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martedì, 27 Gennaio 2026
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L’amministrazione condivisa dei beni comuni: ecco l’esperienza dei patti di collaborazione tra cittadini, istituzioni e Terzo Settore

Siglato al Festival dell’Amministrazione Condivisa, a Palazzo Branciforte, l’accordo tra ANCI Sicilia e i CSV siciliani per promuovere questo strumento

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PALERMO. Firmato il Protocollo d’intesa sull’Amministrazione condivisa fra ANCI Sicilia e CSV siciliani per facilitare il percorso di trasformazione del rapporto tra istituzioni, cittadini/e e Terzo Settore attraverso la stipula dei patti di collaborazione. L’accordo è stato siglato, questa mattina, al Festival dell’Amministrazione Condivisa che si è svolto a Palazzo Branciforte. L’evento è stato moderato dalla giornalista Marina Turco.

L’Anci accorpa 391 comuni siciliani. L’iniziativa, inserita nel calendario di Palermo Capitale Italiana del Volontariato 2025, è stata promossa dal CeSVoP insieme ad ANCI Sicilia e a Labsus, in collaborazione con CSVnetCSV EtneoCESV MessinaComune di PalermoCaritas diocesanaForum del Terzo Settore e Fondazione Sicilia.

In particolare, i CSV hanno un ruolo di mediazione fra amministrazioni pubbliche, volontariato, Terzo Settore, cittadinanza attiva, istituzioni e privato locale.

Al centro di questo modello c’è il Regolamento per l’Amministrazione condivisa dei beni comuni: uno strumento giuridico innovativo che disciplina le forme di collaborazione tra cittadini e amministrazione su un piano paritario. Questo è nato dalla sperimentazione pilota del Comune di Bologna nel 2014. In Sicilia occidentale, sono più di 40 i comuni che, con la facilitazione del CeSVoP nelle reti territoriali, hanno approvato il Regolamento. 23 sono i comuni che hanno firmato i Patti di collaborazione: accordi operativi attraverso cui cittadini attivi e soggetti pubblici definiscono concretamente i termini della collaborazione per la cura di beni comuni materiali e immateriali.

“I patti di collaborazione fanno bene alla democrazia – ha affermato Gregorio Arena (presidente emerito di Labsus) – perché sono palestre di democrazia diffusa, strutturalmente refrattari a clientelismi e corruzione. I patti sono un antidoto alla solitudine sociale perché, mentre ci si prende cura dei beni comuni, ci si prende cura delle persone. I patti liberano energie e costruiscono legami”.

Durante il festival hanno preso la parola alcuni sindaci che hanno raccontato alcune esperienze virtuose. Al centro della giornata c’è stata, inoltre, la presentazione del Coordinamento dei Comuni per l’Amministrazione Condivisa con l’obiettivo, tra gli altri, di favorire lo di scambio di buone prassi tra i diversi comuni.

“Il volontariato c’è è sano ed è pienamente vitale in tutte le sue variegate declinazioni – ha affermato Giuditta Petrillopresidente del Cesvop -. Oggi siamo riusciti, grazie ad Anci Sicilia, a raggiungere con soddisfazione questo importante risultato. Adesso, come antenne sociali dei bisogni del territorio, a breve promuoveremo i laboratori esperienziali tra i funzionari pubblici ed il terzo settore”.

“Abbiamo il bisogno di sviluppare delle azioni che possano garantire i servizi significativi anche in tempi brevi– ha sottolineato Paolo Amenta, presidente di Anci Sicilia -. I comuni sono chiamati a mantenere l’equilibrio generale dei loro territori. Nonostante la lentezza culturale che c’è stata nel mettere insieme il mondo pubblico e il mondo privato, oggi, con i patti di collaborazione, si stanno facendo importanti passi avanti ”. “Ricordiamoci che un sindaco deve fare sempre la sua parte – ha detto il sindaco Roberto Lagalla nel suo saluto -. E’ vero, però, che, solo, insieme al volontariato e privato sociale, riusciamo oggi, a rispondere in maniera maggiore ai diversi bisogni collettivi”.

Al Festival hanno partecipato sindaci e rappresentanti dei comuni siciliani di: S. Stefano Quisquina, Valderice, Campobello di Mazzara, Mazara del Vallo, Ravanusa, Altavilla, Calatafimi. Salaparuta, Licata, Lercara Friddi, Bagheria, Serradifalco, Castellammare del Golfo, Mazzarino, Bolognetta, Partanna, Palermo e Marineo.

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