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sabato, 3 Gennaio 2026
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All’Olivella i residenti ripuliscono la strada e chiedono spazi per la comunità

Con guanti e spazzoloni, abitanti e volontari della Palestra Popolare Palermo hanno trasformato via San Basilio in un luogo di incontro e denuncia. Contestato il progetto della “Casa delle Culture”: "Vogliamo doposcuola, palestra e laboratori per chi vive il quartiere tutto l’anno"

PALERMO. Con una giornata di pulizia del quartiere e un pranzo di comunità, i residenti e i volontari della Palestra Popolare Palermo denunciano i lati negativi dell’impatto turistico sul centro storico e chiedono un vero coinvolgimento sul futuro dell’ex Convento San Basilio, inserito in un percorso di rigenerazione urbana in chiave turistica.

Spazzoloni, guanti, scope e una tavola imbandita in mezzo alla strada per riaffermare un principio semplice: nonostante privatizzazioni e rincari, il quartiere è di chi lo vive ogni giorno. Nella mattinata di sabato 13 settembre, gli abitanti di via San Basilio hanno dato vita a un’iniziativa di forte valore simbolico e politico. Hanno ripulito collettivamente la loro strada e hanno pranzato insieme, occupando uno spazio che sentono sempre più sottratto alla vita comunitaria e dedicato esclusivamente al consumo turistico e a progetti vuoti.

L’iniziativa è nata per lanciare un messaggio forte e chiaro contro un modello di città che privilegia i visitatori a discapito dei residenti, negando spazi di socialità e trasformando i quartieri popolari in vetrine inaccessibili. “Non stiamo solo pulendo una strada“, spiega Verdiana Mineo, istruttrice della Palestra Popolare Palermo con sede nell’ex convento di San Basilio. “Stiamo dicendo che questi luoghi ci appartengono. Il Comune piuttosto che interrogarsi sui processi di partecipazione con il territorio ha deciso di intervenire su questo spazio senza però confrontarsi con gli abitanti del quartiere e con noi, che siamo presenti dal 2011 in questo territorio e che forniamo delle alternative all’abbandono in cui si trovava questo spazio. E lo facciamo in modo autonomo e organizzato dal basso”.

Al centro della protesta vi è, infatti, la questione dell’ex convento di San Basilio. Gli abitanti contestano il progetto che prevede la creazione di una “Casa delle Culture“, un progetto del Comune di Palermo “vago e non definito”, ma che rientra in un piano di valorizzazione turistica e culturale. Un’idea che, secondo i residenti, rappresenta “l’ennesima operazione calata dall’alto per favorire privati e sottrarre un luogo alla comunità“. Un progetto che cozza con la richiesta di assegnazione presentata dalle associazioni presenti dentro il convento: Palestra Popolare Palermo, l’ambulatorio di quartiere, la biblioteca gestita da Si Resti Arrinesci e dalla Fondazione Buttitta.

Lo chiamano ‘Casa delle Culture’, ma è un progetto vuoto, definito in uffici lontani e senza aver mai chiesto a noi di cosa abbiamo realmente bisogno,” dichiara un’abitante. “Noi non vogliamo una scatola vuota che servirà forse a qualche imprenditore o per eventi sporadici. Noi chiediamo spazi per la comunità: un doposcuola per i bambini, un centro di aggregazione per gli anziani, un palestra, laboratori artigianali. Proposte concrete, già attive da anni, che nascono dal basso e che servono a chi il quartiere lo vive 365 giorni l’anno.”

La giornata di oggi è una proposta: quella di una comunità che si auto-organizza e dimostra che “un’altra idea di città è possibile”. Gli abitanti chiedono ora alle istituzioni di decidere insieme il futuro di via San Basilio, esigendo l’apertura di un tavolo di confronto per decidere insieme il futuro dell’ex convento e di tutto il quartiere.

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