HomeCronacaPeriferieUn corso di lingua italiana per stranieri a Ballarò: "Così vogliamo integrarci e cercare lavoro"

Un corso di lingua italiana per stranieri a Ballarò: “Così vogliamo integrarci e cercare lavoro”

L'iniziativa promossa nell'ambito del progetto "C'entro anch'io" promosso da Apriti Cuore: per 18 persone un percorso didattico per favorire il loro inserimento sociale e lavorativo

Serena Termini
Serena Termini
È nata il 5 marzo del’73 e ha tre figli. Dal 2005 è stata la corrispondente dell'agenzia di stampa nazionale Redattore Sociale con cui oggi collabora. Da sempre, ha avuto la passione per la lettura e la scrittura. Ha compiuto studi giuridici e sociologici che hanno affinato la sua competenza sociale, facendole scegliere di diventare una giornalista. Ciò che preferisce della sua professione è la possibilità di ascoltare la gente andando al di là delle prime apparenze: "fare giornalismo può diventare un esercizio di libertà solo se ti permettono di farlo".
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PALERMO. Imparare la lingua italiana per riuscire ad inserirsi pienamente nella società, a partire dalla ricerca di un lavoro dignitoso e regolare. È l’obiettivo principale di Dosso, Hannah, Idris Ibrahim e Zakaria che stanno frequentando il laboratorio di italiano del progetto Centro Anch’io. A promuoverlo è Apriti Cuore ETS con il sostegno del PNRR e prevede un intervento integrato per contrastare la povertà educativa e rafforzare la rete comunitaria nei quartieri Albergheria e Ballarò. Molto alta è, infatti, la presenza delle persone di origine straniera per lo più provenienti da: Marocco, Tunisia, Ghana, Costa D’Avorio, Bangladesh e Repubblica Domenicana.

Sono sposata e ho un bimbo piccolo. Ho bisogno di imparare bene la lingua italiana – racconta Dosso, 36 anni, della Costa D’Avorio -. Ho già fatto alcune esperienze lavorative come badante ma vorrei iniziare un lavoro come collaboratrice domestica”. “Ho tre figli – continua Hannah, 43 anni, del Ghanae spero di riuscire a trovare, al più presto, un lavoro nel settore delle pulizie o come baby sitter”. “Considerato che nel mio Paese facevo la maestra per i bambini – aggiunge pure Idris Ibrahim, 25 anni, della Nigeria –, anche in Italia mi piacerebbe dedicarmi allo stesso lavoro”. “In Italia sono arrivato da solo ma nel mio Paese c’è mia moglie – racconta Zakaria, 33 anni, del Marocco -. Conosco solo l’arabo ma, per avere un buon lavoro e riuscire a vivere bene, imparare l’Italiano è fondamentale. Mi piacerebbe fare l’imbianchino perché ho questa formazione ma potrei fare anche il muratore e altre attività”.

Si tratta di un corso di lingua italiana di base – spiega Silvia Mercadante, psicologa e responsabile del Centro di Prossimità di Apriti Cuore –. È partito lo scorso gennaio, è rivolto agli adulti e alle famiglie di origine straniera. Per il momento, abbiamo 18 persone iscritte; il corso, che si concluderà a giugno, si svolge ogni venerdì mattina ed è curato dalla nostra mediatrice culturale, Rosanna Barrera. Il loro interesse è quello di riuscire ad acquisire quelle nozioni di italiano di base che le aiuteranno a migliorare la ricerca del lavoro ma anche il rapporto con le istituzioni sanitarie e gli uffici pubblici. Presto, partirà pure un altro laboratorio di lingua italiana dedicato ai giovani adolescenti”.

Al centro del progetto ci sono, inoltre, il sostegno educativo e il centro di ascolto ma anche i laboratori psico-educativi, ludico-creativi, sportivi e tecnologici. Sono 50 i bambini e le bambine, italiani e stranieri, che partecipano alle diverse attività. Il Centro di Prossimità offre un supporto personalizzato alle famiglie in collaborazione con i Servizi Sociali del Comune.  

Le attività del progetto Centro Anch’io, coordinate da un’équipe multidisciplinare di circa 30 persone (educatori, psicologi e animatori) si svolgono presso la sede dell’associazione Apriti Cuore ETS – a Ballarò – e negli spazi delle scuole coinvolte nel partenariato: l’Istituto Comprensivo Statale Giuliana Saladino e l’Istituto Comprensivo Statale Lombardo Radice. Il progetto  è realizzato da Apriti Cuore ETS in partenariato con CIRF, l’impresa sociale “Il Mediterraneo” e le due scuole palermitane in collaborazione con  l’Assessorato alle Attività Sociali e Socio-Sanitarie del Comune di Palermo.

Il progetto è finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU- PNRR M5C3 – Investimento 1.3 – Interventi socio-educativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno.

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