HomeCronacaProvinceDon Gerlando Re: emanato l’Editto dell’Arcivescovo per l'avvio della Beatificazione

Don Gerlando Re: emanato l’Editto dell’Arcivescovo per l’avvio della Beatificazione

Aperta anche un'inchiesta canonica sul sacerdote agrigentino "morto in odio alla fede", ucciso a colpi di pistola nel 1949, all'età di 33 anni

Lilia Ricca
Lilia Ricca
Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione per le culture e le arti all'Università di Palermo, con un master in Editoria e Produzione musicale all'Università IULM di Milano. Scrive di sociale per Il Mediterraneo 24 ed è addetta stampa per diverse organizzazioni del Terzo settore
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AGRIGENTO. Con l’emanazione ufficiale dell’Editto arcivescovile, prende formalmente avvio la Causa di Beatificazione e Canonizzazione di don Gerlando Re, presbitero diocesano, figura di profonda spiritualità e carità evangelica legata alla storia della Chiesa agrigentina.

L’Editto è stato firmato il 21 gennaio 2026 dall’Arcivescovo metropolita di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, a seguito del Nulla Osta concesso dai Vescovi di Sicilia il 15 gennaio scorso e della richiesta formale presentata dal Postulatore della causa, don Giuseppe Lentini.

Per espressa disposizione dell’Arcivescovo, il documento è stato letto al termine delle celebrazioni di domenica 25 gennaio 2026 in tutte le parrocchie dell’Arcidiocesi di Agrigento ed è stato affisso nelle bacheche parrocchiali, oltre a essere pubblicato sul sito internet diocesano, segnando così l’inizio ufficiale dell’iter canonico.

Una vita sacerdotale segnata dal servizio e dalla testimonianza

Nato a Cianciana il 18 gennaio 1916, don Gerlando Re fu battezzato nella Chiesa madre del paese. Cresciuto in un contesto di povertà e lavoro duro — tra le campagne e le miniere di zolfo — maturò presto la vocazione sacerdotale. Entrato nel Seminario di Agrigento nel 1929, fu ordinato sacerdote l’11 giugno 1941.

Nel corso del suo ministero fu vicario cooperatore a Cianciana e a Canicattì, distinguendosi per una intensa attività pastorale, educativa e caritativa, soprattutto a favore dei più poveri, dei minatori e delle persone emarginate. A lui fu affidata anche la cura pastorale della chiesa del Carmine, che divenne luogo di preghiera, confessione e accoglienza per molti fedeli.

Particolarmente significativa fu la sua opera attraverso l’O.N.A.R.M.O. (Opera Nazionale Assistenza Religiosa e Morale agli Operai), mediante la quale offrì sostegno materiale e spirituale ai lavoratori, spesso intervenendo anche in situazioni di conflitto sociale e di grave disagio.

La morte e la fama di santità

Don Gerlando Re morì tragicamente l’18 giugno 1949, all’età di 33 anni, ucciso a colpi di pistola. Seduto alla scrivania, quel giorno, sentì degli spari. Nonostante il tentativo della zia di fermarlo, uscì di casa e vide Giuseppe Ciaravella con una pistola e Giuseppe Carubia ferito a terra. Don Gerlando corse a dare l’assoluzione a Carubia e a calmare Ciaravella, dicendogli: «Giuseppe, cosa hai fatto? Vattene e che Dio ti perdoni». Ciaravella si allontanò, ma tornò indietro, sparando a don Gerlando alla nuca mentre assolveva il moribondo, dicendo: «Così non confesserai più».

Don Gerlando Re potrebbe essere dichiarato martire perchè “morto in odio alla fede”. La sua morte, vissuta come autentica testimonianza cristiana, alimentò fin da subito una diffusa fama di santità e di martirio, accompagnata dal ricordo di segni e grazie attribuite alla sua intercessione. Nel corso degli anni, tale fama non si è mai spenta, trovando ora un primo riconoscimento ufficiale con l’avvio della Causa di Beatificazione.

L’invito dell’Arcivescovo ai fedeli

Con l’Editto, l’Arcivescovo invita formalmente chiunque sia in possesso di scritti, documenti, lettere, diari o testimonianze riguardanti don Gerlando Re a consegnarli alla Cancelleria Arcivescovile di Agrigento, affinché possano essere valutati nell’ambito dell’inchiesta canonica.

Il documento resterà affisso per tre mesi, come previsto dalle norme ecclesiastiche, affinché la comunità dei fedeli possa partecipare attivamente a questa fase iniziale del processo.

Un passo significativo, dunque, per la Chiesa agrigentina, che affida alla memoria e alla testimonianza del popolo di Dio il cammino verso il possibile riconoscimento ufficiale della santità di don Gerlando Re, sacerdote del Vangelo e dei poveri.

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