso stare in comunità per tutta la vita. Ma non sarò solo. Le persone che mi hanno aiutato lì so che continueranno a essere con me“.

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