AGRIGENTO. Con la Delibera di Giunta n. 4 del 26 gennaio 2026, il Comune di Santa Margherita di Belìce ha ufficialmente istituito la Consulta delle Donne, un nuovo spazio di partecipazione democratica pensato per favorire il confronto, la proposta e il protagonismo femminile nella vita sociale, politica ed economica della comunità.
La Consulta nasce come organismo autonomo, democratico e senza fini di lucro, con funzioni consultive e propositive, e si pone l’obiettivo di promuovere la parità di opportunità, il rispetto delle differenze di genere e la tutela delle fasce più deboli, rafforzando il ruolo delle donne all’interno delle istituzioni e del tessuto sociale locale.
Chi può aderire e come partecipare
L’adesione è aperta a tutte le donne maggiorenni residenti e/o domiciliate a Santa Margherita di Belìce, senza alcuna distinzione di appartenenza sociale, etnica, politica o religiosa.
La partecipazione è gratuita e avviene tramite la compilazione dell’apposita modulistica disponibile presso gli uffici comunali o scaricabile dal sito istituzionale del Comune.
Le domande dovranno essere presentate entro il 4 febbraio 2026, tramite consegna all’Ufficio Protocollo oppure inviando l’istanza via mail all’indirizzo:
segreteria.sindaco@comune.santamargheritadibelice.ag.it.
Un’occasione concreta, dunque, per contribuire attivamente allo sviluppo della comunità, condividere idee e costruire politiche inclusive dal basso.
Dalle conquiste del passato alle sfide del presente
L’istituzione della Consulta delle Donne assume un significato ancora più profondo se collocata nel contesto storico del suffragio femminile in Italia, una conquista relativamente recente.
Il 30 gennaio 1945, mentre l’Europa era ancora segnata dalla guerra, il Consiglio dei Ministri avviò per la prima volta la discussione sull’estensione del diritto di voto alle donne, su proposta di Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi.
Pochi giorni dopo, il 1° febbraio 1945, con il Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 23, alle donne sopra i 21 anni venne riconosciuto il diritto di voto. L’eleggibilità arrivò nel marzo 1946, aprendo definitivamente le porte alla partecipazione politica femminile.
Il 2 giugno 1946, le italiane votarono per la prima volta al referendum monarchia-repubblica e furono elette le prime donne sindaco della storia, Ada Natali e Ninetta Bartoli. Oggi, a distanza di 81 anni dal primo passo del 1945 e 80 anni dalla piena conquista del 1946, quella svolta rappresenta un patrimonio di democrazia da custodire e rinnovare.
Un impegno che continua
«Come donna e come Assessore alle Politiche Giovanili – sottolinea Deborah Ciaccio – sento ancora più forte il dovere di trasmettere alle nuove generazioni il valore della democrazia e il significato profondo delle battaglie che hanno cambiato la storia del nostro Paese».
La parità, infatti, non è un punto di arrivo ma un impegno continuo, che richiede partecipazione, responsabilità collettiva e memoria.
La nascita della Consulta delle Donne a Santa Margherita di Belìce si inserisce proprio in questa prospettiva: rendere vivi ogni giorno i diritti conquistati, trasformandoli in strumenti concreti di cittadinanza attiva.
Perché le donne non siano solo testimoni della storia, ma protagoniste del presente e del futuro della comunità.







