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martedì, 27 Gennaio 2026
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Veglia allo Zen per Paolo Taormina: “Costruire una cultura di pace e di fraternità partendo dalle periferie”

All'iniziativa voluta dagli arcivescovi di Palermo e Monreale, Corrado Lorefice e Gualtiero Isacchi, presenti i familiari del giovane assassinato lo scorso sabato nel centro storico di Palermo, e la madre di Sara Campanella, la 22enne vittima di femminicidio a Messina

Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in "Comunicazione per le Culture e le Arti" all'Università di Palermo, con un master in "Editoria e Produzione musicale" all'Università IULM di Milano. Si occupa di sociale, cultura, spettacoli, turismo, scuola, per diverse testate online e da addetta stampa. Scrive per "Il Mediterraneo 24" ed è socia dell'impresa sociale-editrice del giornale. Ha realizzato dei reportage-inchiesta sul fenomeno della dispersione scolastica nel quartiere Sperone di Palermo per la testata "OrizzonteScuola", il giornale dedicato alla scuola più seguito in Italia. Si occupa di violenza sulle donne come addetta stampa per il Centro Antiviolenza "Lia Pipitone" di Palermo. Ha lavorato come giornalista e addetta all'accoglienza per la Fondazione "Le Vie dei Tesori", il più grande circuito di promozione del patrimonio culturale della Sicilia, nell'ambito di varie edizioni del festival che ogni anno si svolge a Palermo, Sambuca di Sicilia e Sciacca. Nel quartiere Sperone di Palermo, periferia a forte marginalità sociale, a sud-est di Palermo, ha curato l'ufficio stampa della grande iniziativa territoriale e di comunità "Il Carro risorto delle Rosalie ribelli. Il Festino dello Sperone", con la partecipazione attiva di cittadini, scuola e associazioni. Altre importanti collaborazioni l'hanno vista impegnata come addetta stampa per l'ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, nella campagna elettorale delle Elezioni Europee 2024; per l'Ufficio speciale del "Garante regionale per i diritti dei detenuti e il loro reinserimento sociale" guidato dal dott. Santi Consolo; per il Centro Antiviolenza "Lia Pipitone" a Palermo gestito dall'associazione Millecolori APS ETS. Ultime iniziative recenti: l'ufficio stampa del XX° Premio Letterario Internazionale "G. Tomasi di Lampedusa" di Santa Margherita di Belìce; e lo show internazionale "Be like the wind - Essere come il vento" del Teatro del Fuoco a Palermo, realizzato dall'associazione Elementi di Amelia Bucalo Triglia.
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PALERMO. Numerose persone da tutta la città si sono riunite ieri sera nell’atrio della Chiesa di San Filippo Neri nel quartiere Zen per una veglia di preghiera dopo la tragedia che ha sconvolto la città con l’omicidio del giovane Paolo Taormina davanti a un locale della movida palermitana; lo scorso sabato nel centro storico.

L’iniziativa voluta dagli arcivescovi di Palermo e Monreale, mons. Corrado Lorefice e mons. Gualtiero Isacchi, ha richiamato la città a una “politica della cura”. Il presunto omicida di Paolo Taormina proviene proprio dallo Zen.

Presenti diversi rappresentanti del mondo ecclesiale, delle istituzioni, del terzo settore che opera in questa periferia della città, insieme alle Forze dell’Ordine. C’erano il sindaco Roberto Lagalla, gli assessori Fabrizio Ferrandelli, Dario Falzone e Mimma Calabrò; il presidente e il vicepresidente del Consiglio comunale Giulio Tantillo e Pino Mancuso; i consiglieri comunali Dario Chinnici e Ottavio Zacco; il Prefetto Massimo Mariani, il Sostituto Procuratore della Corte di Cassazione (già presidente del Tribunale di Palermo) Antonio Balsamo, il Questore di Palermo Vito Calvino; il presidente della Commissione regionale antimafia Antonello Cracolici; la Caritas diocesana di Palermo, le associazioni Zen Insieme, Lievito, L’Albero della Vita, e la cooperativa LiberaMente.

Presenti alla serata, i familiari di Paolo Taormina e la madre di Sara Campanella, la 22enne vittima di femminicidio a Messina.

“Se non partiamo dai più poveri, dagli scarti umani generati dalla nostra cultura dell’indifferenza, dell’economia del profitto, del piacere sfrenato, del potere della forza – ha detto Lorefice -, non potrà mai esserci una convivenza serena nelle nostre città. Incentiveremo disuguaglianze, ingiustizie e, conseguentemente, sottocultura e violenza. Saremo noi, che ci reputiamo giusti e meritevoli, gli sponsor invisibili ma consapevoli delle perverse strutture di peccato malavitose e mafiose.”

“Accade nella striscia di Gaza, accade nelle acque del Mediterraneo, accade a Palermo e a Monreale, accade in ogni Città degli uomini. La logica violenta della sopraffazione, tipicamente mafiosa, alla quale alcuni incoscienti vergognosamente inneggiano sui social, mira a cancellare la coscienza e la dignità umana, a spegnere la speranza e a condannare la persona alla rassegnazione del ‘nulla mai cambierà‘ – ha detto Isacchi -. Il nostro essere qui è segno di resistenza e desiderio di cambiamento. Alcuni hanno detto ‘tanto è inutile’ e sono rimasti chiusi nelle loro case e nelle loro cose. Qualcun altro ci guarda con aria di sufficienza e superiorità. Il problema non è lo Zen, non sono le vie della movida di Palermo o di Monreale; se ci occupassimo solo di questo avremmo fallito. Dobbiamo agire per costruire una cultura di pace e di fraternità partendo da Palermo, Monreale, dallo Zen e da tutte le periferie.”

“Il barbaro omicidio di Paolo Taormina deve diventare un punto di svolta per tutti, a cominciare dalle persone che siete qui, oggi. Colpisce nel profondo del cuore vedere tanta gente unita. Io mi chiamo Antonio, faccio il magistrato, soprattutto sono uno di voi – ha detto il Sostituto Procuratore Balsamo -. Sono nato in uno di quei quartieri che quando i miei genitori sono andati ad abitarci ancora non avevano le strade sterrate. A pochi chilometri da qui. Qui, lo Zen, è un luogo che può e deve rinascere, com’è rinato il quartiere dove sono nato e ho passato la mia giovinezza. Lo Zen non è un’altra Palermo, è la nostra Palermo.”

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