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mercoledì, 10 Agosto 2022
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La scuola non si ferma mai: l’estate dell’istituto Pertini

Al termine delle lezioni, l’Istituto comprensivo dello Sperone ha organizzato attività PON che coinvolgono i bambini della scuola primaria. È stato inoltre realizzato un percorso dei diritti naturali del bambino volto alla consapevolezza dell’educazione civica

Alice Marchese
Alice Marchese
Classe 1998, giornalista pubblicista, laureata in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali. Racconta storie di giovani migranti, donne e progetti che vedono protagonista la Sicilia e non solo. Scrive anche per altre testate online

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PALERMO. “Quando finisce la scuola e inizia la stagione estiva, i bambini rimangono per strada dal momento che il quartiere Sperone non garantisce molti servizi ai ragazzi. Per questo motivo abbiamo deciso di organizzare attività ricreative che possano andare incontro ai loro interessi nei mesi di giugno e luglio”. Antonella Di Bartolo, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Pertini-Sperone ci racconta di come la scuola non si ferma mai ed è sempre pronta ad accogliere gli studenti offrendo una continuità essenziale, ma non scontata.

L’estate della scuola Pertini

Abbiamo lanciato un progetto gestito dall’Osservatorio contro la dispersione e abbiamo pensato ad attività PON finanziate dai fondi europei. Si svolgono ogni giorno per 4 ore al giorno (dalle ore 9 alle 13 o dalle ore 8:30 alle 12:30) – continua Antonella Di Bartolo -. I ragazzi si recano a scuola e lì prendono parte a svariati corsi come quello di decoupage, di ginnastica artistica, di psicomotricità. Sono coinvolti circa 220-230 bambini della scuola primaria”. Per formare cittadini attenti e non indifferenti, è necessario spiegare sin dalla tenera età il concetto di diritto e del dovere che gli corrisponde. Pertanto attraverso quattro moduli da 30 ore condotti da 2 animatori ciascuno, hanno dato il via ad un percorso di educazione civica, soffermandosi sul: diritto a sporcarsi, ad avere strade pulite e dunque il libero accesso al mare, all’ozio, al dialogo, al silenzio e alle sfumature.

Percorso dei diritti naturali del bambino

Dare ai giovani il futuro che meritano è possibile solo grazie alla consapevolezza e alla conoscenza; spiegargli il mondo con il sorriso. “Hanno trascorso quel tempo sporcandosi senza che nessuno li rimproverasse. Fare sporcandosi è un messaggio molto forte: significa metterci tutto se stesso senza risparmiare nulla”. Un’altra necessità analizzata è quella di avere strade pulite. “Il diritto allo spazio e ad avere strade pulite è fondamentale. Inevitabilmente si parla anche del mare e non dare la possibilità di usufruirne significa negare gli orizzonti, l’incontro tra culture, lo sviluppo”.
I bambini difficilmente si annoiano; sono costantemente impegnati in qualcosa, i loro tempi sono stretti e non riescono a stare da soli con i loro pensieri. Il tempo libero senza far nulla è fondamentale per intercettare nuove passioni e interessi. “Il diritto all’ozio è essenziale. I bambini rivendicavano il loro desiderio di distendersi insieme agli insegnati senza essere inseguiti da impegni infiniti. E noi questa opportunità gliel’abbiamo data”.

Diritto alle sfumature

Il diritto alle sfumature è quello meno immediato perché siamo abituati al pensiero binario– continua la dirigente della Pertini -. Noi insegniamo ai ragazzi che se qualcuno ci rimprovera e ci dice che siamo monelli, non significa che lo siamo completamente in ogni momento della nostra vita. Niente è polare ed è importantissimo apprezzare le diversità. Ogni bambino durante questa parte del progetto ha scelto un colore e lo ha declinato nella corrispettiva sfumatura”. L’obiettivo è quello di far comprendere ai piccoli quanto un colore o un’idea possa essere incline al cambiamento: non esiste l’immutabilità del pensiero, ma la sua flessibilità.

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