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lunedì, 26 Settembre 2022
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Linda, gli acquerelli e la sicilianità su tela

Linda Di Salvo è una pittrice palermitana che realizza quadri in cui riproduce scorci di Palermo, Teste di moro, la Trinacria e tutti quei simboli che appartengono al capoluogo siciliano

Alice Marchese
Alice Marchese
Classe 1998, giornalista pubblicista, laureata in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali. Racconta storie di giovani migranti, donne e progetti che vedono protagonista la Sicilia e non solo. Scrive anche per altre testate online

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PALERMO. “Era il 2005 quando ho sperimentato gli acquerelli per la prima volta. E’ successo molto tempo fa, ma da quel momento non ho mai smesso”. Così la pittrice palermitana Linda Di Salvo racconta il suo percorso artistico che ha inizio all’età di 3 anni; era piccolissima, ma con un sogno e un dono grandissimi tra le mani. Addentrandosi nel centro storico del capoluogo siciliano, Linda illumina le vie con le sue opere in cui raffigura la bellezza di una città tutta da scoprire: una potenza che solo l’arte e chi la conosce così bene sa custodire.  

Linda e il suo avvicinamento alla pittura

Linda decide di frequentare il liceo artistico nonostante il padre non fosse pienamente d’accordo e dopo Lettere Moderne, sceglie di laurearsi presso il Dams Art. “Dopo la laurea nel 2005 sperimento gli acquerelli, ho messo sulle tele il mio dolore. Sono entrata da autodidatta nel mondo della pittura, ma non avrei mai pensato di affacciarmi al pubblico. Ero restìa, ma grazie ad un mio amico ho iniziato in un locale. Successivamente a Villa Niscemi ho venduto 5 quadri e da lì ci ho creduto”.

Dagli acquerelli ai paladini siciliani

Come per ogni artista, c’è sempre un momento di stasi che porta ad un cambiamento. Si destreggiava tra mostre e sperimentazione, fino a quando Linda non ha scelto di fare qualcosa di diverso. “Ho voluto provare una nuova esperienza stando per strada. I primi 6 mesi non ho venduto nulla perché proponevo i miei acquerelli, ma un giorno ho disegnato un paladino. Pochi minuti dopo una signora è passata e ha acquistato il mio prodotto appena realizzato. Da lì ho deciso di portare la sicilianità sulle mie tele, tenendo in considerazione anche lo stile e il gusto del pubblico. Ho continuato anche con le Teste di moro, Trinacrie e altri simboli che ricordano la nostra isola”. Purtroppo con il Covid19, le restrizioni e gli assembramenti vietati e soprattutto temuti, è stato difficile portare avanti un’attività del genere, ma pian piano si ricomincia.
I miei dipinti si trovano quasi in ogni regione d’Italia, in Europa e in diversi Paesi del resto mondo grazie ai turisti e a qualche committente. Ho arredato circa 10 B&B in Sicilia, un  hotel e ristoranti tra cui Pablo’s e Amecasa a Palermo più altri in Sicilia. Ho anche illustrato due libri. Spero di riprendere a fare dei disegni durante concerti com’è successo con la nota band folk Angelo Daddeli e i picciotti anni fa”.

A chi si ispira la pittrice

Mi ispiro ai personaggi dell’Orlando furioso dell’Ariosto per i pupi e all’arte popolare in genere – racconta Linda -. Per il resto alle ceramiche locali modellando il tutto con il mio tratto. Per i monumenti adotto uno stile più francese e meno preciso. Ma quello che adoro di più è mettere un dettaglio personale che attesti che il quadro è proprio il mio. Il processo di creazione è estremamente laborioso tra matita, idea, sviluppo, china, colore, colore, china. La manualità è frutto di tanta esperienza acquisita grazie ad esperti. Una scenografa che mi ha insegnato tecniche nuove, ho imparato dai migliori. E sono sempre stata sostenuta dalle persone a me più vicine, questo è l’aspetto più importante. Il mio obiettivo è quello di migliorarsi e non accontentarsi per nessun motivo al mondo. Non si finisce mai di imparare”.

Lo scorcio di Palermo che ama dipingere di più

Palermo è comunque la protagonista delle sue opere, ma ci sono dei luoghi che ha scolpito nel cuore e che riporta nelle sue tele con più frequenza. “Sicuramente amo la chiesa di San Cataldo per la sua storia e per le cupolette riconoscibili. Inoltre è il simbolo della città. Mi sono accorta che la Cala è richiestissima così come i mercati. Spesso riproduco la cupola di Ballarò”.

Dove si trova a Palermo Linda Di Salvo

Spesso vado a Piazza Marina la domenica dalle 10 alle 13 circa. Tutto dipende dalle richieste che ho in settimana. Attualmente sono tornata in via Maqueda, anche se dopo la pandemia c’è stato un calo; le persone temevano ad avvicinarsi ed è stato il motivo per cui non sono andata per un lungo periodo. Adesso si ricomincia e spero sempre nel turismo”.

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