PALERMO. C’è una luce speciale che non si vede, ma si sente. È fatta di speranza, coraggio e fiducia nel futuro. Una luce che oggi illumina il cammino dei sei giovani della cooperativa sociale Oltresenso, un’impresa culturale e inclusiva nata dall’incontro tra volontari, ipovedenti e non vedenti, utenti e tirocinanti dell’Istituto dei Ciechi di Palermo, unite dal desiderio di superare barriere e pregiudizi.
Oltresenso è creatività che diventa responsabilità sociale. È un progetto che guarda oltre la vista per restituire centralità alle persone, ai loro talenti e alla loro capacità di costruire comunità.
Giovani che daranno vita a un Caffè Letterario–Bar “Al Buio” aperto alla città, uno spazio accogliente e innovativo dove cultura, esperienze sensoriali e inclusione si intrecciano, creando nuove opportunità di lavoro giovanile. Un luogo di incontro e relazione in cui l’esperienza del “buio” diventa strumento di consapevolezza, dialogo e scoperta reciproca.


La cooperativa nasce dall’azione pastorale dell’Arcidiocesi di Palermo e trova casa presso l’Istituto dei Ciechi “Florio – Salamone”, diventando segno concreto di una Chiesa che accompagna, sostiene e genera futuro. Il progetto è vincitore della terza edizione del contest diocesano “New Technology for Welfare Lab”, promosso dalla Caritas Diocesana di Palermo, dall’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro e dal Servizio di Pastorale Giovanile, in collaborazione con il Progetto Policoro.
Oltresenso è stata presentata all’Istituto dei Ciechi di Palermo alla presenza dei rappresentanti delle realtà che hanno creduto e accompagnato questo percorso.
«Oltresenso nasce dall’incontro tra persone che frequentano l’Istituto dei Ciechi e volontari che hanno scelto di condividere un percorso di crescita, inclusione e cambiamento culturale», racconta Lorenzo Bassano, presidente della cooperativa. «Siamo un gruppo eterogeneo, unito dalla volontà di dimostrare che la diversità è una risorsa e non un limite».
L’obiettivo è chiaro: far conoscere il mondo delle persone non vedenti al di fuori delle mura dell’Istituto. «Lo facciamo aprendo un bar al pubblico – spiega Bassano –, uno spazio di incontro in cui l’esperienza sensoriale diventa occasione di sensibilizzazione e consapevolezza. Le persone non vedenti sono madri, lavoratori, cittadini attivi, portatori di competenze e valori».
Con Lorenzo, a fare parte della cooperativa ci sono anche: Viviana Bonanno, Chiara Sanfilippo, Yong Di Wang, Marta Giuditta Lo Nigro e Giuseppe Rubino.
Uno sguardo, quello di Oltresenso, che si apre al futuro con il desiderio di coinvolgere sempre più persone e di fare di Palermo un esempio di cultura, accettazione e rispetto.


Per don Sergio Ciresi, direttore della Caritas diocesana, «oggi è un giorno luminoso». «La speranza, come la luce, va custodita e alimentata – commenta -. La nascita di questa cooperativa rappresenta un passo concreto verso un’inclusione autentica e sta già generando entusiasmo, fiducia e nuove relazioni all’interno dell’Istituto dei Ciechi».
Anche Luisa Capitummino, responsabile della Pastorale Sociale e del Lavoro, sottolinea il valore profondo dell’iniziativa: «Questo progetto nasce per offrire speranza concreta ai giovani, accompagnandoli nella realizzazione delle loro idee qui in Sicilia. È un segno tangibile di come persone cieche e normodotate possano lavorare insieme per il bene della città».
A credere fortemente nel percorso anche Susanna Gristina, presidente della Cooperativa Kòrai – Territorio, Sviluppo e Cultura, che ha accompagnato i giovani fin dall’inizio con un percorso formativo: «Continueremo a essere al loro fianco anche dopo l’avvio della cooperativa. Oltresenso è un progetto culturale e sociale capace di generare valore per il territorio e nuove opportunità di partecipazione».









