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lunedì, 26 Gennaio 2026
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Il volontariato come “infrastruttura” che unisce il Paese e una fondazione di comunità: l’eredità di Palermo Capitale

Il racconto dalla cerimonia finale dell'iniziativa e quello che resta di questo anno di impegno in città

Francesco Palazzo
Francesco Palazzo
Palermitano, laureato in filosofia, giornalista. Nel blog https://www.leggendoerileggendo.com/ i suoi articoli (Repubblica, Centonove, LiveSicilia, PalermoToday, Porta di Servizio, il Mediterraneo 24, Rosalio Il Blog di Palermo, Città Nuove Corleone, Maredolce). Per Di Girolamo Editore ha scritto, "Beato fra i mafiosi", su Don Pino Puglisi, e diretto la Collana "Mafia, antimafia e dintorni". Ha fondato e diretto la Scuola di Formazione etico-politica "Giovanni Falcone". Spera di finire il romanzo che sta scrivendo da dieci anni. "Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia da raccontare e qualcuno a cui raccontarla” (A. Baricco). francipalazzo@gmail.com
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Questa giornata finale e conclusiva dell’anno Palermo Capitale del Volontariato, con oltre duecento realtà coinvolte, che si celebra al Teatro Massimo, per chi scrive ha lo scenario della Sala ONU. Ambiente circolare di 200 metri quadri, con 14 porte e 14 colonne in legno di ciliegio che sorreggono un loggiato circolare. La Sala, come molti ricorderanno, deve il suo nome alla Conferenza Mondiale dell’ONU sulla criminalità organizzata transnazionale che si è tenuta nel 2000. E non c’è alcun dubbio che il Volontariato, più precisamente il cosiddetto Terzo Settore, costituisce, diffuso com’è sul territorio, un primo e più granitico baluardo contro la criminalità organizzata.

Massimo di sicurezza a Piazza Verdi, zona oggi più che rossa. Accolto da un “Benvenuto Presidente!” Sergio Mattarella si presenta puntualissimo in Sala Grande. Subito parte un delicato inno nazionale cantato dal coro delle voci bianche del Teatro Massimo. Il Teatro è gremito, in sala e nei palchi. Si festeggia anche il passaggio di testimone alla città capitale del volontariato 2026, che sarà Modena, le prime tre sono state Bergamo, Cosenza e Trento. Il 2026 è stato proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite come “anno internazionale dei volontari per lo sviluppo sostenibile”. Viene sottolineato, da parte della Presidente del Cevsop, Giuditta Petrillo, che “Il volontariato che non ti aspetti, il tuo”, non è stato solo uno slogan. Ma un invito a un movimento di popolo. Una fondazione di comunità è quello che, in tal senso, rimarrà per fare rete, per non fermarsi, per ampliare gli impegni e andare lontano. Un altro slogan non slogan che viene ricordato è quello che “Ogni contributo conta”. Che è poi l’invito all’impegno senza mormorazioni o lamentazioni e richiamato ieri dall’arcivescovo Lorefice ieri 5 dicembre nell’omelia in occasione del decimo anniversario del suo ingresso a Palermo.

Il presidente Mattarella riceve la targa WeCare Palermo dalle due volontarie (FOTO ROSARIO SCIORTINO/REGIONE SICILIA)

Interessante anche la definizione del Volontariato, sottolineata durante gli interventi, come una grande infrastruttura del Paese Italia che genera legami tra i territori e nei territori. In un video parlano alcuni dei volontari. “Tutte le azioni che faccio hanno un senso politico”, afferma uno dei volontari. “Io non me ne voglio andare da Palermo”, chiosa un altro. “Io lo faccio per me, perché sto bene a fare volontariato”, quasi grida un altro intervistato. “Si dona uno e si riceve mille” scolpisce una volontaria nella nostra memoria. Chiara Runfolo, Alfiere della Repubblica, e Matilda Guagliardito intervengono in diretta. “Cambio me stessa e non soltanto il mio quartiere”, dice la prima. “Ho riempito le pagine bianche della mia vita con il volontariato, che ti insegna ad osservare per cambiare e non semplicemente a guardare”, testimomia la seconda.

Il passaggio delle consegne da Palermo a Modena (FOTO ROSARIO SCIORTINO/REGIONE SICILIA)

Viene poi citata la testimonianza e la vita di Biagio Conte, icona del volontariato palermitano. Poi l’abbraccio tra i due sindaci al momento del passaggio del testimone da Palermo a Modena. Il suo sindaco ricorda i più di 1.700 volontari tra città e provincia e che il passaggio tra una città del sud e una del nord, sta a significare che il volontariato è un tracciato di coesione che copre tutto il paese, la sua spina dorsale. Il presidente della Repubblica, nel Teatro lirico della sua città, ricorda i 5 milioni di persone che in Italia aiutano gli altri costruendo rapporti e rendendo vivi i diritti di tutti. E ricorda l’alluvione di Firenze del 1966 e il terremoto del Belice del 1968 come momenti storici di espressione del volontariato. Ma non è un pronto soccorso il volontariato, ma l’attuatore quotidiano dei principi costituzionali. Peraltro il volontariato crea economia sana, continua Mattarella. Mentre il disinteresse verso gli altri, afferma, crea diseconomie. Vogliamo essere giudicati, conclude il Capo dello Stato con una citazione, per quelli che hanno fatto, magari sbagliando qualche volta, e non per quelli che hanno guardato o criticato senza fare nulla.

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