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venerdì, 16 Gennaio 2026
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A Palermo, i 10 anni di AFAP: “Quel diritto dei minori e l’affido visto come un dono”

Nel 2020 sono ancora tanti i bambini ospiti delle case-famiglia attive in tutta Italia e il 55% ha un'età troppo alta per entrare a far parte di una famiglia. La storia di Kevin, bimbo affidato, oggi maggiorenne, e quella di Monica, mamma affidataria di una dodicenne

Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in "Comunicazione per le Culture e le Arti" all'Università di Palermo, con un master in "Editoria e Produzione musicale" all'Università IULM di Milano. Si occupa di sociale, cultura, spettacoli, turismo, scuola, per diverse testate online e da addetta stampa. Scrive per "Il Mediterraneo 24" ed è socia dell'impresa sociale-editrice del giornale. Ha realizzato dei reportage-inchiesta sul fenomeno della dispersione scolastica nel quartiere Sperone di Palermo per la testata "OrizzonteScuola", il giornale dedicato alla scuola più seguito in Italia. Si occupa di violenza sulle donne come addetta stampa per il Centro Antiviolenza "Lia Pipitone" di Palermo. Ha lavorato come giornalista e addetta all'accoglienza per la Fondazione "Le Vie dei Tesori", il più grande circuito di promozione del patrimonio culturale della Sicilia, nell'ambito di varie edizioni del festival che ogni anno si svolge a Palermo, Sambuca di Sicilia e Sciacca. Nel quartiere Sperone di Palermo, periferia a forte marginalità sociale, a sud-est di Palermo, ha curato l'ufficio stampa della grande iniziativa territoriale e di comunità "Il Carro risorto delle Rosalie ribelli. Il Festino dello Sperone", con la partecipazione attiva di cittadini, scuola e associazioni. Altre importanti collaborazioni l'hanno vista impegnata come addetta stampa per l'ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, nella campagna elettorale delle Elezioni Europee 2024; per l'Ufficio speciale del "Garante regionale per i diritti dei detenuti e il loro reinserimento sociale" guidato dal dott. Santi Consolo; per il Centro Antiviolenza "Lia Pipitone" a Palermo gestito dall'associazione Millecolori APS ETS. Ultime iniziative recenti: l'ufficio stampa del XX° Premio Letterario Internazionale "G. Tomasi di Lampedusa" di Santa Margherita di Belìce; e lo show internazionale "Be like the wind - Essere come il vento" del Teatro del Fuoco a Palermo, realizzato dall'associazione Elementi di Amelia Bucalo Triglia.
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PALERMO. Quest’anno ricorrono i 40 anni dalla legge 184 del 4 maggio 1983 che regola l’affido familiare. Secondo gli ultimi dati relativi al 2020, in Italia sono 23.122 i minori ospiti delle case-famiglia attive nel territorio nazionale. Al primo posto c’è Milano, al secondo Palermo per numero di strutture ospitanti. Il 55% dei ragazzi ha un’età tra i 14 e i 17 anni: troppo alta per accoglierli in una famiglia che se ne prenda cura.

“I minori nelle case-famiglia devono soggiornarvi il meno possibile in modo che quel senso di abbandono non risieda più di quanto sia già presente”, spiegano i responsabili di Afap, Associazione Famiglie Affidatarie Palermo, che quest’anno festeggia i suoi 10 anni invitando le famiglie siciliane e non solo, le coppie e i single, a vivere l’affido come un dono. Perché l’affido è possibile per tutti. “Dieci anni di incontri e relazioni, dieci di anni di emozioni vissute con il cuore, per i nostri ragazzi, per la loro accoglienza e per il loro futuro”.

L’affido si riassume con abbandono, accoglienza e futuro. “Un aiuto che vale una vita”, recita lo slogan dell’associazione. E lo sa bene Kevin, figlio di Pippo e Jenny. Diventato maggiorenne. Un ragazzo dai talenti straordinari che ha avuto possibilità, grazie ai genitori, di studiare, avere degli amici e una famiglia che gli vuole bene.

La storia di Kevin, accolto da una famiglia, e la porta aperta di Monica

“Avevo 5 anni quando ho avuto la fortuna di uscire dalla casa-famiglia dov’ero ospite insieme al mio fratellino – racconta Kevin –. La violenza era l’unico linguaggio che conoscevo. O vivevo per me stesso o per difendere mio fratello dalle aggressioni verbali degli operatori. Oggi non sarei quello che sono se non avessi avuto dei genitori come Pippo e Jenny. Il momento più bello? Essere abbracciato nonostante mi conoscessero da poco. Sono passato dall’inferno al paradiso”.

Cos’è la felicità? Una casa con dentro le persone che ami. Non è facile per i bambini. Non è facile per i genitori, per le coppie e per i single che prendono in affido un bambino o una bambina. “Accogliamo dei ragazzi come Kevin che hanno bisogno di tanto amore, che non conoscono l’amore quindi non è facile”, spiega Monica, mamma affidataria di una giovane adolescente, di cui racconta il vissuto.

“Quando ti ho conosciuta avevi 12 anni e non volevi nessun tipo di rapporto con me, nessuna conoscenza, nessun’amicizia, niente di niente – dice Monica, parlando dal palco e riferendosi alla ragazza che ha accolto in casa -. Parlavo tanto per farmi conoscere, parlavo per riempire i tuoi silenzi. Non capivo perché fossi così silenziosa. Pensavo di aver fatto qualcosa di sbagliato o di non piacerti. Poi ho trovato le risposte. Era paura. Paura di non essere accettata o di una sconosciuta che diceva di volersi prendere cura di te. Io per te ero una perfetta sconosciuta. Mi aspettavo interesse, curiosità. Avevo le tue stesse paure, in fondo. Avevi 8 anni di comunità sulle spalle ed eri già delusa abbastanza dalla vita. Come potevi fidarti di me?”.

E continua: “Qualcuno ti aveva insegnato quell’amore che avevi nell’anima, quello che fa sorridere e sentire al sicuro? Credo fosse questo il motivo per cui i ragazzi che vivono in comunità avessero paura ad incontrare gli affidatari, conoscerli, affezionarsi e poi essere traditi ancora una volta. Da questa consapevolezza è nato il mio miracolo. Sei tu il mio miracolo, la mia bambina. Hai tirato fuori tutto l’amore che era in te. Gran parte di questo lo hai riservato a me, con consapevolezza e gratitudine. L’amore che ci unisce ci accompagnerà per sempre. Qualsiasi cosa ci riserverà il futuro.

Un libro raccoglie le testimonianze

Tanti bambini possono avere la stessa opportunità di Kevin e della figlia di Monica. Un libro, una raccolta di testimonianze a cura di Afap, raccoglie le delusioni e gli stati d’animo, l’amore, la gioia e la vita consegnata a questi bambini attraverso le attenzioni, la cura e il gioco. L’istruzione, il cibo e i vestiti. I diritti di questi bambini. Le testimonianze delle mamme biologiche, il vissuto dei bambini divenuti adolescenti, il punto di vista delle insegnanti e quello delle Istituzioni coinvolte nei progetti di affido. L’esperienza dei protagonisti dell’affido. Il coinvolgimento emotivo di chi ha vissuto e vive l’affido come un dono.

Le foto sono di Kevin Sciabica

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