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lunedì, 26 Settembre 2022
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Roza, la ragazza che costruisce ponti tra l’Armenia e Palermo

Si è trasferita a Palermo per studiare all'università. Nel cuore conserva l'amore per la sua nazione di origine: "Io e gli altri armeni in Italia potremmo avvicinare queste due realtà"

Stefano Edward Puvanendrarajah
Stefano Edward Puvanendrarajah
Laureato in comunicazione pubblica d'impresa e pubblicità presso l'Università di Palermo, è attivista dei diritti umani con esperienze pregresse di rappresentanza politica e sociale della comunità tamil palermitana

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PALERMO. Un ponte “simbolico” tra l’Armenia e la Sicilia costituito dalle fondamenta formative, lavorative e sociali di una ragazza che attraverso i suoi studi e il lavoro a Palermo ha voluto imbattersi su questa grande sfida: unire le due realtà. È questa la storia di Roza Safaryan che verrà fuori attraverso il suo racconto tanto emotivo quanto sincero sulle tematiche a lei care.

La prospettiva di studi internazionale e l’approdo di Roza in Sicilia

Roza Safaryan è originaria di Yeghegnavan, località della provincia di Ararat, in Armenia. Qui ha vissuto i suoi primi 12 anni di studi per poi spostarsi nella capitale, Yerevan, proseguendo gli studi accademici: “Dopo aver concluso i 12 anni del percorso scolastico a Yeghegnavan, mio villagio natìo, ho proseguito gli studi spostandomi verso la capitale, Yerevan, dove ho frequentato la Russian-Armenian (Slavonic) University – riferisce -, è qui che ho iniziato a studiare le lingue straniere e la comunicazione culturale con la consapevolezza che la comunicazione multiculturale rappresenta un punto di forza da utilizzare nel contesto del networking tra le diverse realtà nel mondo”.

Dopo questo primo passo, Roza Safaryan ha sperimentato gli aspetti positivi derivanti dallo scambio Erasmus per approfondire ulteriormente i suoi studi, trasferendosi in Bulgaria all’università di Ruse: “Andare in Erasmus è stata per me una grandissima opportunità personale che mi ha permesso di costruire in me una forte consapevolezza di cercare ulteriori stimoli formativo-lavorativi nel contesto europeo”.

L’apporto delle reti amicali nella scelta finale di provare l’esperienza siciliana in termini professionali ed accademici è stata cruciale: “I miei amici siciliani mi avevano fortemente consigliato l’Università di Palermo e in particolare i corsi offerti in lingua inglese – racconta Roza -. Mi sono interessata nello specifico ai corsi attinenti i curricula di International Relations e International Trade perché mi avrebbero dato le chiavi professionali utili per poter implementare le mie ambizioni future. Dopo una attenta analisi delle materie disponibili nel piano di studi ho detto ok, ci provo”.

La riscoperta delle proprie radici e lo studio della geopolitica: l’attivismo dei diritti umani

Roza Safaryan

Una materia particolare, la geopolitica, ha creato in Roza Safaryan la riscoperta delle proprie radici dal punto di vista politico e l’analisi di ciò che accadeva attorno al globo: “Quando arrivai qui partecipai per la prima volta alla lezione di geopolitica della professoressa Monteleone – ricorda Roza –. Mi chiese di dove fossi e io risposi che provenivo dall’Armenia, lei replicò dimostrando l’interesse in qualità di docente che insegna geopolitica nei confronti del mio Paese. Posso dire che grazie a questi approfodimenti universitari, oltre agli aspetti del commercio e del business globale, ho compreso in pieno contesti politici similari a quello armeno, come quello del Kashmir, grazie agli insegnamenti preziosi della professoressa”.

Non è stato facile per Roza Safaryan trovarsi in un contesto in cui le notizie riguardanti il proprio popolo non sono arrivate in modo chiaro e trasparente: “Io credo che qui sia più facile parlare dei diritti umani sebbene mi sono accorta che la gente non è a conoscenza della situazione armena – afferma –. Un esempio è quello in cui i miei colleghi universitari mi posero la domanda in merito al genocidio armeno e dei conflitti recenti. Purtroppo in Italia non circolano abbastanza notizie sulla situazione armena. Tutto ciò crea in me un sentimento di forte disagio e di tristezza perché il genocidio costò la vita a circa mezzo milione di persone innocenti e di recente durante gli ultimi conflitti vi sono state altre vittime – aggiunge Safaryan –. Nessuno sapeva abbastanza di queste tematiche e mi sono sentita davvero molto piccola dinanzi all’entità macro delle problematiche che affliggevano il mio popolo.

La sensibilità delle istituzioni palermitane al fianco del popolo armeno

Rosa Safaryan apprezza la sensibilità delle istituzioni palermitane dinanzi alla forte situazione di escalation (la guerra dal 2020 tra Azerbaijan e Armenia) che aveva portato gravi postumi in termini di tutela dei diritti umani nella sua regione di origine: “Il 5 ottobre del 2020 avevo provveduto a scrivere una lettera al sindaco di Palermo in merito al contesto che si era costituito nel Nagorno Karabakh, un contesto di palesi violazioni dei diritti umani – riferisce Roza –. Mi aveva risposto esprimendo la sua solidarietà e quella della intera città di Palermo. Abbiamo poi fatto una manifestazione a piazza Politeama con la nostra comunità di siciliani armeni”.

Roza un “ponte” tra l’Italia e l’Armenia

Il suo riconoscersi come “ponte” tra le due realtà nazionali ha fatto sì che in vista dei progetti futuri ci sia una delineazione schematica ben precisa: “Io credo che qui potrò trovare più opportunità per il mio futuro, lavorando qui e guardando al business e allo sviluppo dell’Armenia – dice –. Credo inoltre che vi possano essere più investimenti in Armenia da parte degli imprenditori italiani. Io e gli altri armeni in Italia potremmo diventare il ponte tra queste due realtà e ciò potrebbe essere una grande opportunità”.

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