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martedì, 17 Febbraio 2026
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Sciacca sospesa tra sacro e profano: Carnevale rinviato, ma le bellezze e le tradizioni restano

Il maltempo rinvia le prime giornate del Carnevale di Sciacca, ma la città mostra il suo volto più profondo nella recente festa della Madonna del Soccorso, celebrata nel 400° anniversario del Voto contro la peste

Yuri Testaverde
Yuri Testaverde
Ha studiato Scienze Politiche all'Università La Sapienza di Roma. Impegnato nel mondo sociale, è stato membro attivo di diversi progetti in ambito socio-politico tra Roma e Palermo, dove ha curato le pubbliche relazioni per il network RenUrban. Dal 2018 collabora con il mensile Cntn e, da ottobre 2020, con "Il Mediterraneo 24"
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SCIACCA. Sono state rinviate, a causa del maltempo, le prime due giornate del Carnevale di Sciacca, quelle che erano in programma sabato 14 e domenica 15 febbraio; la manifestazione si svolgerà adesso venerdì 20, sabato 21, domenica 22, sabato 28 e domenica 1° marzo.
Condizioni meteo avverse e raffiche di vento particolarmente forti hanno impedito di completare le operazioni di allestimento e di montaggio dei carri allegorici, oltre a rischiare di compromettere il regolare svolgimento della manifestazione in sicurezza, come ufficializzato dall’Amministrazione Comunale dopo una riunione con la Futuris (associazione che si occupa dell’organizzazione) e le altre associazioni dei carristi.

Sciacca, però, non è solo Carnevale; innegabile il suo rapporto col mare, con la storia, con le tradizioni e, proprio di recente, la popolazione ha mostrato tutta la sua devozione alla Madonna del Soccorso in occasione della Festa patronale del 2 febbraio, che si ripete ogni anno anche il 15 agosto.

La processione ha concluso un articolato programma di celebrazioni religiose e momenti di preghiera, avviato il 22 gennaio e frutto della collaborazione tra la Forania locale ed il Comune di Sciacca.

La città è stata attraversata da un clima di intensa devozione, come il pellegrinaggio di numerosi fedeli, molti dei quali a piedi scalzi, verso la Basilica di Maria Santissima del Soccorso, cuore spirituale e simbolico della festa.

Il momento culminante delle celebrazioni si è svolto, infatti, nel pomeriggio del 2 febbraio, quando oltre cento pescatori, come vuole la tradizione, hanno portato a spalla e a piedi scalzi la statua di Maria Santissima del Soccorso in marmo bianco di Carrara, giunta a Sciacca via mare nel 1503.

Un gesto che si rinnova da secoli e che quest’anno si è rinnovato per 400esima volta, dato che affonda le sue radici nel Voto del 2 febbraio 1626, quando la città, duramente colpita dalla peste, si affidò alla protezione della Vergine chiedendo la liberazione dal flagello.

Abbiamo vissuto giorni di profonda grazia, di comunità e di Chiesa – ha dichiarato don Calogero Lo Bello, parroco della Basilica di Maria Santissima del Soccorso –. Il quattrocentesimo anniversario della liberazione dalla peste rappresenta una vera pietra miliare per la nostra città e per l’intera diocesi”.

Gli fa eco Francesco Dimino, assessore alle Attività produttive e alla Promozione del territorio: “È una storia lunga quattro secoli, una storia fatta di fede e tradizione, una storia unica. Siamo legati anche ai nostri emigrati in America e questo dimostra quanto sia forte questo legame. Siamo al quarto secolo dalla liberazione dalla peste, un evento di grande fede che attira anche molto turismo, sia il 2 febbraio sia il 15 agosto”.

Turismo che si lega, indissolubilmente, alle bellezze naturalistiche e al patrimonio artistico della città, ed è così che nasce il Museo diffuso dei Cinque Sensi.

Siamo una cooperativa di comunità, identità e bellezza – afferma la presidente Desirée Li Bassiche circa sei anni fa ha deciso di valorizzare e promuovere il territorio direttamente dal basso: cittadini, imprenditori, associazioni di categoria, ristoratori, che hanno deciso di fare rete creando questo strumento per valorizzare cosa ci fosse da vedere e da fare a Sciacca, anche dopo la chiusura delle famose Terme. Ci siamo risposti che, in realtà, avevamo tanto: il corallo, la ceramica, il carnevale, le tradizioni culinarie, il dialetto e la nostra storia, che include anche quella della contesa ma ormai sommersa isola Ferdinandea”.

Un modello socio-economico, quello della cooperativa in questione, dove etica e risultati non sono più in contrapposizione, ma che nasce proprio dalla collaborazione tra più operatori che tessono relazioni e creano legami, divenendo comunità consapevole.

Siamo una comunità che ha scelto di scrivere le pagine del proprio futuro e del proprio benessere attraverso un progetto condiviso – conclude Li Bassi -; ogni elemento della città di Sciacca è un museo a cielo aperto, e la nostra narrazione e le nostre azioni lo rendono fruibile agli altri. È l’Economia della Bellezza che si può scoprire attraverso i cinque sensi, ed è da qui che nasce il nome stesso della cooperativa”.

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