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lunedì, 26 Gennaio 2026
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Don Gerlando Re: emanato l’Editto dell’Arcivescovo per l’avvio della Beatificazione

Aperta anche un'inchiesta canonica sul sacerdote agrigentino ucciso a colpi di pistola nel 1949, all'età di 33 anni, mentre serviva i più poveri

Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in "Comunicazione per le Culture e le Arti" all'Università di Palermo, con un master in "Editoria e Produzione musicale" all'Università IULM di Milano. Si occupa di sociale, cultura, spettacoli, turismo, scuola, per diverse testate online e da addetta stampa. Scrive per "Il Mediterraneo 24" ed è socia dell'impresa sociale-editrice del giornale. Ha realizzato dei reportage-inchiesta sul fenomeno della dispersione scolastica nel quartiere Sperone di Palermo per la testata "OrizzonteScuola", il giornale dedicato alla scuola più seguito in Italia. Si occupa di violenza sulle donne come addetta stampa per il Centro Antiviolenza "Lia Pipitone" di Palermo. Ha lavorato come giornalista e addetta all'accoglienza per la Fondazione "Le Vie dei Tesori", il più grande circuito di promozione del patrimonio culturale della Sicilia, nell'ambito di varie edizioni del festival che ogni anno si svolge a Palermo, Sambuca di Sicilia e Sciacca. Nel quartiere Sperone di Palermo, periferia a forte marginalità sociale, a sud-est di Palermo, ha curato l'ufficio stampa della grande iniziativa territoriale e di comunità "Il Carro risorto delle Rosalie ribelli. Il Festino dello Sperone", con la partecipazione attiva di cittadini, scuola e associazioni. Altre importanti collaborazioni l'hanno vista impegnata come addetta stampa per l'ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, nella campagna elettorale delle Elezioni Europee 2024; per l'Ufficio speciale del "Garante regionale per i diritti dei detenuti e il loro reinserimento sociale" guidato dal dott. Santi Consolo; per il Centro Antiviolenza "Lia Pipitone" a Palermo gestito dall'associazione Millecolori APS ETS. Ultime iniziative recenti: l'ufficio stampa del XX° Premio Letterario Internazionale "G. Tomasi di Lampedusa" di Santa Margherita di Belìce; e lo show internazionale "Be like the wind - Essere come il vento" del Teatro del Fuoco a Palermo, realizzato dall'associazione Elementi di Amelia Bucalo Triglia.
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AGRIGENTO. Con l’emanazione ufficiale dell’Editto arcivescovile, prende formalmente avvio la Causa di Beatificazione e Canonizzazione di don Gerlando Re, presbitero diocesano, figura di profonda spiritualità e carità evangelica legata alla storia della Chiesa agrigentina.

L’Editto è stato firmato il 21 gennaio 2026 dall’Arcivescovo metropolita di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, a seguito del Nulla Osta concesso dai Vescovi di Sicilia il 15 gennaio scorso e della richiesta formale presentata dal Postulatore della causa, don Giuseppe Lentini.

Per espressa disposizione dell’Arcivescovo, il documento è stato letto al termine delle celebrazioni di domenica 25 gennaio 2026 in tutte le parrocchie dell’Arcidiocesi di Agrigento ed è stato affisso nelle bacheche parrocchiali, oltre a essere pubblicato sul sito internet diocesano, segnando così l’inizio ufficiale dell’iter canonico.

Una vita sacerdotale segnata dal servizio e dalla testimonianza

Nato a Cianciana il 18 gennaio 1916, don Gerlando Re fu battezzato nella Chiesa madre del paese. Cresciuto in un contesto di povertà e lavoro duro — tra le campagne e le miniere di zolfo — maturò presto la vocazione sacerdotale. Entrato nel Seminario di Agrigento nel 1929, fu ordinato sacerdote l’11 giugno 1941.

Nel corso del suo ministero fu vicario cooperatore a Cianciana e a Canicattì, distinguendosi per una intensa attività pastorale, educativa e caritativa, soprattutto a favore dei più poveri, dei minatori e delle persone emarginate. A lui fu affidata anche la cura pastorale della chiesa del Carmine, che divenne luogo di preghiera, confessione e accoglienza per molti fedeli.

Particolarmente significativa fu la sua opera attraverso l’O.N.A.R.M.O. (Opera Nazionale Assistenza Religiosa e Morale agli Operai), mediante la quale offrì sostegno materiale e spirituale ai lavoratori, spesso intervenendo anche in situazioni di conflitto sociale e di grave disagio.

La morte e la fama di santità

Don Gerlando Re morì tragicamente l’11 giugno 1949, ucciso a colpi di pistola. La sua morte, vissuta come autentica testimonianza cristiana, alimentò fin da subito una diffusa fama di santità e di martirio, accompagnata dal ricordo di segni e grazie attribuite alla sua intercessione.

Nel corso degli anni, tale fama non si è mai spenta, trovando ora un primo riconoscimento ufficiale con l’avvio della Causa di Beatificazione.

L’invito dell’Arcivescovo ai fedeli

Con l’Editto, l’Arcivescovo invita formalmente chiunque sia in possesso di scritti, documenti, lettere, diari o testimonianze riguardanti don Gerlando Re a consegnarli alla Cancelleria Arcivescovile di Agrigento, affinché possano essere valutati nell’ambito dell’inchiesta canonica.

Il documento resterà affisso per tre mesi, come previsto dalle norme ecclesiastiche, affinché la comunità dei fedeli possa partecipare attivamente a questa fase iniziale del processo.

Un passo significativo, dunque, per la Chiesa agrigentina, che affida alla memoria e alla testimonianza del popolo di Dio il cammino verso il possibile riconoscimento ufficiale della santità di don Gerlando Re, sacerdote del Vangelo e dei poveri.

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