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martedì, 16 Aprile 2024
HomeUn'aula senza confiniAll'istituto Lombardo Radice si preparano i "Classici in strada" con il "Cuntu di li Cunti"

All’istituto Lombardo Radice si preparano i “Classici in strada” con il “Cuntu di li Cunti”

Studenti in dialogo con il giornalista e scrittore Daniele Billitteri. Hanno ascoltato il cuto dello Zu Pe' e hanno raccontato la loro passione per le parole e i libri che hanno scritto

Consuelo Maria Valenza
Consuelo Maria Valenza
Insegnante, laureata in Filosofia e Scienze della formazione Primaria all'Università degli Studi di Palermo. Ha lavorato per dodici anni presso l'ufficio stampa della Conferenza Episcopale Siciliana. Collabora con diverse riviste e giornali. Cura la comunicazione e la pubblicità di attività commerciali e non. Scrive di sociale per "Il Mediterraneo 24".
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PALERMO. Nelle classi è già fermento in vista della manifestazione “Classici in Strada” che, giunta alla sua decima edizione, ogni anno coinvolge scuole di ogni ordine e grado del capoluogo siciliano. A volere dare un’occhiata, nei giorni scorsi già nelle aule dell’istituto comprensivo Lombardo Radice erano almeno sessanta le alunne e gli alunni che, accompagnati dalle insegnanti, hanno dialogato con Daniele Billitteri per riflettere sul Cuntu di li Cunti, a tema per la prossima manifestazione.

“Sono arrivati – così ne fa racconto Billitteri – in fila per tre col resto di due come gattini educati e hanno preso posto nelle sedioline di fronte a me che sembravo davanti a un plotone di esecuzione. Ma questa ansia è durata il tempo di un batter di ciglia perché poi ha avuto inizio una delle mattinate più sorprendenti e memorabili della mia esperienza di scrittore”.

Così Greta, così Vicio, così Giuseppe ma anche Chiara e Francesco ed Elvis e poi tutti quelli che in grembiule blu e colletto bianco animano ogni mattina le aule della III A e della IV A e IV B hanno ascoltato il cunto, a firma del fondatore di Meteobilli, dello Zu Pe’, “arcigno e solitario vedovo specialista nel taglio dei palloni”.

Di cunto in cunto anche loro, poco più su o poco più giù di un metro, hanno detto della passione per le parole, per i libri, che siano da leggere o che siano da scrivere. “A ciascuno di loro – ancora Daniele – ho chiesto quale libro avessero scritto e le risposte che mi hanno lanciato erano ai confini di un universo di tenerezza. C’erano, ovviamente, i titoli che ti aspetti  tipo “Io e la Mamma”, oppure “Karim e Karid, storia di due fratelli”. Ma una scricciolina tutta trecce ha tenuto a precisare: “Io ho scritto un libro di 81 pagine. Tutto a mano, eh?”

E ancora – volendo dare seguito  alla cronaca che della giornata ne fa Daniele – uno dopo l’altro hanno preso parola. “Un’altra ha detto di aver scritto “Indagine su Babbo Natale”. Che indagine? Ma certo: quella che mira a stabilire se il Babbo esiste veramente o no. Un’altra ha scritto “La villa dei Misteri” dove un gruppo di ragazzini entra in una casa popolata di mostri. Un libro “di paura”, ha detto. Più conviviale un altro che ha scritto “La Pizza D’Oro”. Uno mi ha detto: “Ho scritto un libro su Batman”. Io: “Ah, bravo…” pronto a passare al prossimo. Ma lui ha aggiunto: “Si chiama Batman Lavoratore”. Ora un supereroe iscritto alla Cgil è imperdibile e mi è venuta una gran voglia di conoscere questo idraulico palermitano che di notte si mette la tutina e assicuta i malacarne”.

E’ andato così il primo di altri venerdì di lettura. “Questo appuntamento –  così la coordinatrice del percorso laboratoriale, l’insegnate Anna Sorci –  lo avevo messo in calendario per il progetto “Classici in strada” e, in quel momento era soltanto un  atto di routine professionale. Non pensavo che, anche stavolta avrei sperimentato come la forza delle parole costruisce ponti, elimina barriere, entra e si fa spazio nel luogo più intimo del nostro essere. Le parole delle narrazioni di Daniele sono arrivate dritte alle orecchie delle piccole e dei piccoli ascoltatori e hanno aperto scenari immensi di creatività, di passione e di coinvolgimento fruttuoso”.

Ad intervenire prossimamente anche Paolo Siena, libraio, Francesco Paolo Camillo, dirigente dell’Istituto, e poi alcuni genitori. Dialogheranno ancora con i bambini e in questo caleidoscopico scambio di parole si spalancheranno porte che solo la fantasia tutta bambina riesce ad aprire.

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