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domenica, 5 Dicembre 2021
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“Io, Tommaso, campione italiano di boxe a 22 anni”

Tommaso Sciacca, classe 2001, è vincitore dei campionati italiani under 22 di pugilato: "La strada è lunga ma questa è la mia passione e il mio futuro"

Alice Marchese
Classe 1998, giornalista pubblicista, laureata in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali. Racconta storie di giovani migranti, donne e progetti che vedono protagonista la Sicilia e non solo. Scrive anche per altre testate online

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PALERMO. Tante ambizioni, un traguardo sognato e raggiunto nel migliore dei modi. È la storia di Tommaso Sciacca, vincitore ai campionati italiani under 22 di pugilato. Una passione che cresce anno dopo anno e che matura con lui. Nonostante la giovane età, l’atleta ha dimostrato di avere la stoffa per conseguire eccellenti risultati. Il motore di tutto sono la sua dedizione e interesse espressi sin da piccolo.
Il campione italiano, classe 2001, ha combattuto contro Lorenzo Fais, 19 anni sardo. Entrambi categoria 52 kg. Fin da subito Sciacca ha dominato il ring. Dopo 3 round, era già tutto chiaro. È uno dei migliori pugili della sua categoria nel panorama nazionale.
Ma non è l’unico trionfo. È stato tre volte campione regionale, due da youth e una volta da élite; due bronzi ai campionati italiani youth e detentore della cintura siciliana. Conquistati nella classe di peso dei 52 chili. Tommaso frequenta la palestra ASD Destroyer capitanata dal pugile professionista Benny Cannata.
Sebbene l’infortunio recente al ginocchio, Sciacca ha lavorato duramente e non si è mai arreso. Ha scalato la vetta lottando contro le difficoltà e non ha mai rinunciato al suo sogno.

Com’è nata questa passione e cosa hai fatto nel corso degli ultimi anni?

“Ho iniziato a 13 anni in palestra. Ero piccolino. Dopo cinque mesi di palestra ho affrontato il primo match. Il pugilato mi ha sempre attratto. Ho provato vari sport come pallavolo, basket. È stato mio padre ad incoraggiarmi. La strada è lunga ma questa è la mia passione e il mio futuro”.

Hai già qualche progetto futuro?

“Spero di continuare a livello nazionale sempre con la mia forza. Se sono arrivato qui è soprattutto grazie al supporto della mia famiglia. Mio papà è sempre presente agli allenamenti, mentre mia mamma mi sostiene con l’alimentazione. Voglio continuare sono deciso”.

C’è qualcosa che fai prima di una gara come una sorta di rito scaramantico?

“Sì. Mi concentro soprattutto per gestire le emozioni. Mezz’oretta prima dell’incontro, penso a tutti i sacrifici e tutta la strada percorsa. E rifletto su quello che devo dimostrare lì. La preparazione sta tutto su questo. Sapersi esprimere al meglio”.

Invece a scuola come ti sei trovato?

“Ho preso il diploma un mesetto fa in una scuola privata, sono stato avvantaggiato con gli allenamenti. Ho avuto tempo per me stesso, sono riuscito a conciliare tutto”.

Il periodo del Covid come l’hai vissuto?

“Sono riuscito comunque ad allenarmi anche se a casa ma non era lo stesso. Avevo anche preso chili quindi è stato più faticoso e ho seguito una dieta”.

C’è stato un momento in cui hai pensato di abbandonare tutto per qualche spiacevole evento?

“Quando avevo sedici anni. Ho smesso per un annetto, ma sono ritornato meglio di prima. Poi si cresce, lo sport non aveva lo stesso valore di ora. Adesso è diverso”.

Cos’è che ti ha spinto a voler intraprendere questo percorso?

“È una passione che ho dentro e il sogno di essere un campione. Lo faccio per me e per la mia famiglia. Nel mio piccolo voglio dimostrare qualcosa”.

Alice Marchese

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