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25 Giugno 2024
Un'aula senza confiniAl liceo Vittorio Emanuele II di Palermo il museo della scienza è...

Al liceo Vittorio Emanuele II di Palermo il museo della scienza è nel metaverso

Per visitarlo basta digitare sul pc www.spatial.io, la immersive social platform che consente agli utenti di creare e partecipare a esperienze immersive

Consuelo Maria Valenza
Consuelo Maria Valenza
Insegnante, laureata in Filosofia e Scienze della formazione Primaria all'Università degli Studi di Palermo. Ha lavorato per dodici anni presso l'ufficio stampa della Conferenza Episcopale Siciliana. Collabora con diverse riviste e giornali. Cura la comunicazione e la pubblicità di attività commerciali e non. Scrive di sociale per "Il Mediterraneo 24".
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PALERMO. A Palermo apre il museo della scienza con le Galilei’s e Newton’s Rooms. Ad averlo allestito gli studenti della III e IV E del Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Palermo con l’aiuto della loro insegnante di fisica e di matematica, Ivana Carbone. Aperto 24 ore su 24, è possibile muoversi tra le stanze, quando si vuole, e conoscere le scoperte dei due fisici, astronomi e matematici. Il percorso museale è stato curato nei minimi particolari: sarà sufficiente seguire le indicazioni e soffermarsi ad ascoltare le audio guide, a guardare i video, a leggere i pannelli descrittivi. Lo spazio è ampio e corredato con oggetti accuratamente scelti.

L’ingresso è assolutamente gratuito. Per raggiungerlo, non sarà necessario prendere l’auto o avventurarsi per le strade aspettando bus o simili; non servirà cercare su mappa l’itinerario più conveniente. Invece, basterà sulla barra di ricerca del computer digitare www.spatial.io, la immersive social platform che consente agli utenti di creare e partecipare a esperienze immersive. Da qui, poi, magari con un avatar, si potrà raggiungere la Galileis-Room-III-E e la Newtons-Room-IV-E; qui sarà molto probabile incontrare Federica Noto o Gaia Battiata o Ilenia Virga, operatrici museali di ultima generazione.

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Federica, Gaia o Ilenia, con loro gli altri della sezione E del liceo palermitano, non sono nuove a queste sperimentazioni: tra le aule del Vittorio c’è una porta che si apre su un laboratorio corredato da visori e da stampanti 3D, da piattaforme metaverse immersive e software futuristici. “Nessuno era sicuro di come e cosa fare – così Federica -. Siamo andate di volta in volta nell’aula informatica, abbiamo scelto gli oggetti in 3 d per arredare lo spazio virtuale, abbiamo elaborato schede, video e mappe. Ognuno di noi – dice riferendosi ai suoi compagni – ha fatto qualcosa, ha collaborato, ha imparato”.

A fare eco anche Ilenia, che vuole diventare medico, così come Gaia. Entrambe, ritengono che le ultime conquiste – dall’intelligenza artificiale al metaverso –  faranno la rivoluzione in vari ambiti: “sarà una svolta soprattutto nella medicina. La precisione che questi strumenti garantiscono sarà un valore da aggiungere alla creatività umana. Però – aggiungono – sarà importantissimo insegnare o imparare ad usarli. Noi utilizziamo da tempo Ipad per studiare o quaderni digitali,  Intelligenza artificiale o metaverse piattaforme. Non abbiamo tempo per i social se non nel fine settimana. I selfie? Non sono più di moda!”.

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“Quella che stiamo vivendo – così la docente – è una vera e propria rivoluzione come è stata quella industriale. Sarà necessario conoscere i nuovi strumenti, senza demonizzarli, al fine di saperli usare in modo critico, creativo, consapevole. Sono strumenti come tali a disposizione dell’uomo, non viceversa”

Tra gli studenti della professoressa Carbone, a rendere conto di una didattica innovativa e inclusiva, efficace e dinamica, Sara Palmeri, la prima ad essersi iscritta al corso di laurea dell’Università degli studi di Palermo in Intelligenza artificiale. “Ho sempre desiderato – dice – nella mia vita studiare le materie scientifiche non solo come qualcosa che fa parte di un mondo a sé, astratto, bensì come qualcosa che si relaziona strettamente col mondo umano, per cui già da prima di scoprire l’attivazione di questo corso di laurea stavo rivolgendo la mia attenzione verso corsi affini, in particolare durante gli ultimi due anni del mio percorso liceale, che sono anche quelli in cui generalmente si inizia a considerare con più consapevolezza cosa farsene del proprio futuro. Poi per le esperienze didattiche fatte a scuola e con la scoperta di questo corso ho capito che si tratta proprio di quel punto d’incontro che cerco tra la scienza e l’essere umano”.

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Le Galilei’s e Newton’s Rooms non saranno le ultime che saranno allestite da questi alunni del futuro: già si preparano, mentre continuano a rifarsi il pensiero sui dizionari di latino e di greco, ad arredarne e corredarne di nuovi. Nuovi percorsi che mentre dicono delle rivoluzioni del passato fanno la rivoluzione del presente.

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