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domenica, 1 Febbraio 2026
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Raccolta prodotti make up, l’impegno di Sbarre di Zucchero per le detenute di Catania e Palermo

L'iniziativa rivolta alle strutture di Piazza Lanza e Pagliarelli per sensibilizzare sulle condizioni di vita delle donne in carcere

Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in "Comunicazione per le Culture e le Arti" all'Università di Palermo, con un master in "Editoria e Produzione musicale" all'Università IULM di Milano. Si occupa di sociale, cultura, spettacoli, turismo, scuola, per diverse testate online e da addetta stampa. Scrive per "Il Mediterraneo 24" ed è socia dell'impresa sociale-editrice del giornale. Ha realizzato dei reportage-inchiesta sul fenomeno della dispersione scolastica nel quartiere Sperone di Palermo per la testata "OrizzonteScuola", il giornale dedicato alla scuola più seguito in Italia. Si occupa di violenza sulle donne come addetta stampa per il Centro Antiviolenza "Lia Pipitone" di Palermo. Ha lavorato come giornalista e addetta all'accoglienza per la Fondazione "Le Vie dei Tesori", il più grande circuito di promozione del patrimonio culturale della Sicilia, nell'ambito di varie edizioni del festival che ogni anno si svolge a Palermo, Sambuca di Sicilia e Sciacca. Nel quartiere Sperone di Palermo, periferia a forte marginalità sociale, a sud-est di Palermo, ha curato l'ufficio stampa della grande iniziativa territoriale e di comunità "Il Carro risorto delle Rosalie ribelli. Il Festino dello Sperone", con la partecipazione attiva di cittadini, scuola e associazioni. Altre importanti collaborazioni l'hanno vista impegnata come addetta stampa per l'ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, nella campagna elettorale delle Elezioni Europee 2024; per l'Ufficio speciale del "Garante regionale per i diritti dei detenuti e il loro reinserimento sociale" guidato dal dott. Santi Consolo; per il Centro Antiviolenza "Lia Pipitone" a Palermo gestito dall'associazione Millecolori APS ETS. Ultime iniziative recenti: l'ufficio stampa del XX° Premio Letterario Internazionale "G. Tomasi di Lampedusa" di Santa Margherita di Belìce; e lo show internazionale "Be like the wind - Essere come il vento" del Teatro del Fuoco a Palermo, realizzato dall'associazione Elementi di Amelia Bucalo Triglia.
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CATANIA. La permanenza per le donne in carcere è più gravosa rispetto a quella degli uomini. Qui i loro diritti vengono violati. Come per la cura estetica. Non ci sono parrucchieri e l’abbigliamento può essere trascurato a discapito della privazione della loro identità in quanto donne. Perfino il rasoio non è concepito.

Per gli uomini il diritto è assicurato, per la cura della propria barba, alle donne invece non è concesso il rasoio per la depilazione. “Se è un oggetto consentito, se lo consenti agli uomini, dovresti farlo con le donne”, dichiara Micaela Tosato, vicepresidente di Sbarre di Zucchero, associazione che sensibilizza sulle tematiche inerenti la vita carceraria. “Le donne possono utilizzare una crema depilatoria scadente, con cui ti bruci, e che crea problemi”.

Associazione Sbarre di Zucchero

Per le donne detenute nelle carceri di Piazza Lanza a Catania e Pagliarelli di Palermo, Sbarre di Zucchero, ha attivato ed è in corso in questi giorni, un’iniziativa di raccolta di prodotti di make up. Tra cui struccanti, pennellini, matite e rossetti, lucidalabbra, ombretti e palette di ombretti, mascara, ciprie e ancora terre, tutto rigorosamente in confezioni con coperchio trasparente di plastica non rigida e senza specchietti.

Associazione Sbarre di Zucchero

“L’iniziativa nasce l’anno scorso a Verona, dobbiamo abbiamo sede dal 2022. Sbarre di Zucchero nasce dopo il suicidio di una nostra amica, in carcere”, racconta Tosato al nostro giornale. “Abbiamo deciso di iniziare, così, a parlare di detenzione femminile mettendoci la faccia. Facciamo convegni, ieri siamo stati all’Università Bicocca di Milano. La prossima settimana saremo ad un tavolo di lavoro all’Università di Roma. Facciamo presidi in giro per l’Italia, perché questi suicidi in carcere sono assurdi, perché la gente viene abbandonata a sé stessa, non c’è dignità, non c’è recupero“.

L’iniziativa dei cosmetici quest’anno è partita da Verona, ha coinvolto Napoli, dove un negozio ha donato quasi 14 kg di prodotti. A Catania gli studenti universitari hanno organizzato dei banchetti. E c’è un’ottima partecipazione. Si è aggiunta Acireale. Fino ad arrivare a Palermo, dove la referente di Sbarre di Zucchero è stata contattata da un gruppo di signore pronte a fare una donazione.

“Collaborazione e fattibilità, questo è il mondo che ci piace”, conclude Tosato. “Non stiamo lì a pensare cosa queste persone hanno fatto. Sono persone che vanno aiutate. La risposta degli universitari ci piace parecchio. Stiamo avendo molti contatti con le Università italiane. Il futuro sono loro, i giovani. Se il pregiudizio sparisce da loro, abbiamo vinto”.

Per dare il proprio contributo: chiamare Sbarre di Zucchero al 351 3014080.

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