HomeBuone notizieNasce “The Room of Feeling”: l’arte entra a scuola per prevenire le dipendenze giovanili

Nasce “The Room of Feeling”: l’arte entra a scuola per prevenire le dipendenze giovanili

A Melilli inaugurata la prima delle nove stanze dell’ascolto previste dal progetto @Lab_School. Un percorso che unisce arte e media education per aiutare gli studenti a riconoscere emozioni e fragilità, contrastando dipendenze da sostanze e comportamenti a rischio

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Le videointerviste di VediPalermo presentano “The Room of Feeling”

MELILLI. Una stanza vuota che diventa luogo di ascolto, relazione e cura. Parte da Melilli, in provincia di Siracusa, il progetto “The Room of Feeling”, un’iniziativa che punta a contrastare le dipendenze giovanili attraverso l’arte e la media education. È qui, all’interno del plesso G.E. Rizzo, che è stata inaugurata la prima delle nove stanze previste in tutta la Sicilia entro novembre 2026, nell’ambito di @Lab_School, programma regionale da oltre 1,7 milioni di euro dedicato alla prevenzione.

Non si tratta di un semplice laboratorio creativo. In tre giorni di lavoro collettivo, studenti, docenti e artisti trasformano uno spazio neutro in un ambiente vivo, fatto di colori, simboli e significati condivisi. Tra gli elementi più significativi, una “scatola dei messaggi” dove lasciare pensieri, anche in forma anonima, e richieste di aiuto. Un gesto semplice, ma carico di valore in un’età in cui le parole spesso faticano a emergere.

Il progetto, ideato dal pittore Igor Scalisi Palminteri, nasce da una domanda concreta: come offrire ai ragazzi strumenti reali per affrontare fragilità e rischi senza subirli passivamente? La risposta passa dall’esperienza diretta. Non lezioni frontali o statistiche, ma percorsi che mettono al centro i giovani, le loro emozioni e la capacità di riconoscerle. Prima ancora di dipingere, gli studenti entrano in contatto con testimonianze reali di coetanei e famiglie segnate dal fenomeno delle dipendenze, attivando un processo di consapevolezza che si traduce poi in espressione artistica.

Parallelamente, si sviluppa un lavoro di media education, curato dall’associazione Incontrosenso, che documenta il percorso attraverso video, fotografia e grafica narrativa, mentre il laboratorio artistico resta guidato da Igor Scalisi Palminteri. Un approccio integrato che amplia l’impatto ben oltre la singola scuola, coinvolgendo l’intero sistema educativo regionale.

La stanza inaugurata a Melilli è stata intitolata a Federico Monti, studente con disabilità scomparso prematuramente. Un segno ulteriore del valore simbolico del progetto, che intreccia memoria, comunità e futuro. Ma soprattutto, uno spazio che non si esaurisce con il laboratorio: resta, diventa presidio permanente di ascolto, ponte tra scuola e territorio.

Il contesto in cui nasce l’iniziativa è segnato da numeri preoccupanti. In Italia, secondo i dati più recenti, il 37% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha fatto uso di almeno una sostanza illegale nella vita. Parallelamente crescono le dipendenze comportamentali: gioco d’azzardo, uso problematico di internet e videogiochi. In Sicilia, migliaia di giovani sono già in carico ai servizi per le dipendenze, con un abbassamento significativo dell’età di primo contatto.

Da qui l’urgenza di interventi precoci e radicati. @Lab_School si muove proprio in questa direzione, rafforzando il ruolo educativo della scuola e costruendo una rete che coinvolge famiglie, istituzioni, servizi sanitari e forze dell’ordine. Un modello che punta sulla corresponsabilità e sulla continuità, come dimostrato dalla prima edizione che ha coinvolto oltre il 66% delle scuole siciliane e più di 15mila studenti.

Al centro, però, resta l’idea che prevenire non significhi solo informare, ma creare condizioni perché i ragazzi possano riconoscere sé stessi. L’arte, in questo senso, diventa uno strumento maieutico: fa emergere emozioni profonde, offre un linguaggio alternativo quando le parole non bastano e apre alla possibilità del dialogo.

“The Room of Feeling” si configura così come un dispositivo educativo e relazionale capace di generare comunità. Uno spazio co-costruito, replicabile, che trasforma la scuola in un luogo dove non solo si apprende, ma si impara a stare, a sentire, a chiedere aiuto.

Dopo Siracusa, il progetto toccherà tutte le province dell’Isola – da Palermo a Enna – lasciando in ciascuna una stanza permanente dell’ascolto. A chiudere il percorso sarà un evento regionale che unirà arte, musica e performance, restituendo alla comunità la voce dei giovani.

Il gruppo di studenti, media educators e rappresentanti delle istituzioni nella Scuola G.E. Rizzo (ph. VediPalermo)
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