PALERMO. Giovedì 29 gennaio 2026, in Piazza Magione, a ridosso del campetto di calcio, alle ore 16.00, associazioni del terzo settore, residenti, scuola del quartiere Kalsa convocano un’assemblea pubblica per condividere aggiornamenti e prospettive sul futuro del campetto e dell’area ludico-sportiva della piazza. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza e nasce anche per ricostruire in modo chiaro i passaggi principali, coinvolgendo chi non ha potuto seguire da vicino gli sviluppi degli ultimi mesi.
L’assemblea arriva dopo un passaggio importante: il 15 dicembre il Consiglio della Prima Circoscrizione ha discusso e poi approvato all’unanimità la mozione che sostiene l’uso civico e collettivo urbano del campetto e dell’area giochi di Piazza Magione, riconoscendo il valore pubblico e comunitario di uno spazio che ogni giorno viene attraversato, vissuto e custodito.
Durante l’incontro verranno presentati anche i risultati della raccolta fondi “Fuori Gioco” avviata a giugno e proseguita in autunno, che ha permesso di raccogliere oltre 4.500 euro grazie alla partecipazione dal basso. Un segnale concreto di fiducia e corresponsabilità: la piazza non è un luogo “da riattivare”, ma un luogo già attivo, che richiede strumenti stabili di cura e manutenzione.
Nel corso di un confronto con la Prima Circoscrizione, il Palermo Calcio (Palermo Football Club S.p.A) ha manifestato e confermato il proprio interesse nel recupero del campetto. Residenti, associazioni e scuole hanno espresso disponibilità a collaborare per individuare forme di partecipazione alla gestione, affinché ogni intervento sia coerente con l’obiettivo condiviso: uno spazio che resti gratuito, accessibile e aperto. In questa fase, si attende una comunicazione più pubblica e dettagliata sul tipo di intervento previsto e sui tempi, così come un quadro più definito sugli impegni che l’Amministrazione comunale intende assumere per accompagnare il percorso.
La comunità educante Kalsamare ribadisce la scelta di parlare di uso civico perché si tratta di una forma che tutela fruibilità, inclusività, accessibilità e corresponsabilità, favorendo un utilizzo collettivo e non esclusivo. L’obiettivo è che lo spazio resti un bene comune, riconosciuto e curato nel tempo, a beneficio di chi lo vive ogni giorno, bambine e bambini, famiglie, giovani, scuola e cittadinanza. In questa direzione, la comunità ha già avanzato una proposta che include impegni concreti: regole condivise di uso e cura, percorsi educativi, pannelli informativi, attività sportive con attenzione alla dimensione sociale, animazione della piazza e azioni di manutenzione concordate.

La storia in breve
Piazza Magione e il suo campetto sono da anni un luogo simbolico e reale di incontro e socialità. Nel 2013 Mediterraneo Antirazzista lancia la campagna “Sport popolare in spazio pubblico”, un percorso di autorecupero e difesa dello spazio pubblico che dà vita a una mobilitazione cittadina per la tutela del campetto di Piazza Magione, culminata in una partita di calcio di 24 ore giocata proprio nel campo della piazza. Nel 2015 il campetto viene infine recuperato dal Comune. Negli anni successivi, però, la mancanza di una manutenzione stabile e la forte usura (dovute a una quotidiana e felice fruizione dello spazio pubblico da parte di ragazzi e ragazze, bambini e bambine) hanno riportato l’area in condizioni critiche. Per questo, nel 2022 viene organizzato un nuovo intervento di autorecupero, con l’obiettivo non solo di ripristinare il campetto, ma anche di denunciare lo stato di abbandono da parte delle istituzioni e rilanciarne la funzione sociale ed educativa. Nel 2025 la comunità educante rilancia ancora, attraverso una campagna di crowdfunding e la presentazione di proposte formali per garantire un futuro chiaro, condiviso e collettivo al campetto. Parallelamente, l’Amministrazione comunale annuncia una collaborazione con il Palermo FC per la riqualificazione dell’area. Oggi, l’assemblea del 29 gennaio vuole tenere insieme questi diversi percorsi con un obiettivo comune: fare chiarezza, costruire alleanze e garantire che questo spazio resti davvero di tutti e tutte.







