PALERMO. Si è ufficialmente insediata questa mattina, su indicazione del Sindaco Metropolitano Roberto Lagalla e al termine di un lavoro di raccordo tecnico tra uffici ed enti durato mesi, la Cabina di Regia per l’armonizzazione delle procedure per l’attuazione del Decreto Legislativo 62/2024.
Un organismo strategico, voluto dalla Città Metropolitana di Palermo, che avrà il compito di guidare la sperimentazione della norma su base provinciale e di accompagnare istituzioni e famiglie in un cambiamento destinato a incidere profondamente sul sistema dei servizi e sui diritti delle persone con disabilità.
A parlarne è Rosi Pennino, ex assessore alle Politiche sociali del Comune di Palermo e attuale capo della segreteria tecnica della Città Metropolitana.
“Su indicazione del Sindaco Metropolitano – spiega Pennino – dopo un lungo lavoro di raccordo tecnico tra uffici ed enti, si è ufficialmente insediata la Cabina di Regia. L’obiettivo è arrivare a linee guida condivise che chiariscano e armonizzino tutte le procedure previste dal Dlgs 62/24, per guidare famiglie ed enti locali nel cambiamento”.

Una Cabina di Regia per evitare il caos
La Cabina di Regia rappresenta il cuore operativo della sperimentazione. Ne fanno parte tutti i soggetti istituzionali e tecnici coinvolti nell’applicazione del decreto: i referenti dei Distretti socio-sanitari, l’INPS, l’Ufficio scolastico regionale di Palermo, l’Asp provinciale, il Centro per l’impiego di Palermo e le tre organizzazioni previste dal decreto – ANMIC, ENS Palermo e Anffas Palermo Onlus.
“Era fondamentale – sottolinea Pennino – avere attorno allo stesso tavolo tutti gli uffici tecnici e gli enti coinvolti. Senza un dialogo armonizzato tra istituzioni, il rischio sarebbe stato quello di lasciare le famiglie nel caos”.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto al direttore generale Nicola Vernuccio “per il costante supporto”.
La rivoluzione del Decreto 62
Da settembre 2025 la provincia di Palermo è protagonista dell’avvio della sperimentazione del Decreto 62, la cosiddetta Legge Quadro sulla disabilità, che cambia radicalmente modalità di accesso ai servizi e riconoscimento dei diritti.
Un anno fa era stata proprio Rosi Pennino a rispondere a una nostra intervista spiegando cosa prevede la normativa.
“Partiamo da una considerazione che può sembrare formale ma non lo è – affermava Pennino -, il Decreto 62 sostituisce il termine ‘handicappato’ con ‘persona con disabilità’. Per chi vive la disabilità, e per le nuove generazioni, è un cambiamento di sostanza, non di forma”.
La novità più significativa è l’introduzione della Certificazione Unica della disabilità, un documento che conterrà il quadro funzionale della persona e collegherà in maniera diretta diritti e servizi.
“Non ci sarà più il giro infinito delle carte – spiega Pennino -, dal verbale di invalidità all’ufficio H, alla scuola, al Pass H. In un unico documento saranno indicati funzionamento, diritti e servizi collegati, dentro il Piano individuale di vita previsto dalla Legge 328”.
Il decreto riforma anche l’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM), consentendo alle famiglie di farsi supportare da professionisti o associazioni nella costruzione del Piano individuale di vita, che non sarà più rigido ma dinamico, accompagnato da un care manager incaricato di seguirne l’evoluzione nel tempo.
Eliminata inoltre la doppia commissione medico-legale Asp/Inps: “Un unico ente rilascerà la certificazione, superando un doppio passaggio che oggi rallenta enormemente il sistema”.
Tra le altre novità, la possibilità che il certificato diagnostico introduttivo possa essere rilasciato anche da medici accreditati e convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, con un impatto significativo sulle liste d’attesa, in particolare per l’autismo.
Il tema della sessualità e l’autodeterminazione
Il decreto introduce anche un cambio culturale: il riconoscimento della persona con disabilità come soggetto pienamente titolare del diritto all’autodeterminazione, anche sul piano della sessualità.
“È un tema ancora tabù – evidenziava Pennino nella nostra intervista -, ma fondamentale. Non considerare la persona con disabilità come sessualmente attiva produce drammi per le famiglie e per i servizi, soprattutto nella fase adolescenziale. Serve accompagnamento, strumenti e supporto, per evitare che situazioni delicate degenerino in ricoveri o trattamenti farmacologici”.
Palermo è pronta?
Alla domanda se Palermo sia pronta all’avvio della sperimentazione, un anno fa Pennino rispondeva con realismo: “Ritengo di no, se non si armonizza il dialogo tra tutte le istituzioni coinvolte. Per questo – dice oggi -, la Cabina di Regia è un passaggio determinante”.
L’appello è duplice: da un lato consolidare il lavoro interistituzionale attraverso un tavolo permanente; dall’altro attivare un grande percorso di formazione e informazione rivolto alle famiglie, coinvolgendo terzo settore e associazioni, tra cui ParlAutismo e Anffas.
“La sperimentazione avviene su base provinciale – conclude Pennino – e sono certa che, attraverso la forte interlocuzione del sindaco metropolitano Roberto Lagalla, si possa dare impulso a questo percorso. La Cabina di Regia deve diventare il motore di un cambiamento reale, capace di tradurre la norma in diritti esigibili e servizi concreti per le persone con disabilità e le loro famiglie”.
La provincia di Palermo si prepara così a una trasformazione profonda. La sfida ora è fare in modo che la rivoluzione annunciata non resti sulla carta, ma diventi un modello operativo capace di orientare, sostenere e semplificare la vita di migliaia di famiglie.







