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giovedì, 6 Ottobre 2022
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Maria Luisa, la passione per la musica e il servizio agli ultimi

Nata a Villabate, è direttrice d'orchestra a Bordeaux, dove si è impegnata per i senza dimora. Ha messo la musica al servizio dei più poveri

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PALERMO. Dal palco dell’orchestra alla strada. Tra i bisognosi e i diritti mancati delle donne. Lei è una delle persone più interessanti ed eclettiche del panorama musicale internazionale: Maria Luisa Macellaro La Franca, direttrice d’orchestra, nata a Palermo, vissuta nei primi anni di vita nella vicinissima cittadina di Villabate. Da anni lavora e vive a Bordeaux, in Francia.

Chi è Maria Luisa Macellaro La Franca?

Acclamata dalla critica internazionale, è pianista, direttrice d’orchestra, compositrice e scrittrice. Diplomata al Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo e alla Zürcher Hochschule der Künste (prestigiosa Università delle Arti di Zurigo) con lode. Per le sue battaglie umanitarie Maria Luisa ha ricevuto il Solunto Award 2016, il Premio Donna di Fiori 2019 e il Premio Bianca di Navarra 2020. Ha debuttato prima come pianista, esibendosi nei più importanti teatri italiani e poi come direttrice d’orchestra a soli 13 anni, dirigendo le sinfonie di Mozart con l’orchestra del Conservatorio Bellini.

Vincitrice di innumerevoli premi in concorsi pianistici nazionali ed Internazionali (Osimo Coppa Pianisti d’Italia 1996, IBLA Grand Prize 2000, Elsy Mayer Stiftung 2003).

Tra i maggiori teatri dove si è esibita: il Teatro Politeama di Palermo, l’Opera di Bordeaux, l’Istituto di Cultura Italiano di Rio de Janeiro e la Sala presidenziale di Ankara (in Turchia).

È attualmente direttrice principale dell’orchestra da Camera di Bordeaux “Les viruoses de Bordeaux chamber Orchestra” e dell’orchestra Sinfonica Unisson Acme di Talence. Maria Luisa ha diretto anche l’Orchestra della Biennale di Venezia 2022.

L’impegno a favore dei bisognosi…

Sin dall’inizio della mia carriera – racconta Maria Luisa – ho organizzato concerti a favore di Ong impegnate nell’accoglienza dei rifugiati di guerra e nella costruzione di scuole in Africa”.

Nel 2019 – incalza – mi sono anche proposta come volontaria ad Open (anche se non hanno avuto bisogno di me). Durante i 2 anni di pandemia da Covid-19, l’assenza dei concerti mi ha permesso di impegnarmi maggiormente a favore dei senzatetto di Bordeaux. Sono stata insieme alle troupe della tv nazionale sotto i ponti di Bordeaux-Lac. L’obiettivo? Sensibilizzare più gente possibile”.

Nel 2020 – ricorda – ho vinto il Premio Bianca di Navarra per il mio lavoro a favore dei più bisognosi, anche se io credo di aver fatto solamente il minimo indispensabile, quanto basta per guardarmi ogni giorno allo specchio”.

Le ultime iniziative benefiche…

Essendo stata molto toccata delle immagini riguardanti la guerra in Ucraina – continua Maria Luisa – ho deciso, insieme a Giuseppe Di Franco (presidente di “Maison France-Italie”, l’istituzione culturale Italo francese con sedi a Palermo e a Bordeaux, ndr) di organizzare proprio a Bordeaux un concerto e una premiazione. L’evento si è svolto lo scorso 19 giugno e il ricavato é stato interamente devoluto a Ukraine Amitié, una Ong che si occupa delle vittime della guerra in Ucraina”.

La valorizzazione della figura femminile…

Ad oggi, studiando la storia della musica in Europa – sottolinea Maria Luisa – si nota un’assenza clamorosa: quella delle donne. Eppure, sono più di mille le donne compositrici nella storia della musica, ma nei libri non vi è traccia di loro. Sono state volontariamente cancellate. Da direttrice d’orchestra, pianista e compositrice voglio lanciare un grido d’allarme e cercare di dare il mio contributo personale”.

In primis – spiega Maria Luisa – imponendo ai teatri di diversificare le programmazioni. Ad esempio, io dirigo e suono spesso opere composte da donne e mi sto battendo affinché lo Stato inserisca repertori e le figure femminili nei programmi di studio”.

La difesa della musica e della cultura…

Prima da donna e poi da artista – sottolinea Maria Luisa – questa è la più importante delle mie sfide personali. Proprio per questo motivo, insieme ad altre due artiste, ho guidato diverse proteste, dando vita al movimento Tous essentiels”.

Parlami di Tous essentiels….

Tous essentiels – spiega in conclusione Maria Luisa – è stato un movimento nato in Francia e formato da migliaia di artisti di svariate discipline. Il movimento si è riunito costantemente una volta al mese per due anni, protestando contro la chiusura, durante la pandemia, di teatri e scuole. Sono stati mesi durissimi. Non lavorando, anche la nostra situazione economica è peggiorata. Qualcuno ci considerava ” Non essentiels” (ovvero ‘non essenziali’) ma noi abbiamo dimostrato che siamo Tous essentiels (tutti essenziali). La vita senza cultura e senza arte non ha nessun senso, noi artisti siamo essenziali come tutti gli altri”.

Gabriele Giovanni Vernengo

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