HomeCronacaPeriferiePalermo, riemerge il Ponte delle Teste Mozze: 3 campate medievali riaperte dopo oltre 10 anni

Palermo, riemerge il Ponte delle Teste Mozze: 3 campate medievali riaperte dopo oltre 10 anni

Scoperto durante i lavori del tram, il ponte arabo nel quartiere Settecannoli/Brancaccio torna visitabile dal 17 al 19 aprile per “Il Genio di Palermo”: era parte del sistema di attraversamento del fiume Oreto con il Ponte dell’Ammiraglio

Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in "Comunicazione per le Culture e le Arti" all'Università di Palermo, con un master in "Editoria e Produzione musicale" all'Università IULM di Milano. Si occupa di sociale, cultura, spettacoli, turismo, scuola, per diverse testate online e da addetta stampa. Scrive per "Il Mediterraneo 24" ed è socia dell'impresa sociale-editrice del giornale. Ha realizzato dei reportage-inchiesta sul fenomeno della dispersione scolastica nel quartiere Sperone di Palermo per la testata "OrizzonteScuola", il giornale dedicato alla scuola più seguito in Italia. Si occupa di violenza sulle donne come addetta stampa per il Centro Antiviolenza "Lia Pipitone" di Palermo. Ha lavorato come giornalista e addetta all'accoglienza per la Fondazione "Le Vie dei Tesori", il più grande circuito di promozione del patrimonio culturale della Sicilia, nell'ambito di varie edizioni del festival che ogni anno si svolge a Palermo, Sambuca di Sicilia e Sciacca. Nel quartiere Sperone di Palermo, periferia a forte marginalità sociale, a sud-est di Palermo, ha curato l'ufficio stampa della grande iniziativa territoriale e di comunità "Il Carro risorto delle Rosalie ribelli. Il Festino dello Sperone", con la partecipazione attiva di cittadini, scuola e associazioni. Altre importanti collaborazioni l'hanno vista impegnata come addetta stampa per l'ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, nella campagna elettorale delle Elezioni Europee 2024; per l'Ufficio speciale del "Garante regionale per i diritti dei detenuti e il loro reinserimento sociale" guidato dal dott. Santi Consolo; per il Centro Antiviolenza "Lia Pipitone" a Palermo gestito dall'associazione Millecolori APS ETS. Ultime iniziative recenti: l'ufficio stampa del XX° Premio Letterario Internazionale "G. Tomasi di Lampedusa" di Santa Margherita di Belìce; e lo show internazionale "Be like the wind - Essere come il vento" del Teatro del Fuoco a Palermo, realizzato dall'associazione Elementi di Amelia Bucalo Triglia.
spot_img
spot_img

PALERMO. Un ponte maestoso in pietra, rimasto nascosto per secoli sotto terra, torna oggi a raccontare una pagina dimenticata della storia di Palermo. È il Ponte delle Teste Mozze, nel quartiere Settecannoli/Brancaccio di Palermo, struttura a tre campate risalente all’età medievale, riemersa durante i lavori per la linea tramviaria e ora finalmente aperta al pubblico dopo oltre un decennio.

Situato a poca distanza dal Ponte dell’Ammiraglio, il ponte faceva parte di un unico sistema di attraversamento del fiume Oreto, in un’area che nei secoli ha subito profonde trasformazioni urbanistiche e idrauliche. Proprio queste modifiche, tra cui la deviazione del corso del fiume nel 1831, portarono al suo interramento, salvandolo però dalla demolizione.

Il nome “Teste Mozze” affonda le sue radici in una pratica documentata tra il XVI e il XVII secolo: lungo questo passaggio, infatti, venivano esposte le teste dei condannati a morte come monito pubblico. Una memoria forte, rimasta impressa nella toponomastica e confermata dagli studi della Soprintendenza ai Beni culturali.

Il ponte è tornato alla luce tra il 2010 e il 2014 grazie agli scavi archeologici legati alla realizzazione della Linea 1 del tram. Le indagini hanno rivelato non solo la struttura perfettamente conservata, ma anche un contesto storico di grande valore: resti murari databili al X–XI secolo, riconducibili all’età araba della città, e una necropoli islamica con circa trenta sepolture allineate.

Le carte ottocentesche raccontano inoltre un Oreto molto diverso da quello attuale, con due distinti rami fluviali: uno di questi scorreva proprio sotto il ponte, spiegando così le diverse fasi costruttive del manufatto.

«Si tratta di un luogo unico nella storia di Palermohanno dichiarato il presidente e il vicepresidente della Seconda Circoscrizione, Giuseppe Federico e Giacomo Viscuso –, dove si intrecciano urbanistica medievale, memoria popolare e trasformazioni del fiume Oreto». Un patrimonio rimasto invisibile per anni, che oggi si apre finalmente alla città.

I consiglieri della Seconda Circoscrizione Pasquale Tusa e Emanuela Lo Nardo, esprimendo soddisfazione per la notizia, dichiarano: “Grazie a una nostra idea, supportata da studi e approfondimenti storici e formalizzata in una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio, è stato avviato l’iter. Siamo particolarmente lieti che l’apertura al pubblico sia stata raggiunta in tempi rapidi e riteniamo doveroso esprimere un sincero ringraziamento a quanti hanno creduto in questa iniziativa. Un riconoscimento va al presidente della Seconda Circoscrizione Federico e al vicepresidente Viscuso, che l’hanno sostenuta con impegno concreto, così come a tutte le figure istituzionali che hanno contribuito a rendere possibile la restituzione di questo bene alla collettività. L’apertura del Ponte delle Teste Mozze rappresenta un passo importante verso la valorizzazione del patrimonio culturale locale e il recupero della memoria storica condivisa.”

Il Ponte delle Teste Mozze sarà visitabile in occasione della manifestazione “Il Genio di Palermo”, organizzata dalla Fondazione Le Vie dei Tesori insieme a numerose istituzioni, tra cui l’Università di Palermo, il Comune e l’AMAT. Le visite sono previste nel weekend dal 17 al 19 aprile e nei due fine settimana successivi.

Un’anteprima per la stampa è in programma mercoledì 15 aprile alle ore 12.00 (posizione: https://maps.app.goo.gl/iJFK4pdC27hpbprH7?g_st=iw) alla presenza delle principali autorità cittadine, tra cui il sindaco Roberto Lagalla e i rappresentanti delle istituzioni coinvolte.

Dopo oltre un secolo di oblio e più di dieci anni dalla sua scoperta, il Ponte delle Teste Mozze torna così a essere parte viva del patrimonio urbano: un tassello fondamentale per comprendere l’evoluzione della Costa Sud e dell’asse Oreto–Corso dei Mille, ma anche un simbolo di una città che riscopre e valorizza la propria storia.

spot_img

Leggi anche

spot_img
spot_img

Ultime notizie

spot_img