PALERMO. Un ponte maestoso in pietra, rimasto nascosto per secoli sotto terra, torna oggi a raccontare una pagina dimenticata della storia di Palermo. È il Ponte delle Teste Mozze, nel quartiere Settecannoli/Brancaccio di Palermo, struttura a tre campate risalente all’età medievale, riemersa durante i lavori per la linea tramviaria e ora finalmente aperta al pubblico dopo oltre un decennio.
Situato a poca distanza dal Ponte dell’Ammiraglio, il ponte faceva parte di un unico sistema di attraversamento del fiume Oreto, in un’area che nei secoli ha subito profonde trasformazioni urbanistiche e idrauliche. Proprio queste modifiche, tra cui la deviazione del corso del fiume nel 1831, portarono al suo interramento, salvandolo però dalla demolizione.
Il nome “Teste Mozze” affonda le sue radici in una pratica documentata tra il XVI e il XVII secolo: lungo questo passaggio, infatti, venivano esposte le teste dei condannati a morte come monito pubblico. Una memoria forte, rimasta impressa nella toponomastica e confermata dagli studi della Soprintendenza ai Beni culturali.
Il ponte è tornato alla luce tra il 2010 e il 2014 grazie agli scavi archeologici legati alla realizzazione della Linea 1 del tram. Le indagini hanno rivelato non solo la struttura perfettamente conservata, ma anche un contesto storico di grande valore: resti murari databili al X–XI secolo, riconducibili all’età araba della città, e una necropoli islamica con circa trenta sepolture allineate.
Le carte ottocentesche raccontano inoltre un Oreto molto diverso da quello attuale, con due distinti rami fluviali: uno di questi scorreva proprio sotto il ponte, spiegando così le diverse fasi costruttive del manufatto.
«Si tratta di un luogo unico nella storia di Palermo – hanno dichiarato il presidente e il vicepresidente della Seconda Circoscrizione, Giuseppe Federico e Giacomo Viscuso –, dove si intrecciano urbanistica medievale, memoria popolare e trasformazioni del fiume Oreto». Un patrimonio rimasto invisibile per anni, che oggi si apre finalmente alla città.
I consiglieri della Seconda Circoscrizione Pasquale Tusa e Emanuela Lo Nardo, esprimendo soddisfazione per la notizia, dichiarano: “Grazie a una nostra idea, supportata da studi e approfondimenti storici e formalizzata in una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio, è stato avviato l’iter. Siamo particolarmente lieti che l’apertura al pubblico sia stata raggiunta in tempi rapidi e riteniamo doveroso esprimere un sincero ringraziamento a quanti hanno creduto in questa iniziativa. Un riconoscimento va al presidente della Seconda Circoscrizione Federico e al vicepresidente Viscuso, che l’hanno sostenuta con impegno concreto, così come a tutte le figure istituzionali che hanno contribuito a rendere possibile la restituzione di questo bene alla collettività. L’apertura del Ponte delle Teste Mozze rappresenta un passo importante verso la valorizzazione del patrimonio culturale locale e il recupero della memoria storica condivisa.”
Il Ponte delle Teste Mozze sarà visitabile in occasione della manifestazione “Il Genio di Palermo”, organizzata dalla Fondazione Le Vie dei Tesori insieme a numerose istituzioni, tra cui l’Università di Palermo, il Comune e l’AMAT. Le visite sono previste nel weekend dal 17 al 19 aprile e nei due fine settimana successivi.
Un’anteprima per la stampa è in programma mercoledì 15 aprile alle ore 12.00 (posizione: https://maps.app.goo.gl/iJFK4pdC27hpbprH7?g_st=iw) alla presenza delle principali autorità cittadine, tra cui il sindaco Roberto Lagalla e i rappresentanti delle istituzioni coinvolte.
Dopo oltre un secolo di oblio e più di dieci anni dalla sua scoperta, il Ponte delle Teste Mozze torna così a essere parte viva del patrimonio urbano: un tassello fondamentale per comprendere l’evoluzione della Costa Sud e dell’asse Oreto–Corso dei Mille, ma anche un simbolo di una città che riscopre e valorizza la propria storia.








