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domenica, 1 Febbraio 2026
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Sei giovani, la cecità e un’impresa sociale che apre Palermo all’inclusione

Lorenzo e altri cinque, ragazzi e ragazze, hanno dato vita a "Oltresenso", cooperativa fondata all’Istituto dei Ciechi “Florio–Salamone”, grazie al contest dell'Arcidiocesi di Palermo “New Technology for Welfare Lab”. Nasce un Caffè Letterario–Bar aperto alla città

Caterina Ganci
Caterina Ganci
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione pubblica, collaboro con diverse testate online. Amo il mare, il suo profumo e le sfaccettature dei suoi colori. Non penso che potrei vivere in un posto diverso dalla Sicilia! La nostra Isola è bella e ricca di cultura, storie, tradizioni e se è vero che “la bellezza salverà il mondo" io voglio continuare a cercare, osservare e raccontare le nostre meraviglie con la passione forza motrice necessaria per una giornalista
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PALERMO. C’è una luce speciale che non si vede, ma si sente. È fatta di speranza, coraggio e fiducia nel futuro. Una luce che oggi illumina il cammino dei sei giovani della cooperativa sociale Oltresenso, un’impresa culturale e inclusiva nata dall’incontro tra volontari, ipovedenti e non vedenti, utenti e tirocinanti dell’Istituto dei Ciechi di Palermo, unite dal desiderio di superare barriere e pregiudizi.

Oltresenso è creatività che diventa responsabilità sociale. È un progetto che guarda oltre la vista per restituire centralità alle persone, ai loro talenti e alla loro capacità di costruire comunità.

Giovani che daranno vita a un Caffè Letterario–Bar “Al Buio” aperto alla città, uno spazio accogliente e innovativo dove cultura, esperienze sensoriali e inclusione si intrecciano, creando nuove opportunità di lavoro giovanile. Un luogo di incontro e relazione in cui l’esperienza del “buio” diventa strumento di consapevolezza, dialogo e scoperta reciproca.

La cooperativa nasce dall’azione pastorale dell’Arcidiocesi di Palermo e trova casa presso l’Istituto dei Ciechi “FlorioSalamone”, diventando segno concreto di una Chiesa che accompagna, sostiene e genera futuro. Il progetto è vincitore della terza edizione del contest diocesanoNew Technology for Welfare Lab”, promosso dalla Caritas Diocesana di Palermo, dall’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro e dal Servizio di Pastorale Giovanile, in collaborazione con il Progetto Policoro.

Oltresenso è stata presentata all’Istituto dei Ciechi di Palermo alla presenza dei rappresentanti delle realtà che hanno creduto e accompagnato questo percorso.

«Oltresenso nasce dall’incontro tra persone che frequentano l’Istituto dei Ciechi e volontari che hanno scelto di condividere un percorso di crescita, inclusione e cambiamento culturale», racconta Lorenzo Bassano, presidente della cooperativa. «Siamo un gruppo eterogeneo, unito dalla volontà di dimostrare che la diversità è una risorsa e non un limite».

L’obiettivo è chiaro: far conoscere il mondo delle persone non vedenti al di fuori delle mura dell’Istituto. «Lo facciamo aprendo un bar al pubblico – spiega Bassano –, uno spazio di incontro in cui l’esperienza sensoriale diventa occasione di sensibilizzazione e consapevolezza. Le persone non vedenti sono madri, lavoratori, cittadini attivi, portatori di competenze e valori».

Con Lorenzo, a fare parte della cooperativa ci sono anche: Viviana Bonanno, Chiara Sanfilippo, Yong Di Wang, Marta Giuditta Lo Nigro e Giuseppe Rubino.

Uno sguardo, quello di Oltresenso, che si apre al futuro con il desiderio di coinvolgere sempre più persone e di fare di Palermo un esempio di cultura, accettazione e rispetto.

Per don Sergio Ciresi, direttore della Caritas diocesana, «oggi è un giorno luminoso». «La speranza, come la luce, va custodita e alimentata – commenta -. La nascita di questa cooperativa rappresenta un passo concreto verso un’inclusione autentica e sta già generando entusiasmo, fiducia e nuove relazioni all’interno dell’Istituto dei Ciechi».

Anche Luisa Capitummino, responsabile della Pastorale Sociale e del Lavoro, sottolinea il valore profondo dell’iniziativa: «Questo progetto nasce per offrire speranza concreta ai giovani, accompagnandoli nella realizzazione delle loro idee qui in Sicilia. È un segno tangibile di come persone cieche e normodotate possano lavorare insieme per il bene della città».

A credere fortemente nel percorso anche Susanna Gristina, presidente della Cooperativa Kòrai – Territorio, Sviluppo e Cultura, che ha accompagnato i giovani fin dall’inizio con un percorso formativo: «Continueremo a essere al loro fianco anche dopo l’avvio della cooperativa. Oltresenso è un progetto culturale e sociale capace di generare valore per il territorio e nuove opportunità di partecipazione».

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