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giovedì, 15 Gennaio 2026
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“Picciriddi Smossi”, quando la fotografia restituisce normalità e futuro ai bambini

Dal libro nasce una mostra fotografica al Centro Internazionale di Fotografia Letizia Battaglia: quaranta scatti raccontano la quotidianità, l’energia e il desiderio di futuro di nove bambini della Casa della Speranza

Caterina Ganci
Caterina Ganci
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione pubblica, collaboro con diverse testate online. Amo il mare, il suo profumo e le sfaccettature dei suoi colori. Non penso che potrei vivere in un posto diverso dalla Sicilia! La nostra Isola è bella e ricca di cultura, storie, tradizioni e se è vero che “la bellezza salverà il mondo" io voglio continuare a cercare, osservare e raccontare le nostre meraviglie con la passione forza motrice necessaria per una giornalista
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PALERMO. Ci sono bambini che non stanno mai fermi. Non perché non sappiano fermarsi, ma perché la vita, nonostante tutto, li chiama continuamente in avanti. “Picciriddi Smossi” racconta: il movimento, l’energia, la voglia di esserci di nove  bambini accolti nella Casa della Speranza, Comunità Alloggio che ogni giorno si prende cura delle loro storie.

Dal libro nasce oggi una mostra fotografica composta da quaranta scatti, esposta fino al 1° febbraio al Centro Internazionale di Fotografia Letizia Battaglia, ai Cantieri Culturali alla Zisa. Le immagini, firmate dai fotografi Raffaele Franco e Giuseppe Tornetta, non cercano l’effetto, non inseguono la commozione facile. Raccontano invece la quotidianità: un gioco condiviso, uno sguardo concentrato, un momento di crescita che passa quasi inosservato ma che dice tutto.

È qui che “Picciriddi Smossi” trova la sua forza: nella semplicità dei gesti, nella normalità restituita a chi troppo spesso viene raccontato solo attraverso il dolore. Il progetto, ideato e coordinato da Giuseppe Fradella, responsabile della Casa della Speranza, è molto più di una raccolta di fotografie. È un racconto collettivo, costruito giorno dopo giorno insieme alle bambine e ai bambini, che diventano protagonisti e non più soltanto soggetti osservati. Uno sguardo costruito grazie a una collaborazione profonda tra operatori e fotografi, capace di trasformare l’arte in un gesto concreto di impegno sociale.

Il forte coinvolgimento emotivo e umano generato dal libro – racconta Fradella – ci ha spinto a continuare questo percorso, trasformandolo in una mostra fotografica. Volevamo che i bambini potessero raccontarsi anche fuori dalle mura della Comunità, sentendosi parte attiva della propria narrazione. Un percorso lungo un anno dal 2023 al 2024, durante il quale – spiega – i fotografi hanno condiviso tempo, spazi ed esperienze con i piccoli ospiti della struttura. Attraverso l’obiettivo hanno seguito i loro momenti di gioco, le attività educative, le relazioni che si intrecciano giorno dopo giorno. Ne nasce uno sguardo intimo, rispettoso, capace di restituire frammenti di vita che parlano di energia, scoperta e desiderio di futuro“.

Il progetto è anche un esempio concreto di come l’arte possa trasformarsi in impegno sociale. Tutti i proventi netti del libro sono stati destinati alle attività educative della Comunità, permettendo ai bambini di vivere esperienze che lasciano traccia: una giornata sulla neve a Piano Battaglia, un’attività al Parco Avventura e, nel maggio 2025, un viaggio a Napoli.

Con il supporto di Afap e i Picciriddi e grazie al finanziamento di Milotta Group, la mostra si pone tre obiettivi chiari: offrire alle bambine e ai bambini uno spazio per raccontarsi all’esterno, avvicinarli alla fotografia come forma di espressione personale e sensibilizzare il pubblico sul valore dell’accoglienza e della tutela dei minori.

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