di Daniele Viola
PALERMO
L’intelligenza artificiale tra i ragazzi della Kalsa. L’educazione digitale come strumento di inclusione sociale. Il progetto “A scuola con l’IA – Kids Leadership Academy” “atterra” nella periferia sociale di Palermo. I bambini del quartiere che frequentano i percorsi di Addiopizzo, una trentina, saranno coinvolti in un laboratorio per scoprire le nuove tecnologie.
L’incontro “Web, social e intelligenza artificiale: opportunità e rischi nei contesti di povertà educativa”, svoltosi presso la sede del Comitato, ha segnato una tappa fondamentale del progetto. Al centro dell’incontro la necessità di alfabetizzazione digitale. L’iniziativa, promossa da Euroconsumers e Google in partnership con Codemotion e Addiopizzo, parte da un presupposto chiaro: i ragazzi non devono essere utenti passivi, ma cittadini critici. L’obiettivo è trasformare quello che spesso è un “tempo perso” sui social in un “tempo attivo” di creazione e comprensione.
Il dibattito, tra AI e povertà educativa
Durante l’incontro, la preside dell’I.C. “Rita Borsellino”, Lucia Sorce, ha offerto una prospettiva sulla capacità di risposta dei giovani quando vengono stimolati correttamente: “Se mettiamo i ragazzi dentro processi di questo tipo, loro non si sottraggono. Non è vero che vogliono soltanto i social: probabilmente siamo noi adulti o educatori che non proponiamo loro abbastanza cose interessanti. Quando attiviamo la loro intelligenza e diamo fiducia, loro ci sono“.
Il cuore del dibattito ha toccato anche i rischi insiti in una tecnologia così pervasiva. Se da un lato l’IA può, come suggerito dalla Preside, “sopperire a una mancanza di tipo educativo” allenando il pensiero critico, dall’altro rimane il timore di un isolamento crescente. Mettere i giovani al centro della “scena digitale”, significa garantire che l’innovazione non sostituisca la relazione, ma la potenzi. Il sostituto procuratore del Tribunale dei minori di Palermo, Massimo Russo, ha raccontato quanto i giovani si facciano influenzare dall’intelligenza artificiale, e quanto l’intelligenza artificiale abbia sostituito l’autorità educativa della famiglia, dei genitori nella crescita dei propri figli: nella testimonianza del magistrato, anche il racconto significativo di una ragazza palermitana che grazie ai consigli dell’IA è riuscita a contattare il telefono azzurro. Per Addiopizzo il cuore pulsante di questa iniziativa risiede in due concetti inscindibili: il protagonismo e la libertà. Offrire ai ragazzi la possibilità di essere attori principali e non semplici spettatori dell’innovazione è l’esperienza chiave, il motore fondamentale per una crescita reale. Tuttavia, questo protagonismo è possibile solo se affiancato da un percorso di libertà che non sia astratto, ma radicato nella conoscenza. La vera libertà, infatti, germoglia soltanto a partire dalla consapevolezza della realtà: solo chi comprende i meccanismi del mondo digitale può scegliere di non subirli, trasformando la tecnologia da potenziale gabbia a strumento di emancipazione.
Come si svolge il progetto
Il progetto, presentato all’interno di un bene confiscato dal forte valore simbolico, si pone l’obiettivo di realizzare attività di gruppo e gioco, mostrando il funzionamento dell’AI e spiegando come utilizzarla nel miglior modo possibile. Inoltre, è prevista la realizzazione di una piattaforma online che permetterà di accedere a nuovi contenuti e risorse per l’apprendimento continuo, fornendo una cassetta degli attrezzi aggiornata per docenti e studenti. Il gruppo di bambini e bambine è quello che è già impegnato nel corso dell’anno con Addiopizzo nell’ambito di attività di inclusione sociale (supporto scolastico in sede, attività sportiva e tanto altro). Si tratta quindi di un’utenza che proviene in particolare dal quartiere Kalsa e che è impegnata con Addiopizzo in percorsi educativi, di supporto scolastico finalizzati all’autonomia scolastica. Tutto questo avviene in stretto raccordo con l’istituto comprensivo Rita Borsellino che con i suoi plessi insiste tra piazza Magione, via Amari e via Ingrassia. Combattere la marginalità oggi significa dare ai ragazzi della Kalsa e di tutto il centro storico gli stessi strumenti di chi vive nelle zone più connesse del mondo. Colmando il divario digitale si cercherà di garantire che l’intelligenza artificiale sia un’opportunità di crescita per i più piccoli.







